19/03/2020
La psiche ai tempi del coronavirus
Stiamo vivendo un periodo straordinario, nel senso di fuori dall’ordinarietà, dalla nostra consolidata routine.
Persino i più anziani tra noi, quelli che hanno vissuto la guerra e i bombardamenti non ricordano una simile situazione. Allora il nemico era ben chiaro chi fosse, arrivava dal cielo e sganciava bombe. Adesso siamo davanti ad un nemico più subdolo, invisibile ma ben presente, in particolare nelle nostre menti.
Dobbiamo adeguarci ad uno stile di vita che ha ben poco rispetto alle abitudini di solo un mese or sono. Siamo costretti in spazi angusti, non possiamo vedere i nostri amici e nemmeno i nostri cari, le poche volte in cui usciamo per la spesa ci sorprendiamo a sentire le altre persone come fossero nemici, gli giriamo al largo e spesso non li guardiamo negli occhi, come se si trattasse di una ulteriore misura di prevenzione.
I cambiamenti nella vita sono utili, salutari e fonte di rinnovamento interiore ma solo quando li scegliamo e li perseguiamo. Molto più difficile adeguarsi quando ci vengono imposti.
Ho cercato di mettere a punto una serie di suggerimenti che possono aiutarci ad avere a che fare psicologicamente con l’attuale situazione, per cercare di viverla, per quanto possibile, al meglio.
- Cerca di ricordarti il motivo dell’attuale isolamento: non si tratta di un capriccio o di una misura eccessiva, dobbiamo rispettare le indicazioni per il nostro bene e per quello di tutti. Abbiamo uno scopo che parzialmente ci trascende e adeguarsi fa di noi delle persone mature e responsabili.
- Spegni il televisore o la radio, almeno per qualche ora. Restare attaccati alle ultime notizie aumenta l’angoscia e il sentimento di impotenza. Restiamo informati ma cercando di evitare l’ossessione per l’informazione. Sappiamo che la situazione è particolarmente critica ma dobbiamo lasciare che la nostra mente si detenda e vaghi altrove, almeno per un po’.
- Riscopri i lavori manuali. Siamo ormai abituati a lavorare essenzialmente al computer, in modo più o meno intellettuale. Fare dei piccoli lavori con le mani, anche semplicemente riordinare un armadio o aggiustare il rubinetto che gocciola da tempo, ci aiuta a sentirci utili ed efficaci, persino creativi, mitigando il senso di inutilità che talvolta ci prende. Lasciamo libero sfogo alle nostre passioni, come lavorare ai ferri, fare piccoli lavori con il legno, riordinare cose alle quali dovevamo mettere mano da lustri… Riordinare le fotografie può metterci in contatto con le persone care che in questo momento non possiamo frequentare, facendoli sentire più vicini
- Cerca di esporti, per quanto ti è possibile, alla luce solare. Forse non tutti hanno un terrazzo dove poter godere del sole piacevole di questo periodo, allora avviciniamoci ad una finestra assolata, apriamola e godiamo della luce e del tepore che ci avvolge. E’ provato l’effetto benefico della luce solare tra le altre cose anche sul tono dell’umore, non rinunciamoci del tutto in questo periodo.
- E’ il momento per contattare telefonicamente, o con i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, parenti ed amici. E’ da tempo che volevamo sentire l’amica conosciuta in vacanza? Ora che non siamo più così di corsa, sempre trafelati tra un impegno e l’altro, prendiamoci il tempo per farlo. Andare a trovare i genitori non è sicuro in questo periodo? Sentiamoli spesso, magari in videochiamata, cercando di rassicurarli. Non andiamo più al lavoro perché lavoriamo da casa o semplicemente il nostro lavoro in questo momento è sospeso? Telefoniamo ai colleghi, sentiamo come stanno, come se la cavano con i figli, anche solo per fare due chiacchiere. Li abbiamo visti tutti i giorni per mesi, per anni, la loro mancanza improvvisa ci fa soffrire, anche se raramente ce ne rendiamo conto.
- Mantenerci in contatto con le persone care ci serve anche per
sfuggire il senso di persecuzione che questo nemico invisibile ci causa. Non possiamo negarlo, siamo in guerra contro un nemico subdolo. Il solo modo che abbiamo di contrastarlo è rispettare le indicazioni che ci vengono date e cercare di sentirci uniti e solidali, per far fronte alle inevitabili angosce. Lasciamoci anche andare ad una battuta di spirito ogni tanto. Non si tratta di cinismo ma di un preciso bisogno della nostra mente, quello di riuscire, almeno di tanto in tanto, a mitigare la tensione.
- Non avere paura di avere paura. E’ inevitabile averne, la situazione è del tutto nuova, ogni giorno ci aspettano notizie poco tranquillizzanti. Cerchiamo di guardare la nostra paura con simpatia e comprensione, senza dimenticare che è uno dei motivi per cui rispettiamo le regole, quindi è utile e costruttiva. Ben diverso è il panico che potrebbe portarci a comportamenti irrazionali e rischiosi.
- Evitare l’isolamento. Stiamo a casa ma distanziamento sociale non significa non avere contatti mediati dalla tecnologia con gli altri. Pensiamoci nella stessa barca con i vicini di casa, gli abitanti del quartiere e i concittadini. A ben vedere la barca è ancora più grande, ci sta la nostra regione, la nostra Lombardia, l’Italia e poi ancora più in là… Sentirci parte di un tutto, solidali con gli altri, anche ad esempio partecipando alle iniziative tipo “flash mob”, ci fa sentire più coesi e forti
Come ultimo vorrei mettere qualcosa che forse non incontrerà l’approvazione di tutti ma che ritengo molto importante:
- Rinunciare all’onnipotenza. E’ difficile da ammettere ma nonostante il grande sviluppo della tecnologia e di tutti i mezzi scientifici che possiamo mettere in campo rimaniamo esseri profondamente vulnerabili. Riconoscerlo non significa darsi per vinti, tutt’altro, ma esistono dei limiti al di là dei quali non possiamo andare, ammetterlo è segno di equilibrio psichico e può aiutarci.