Di Giorgio Biologo Nutrizionista

Di Giorgio Biologo Nutrizionista Mi occupo di salute connessa alla biologia da oltre 25 anni

Lo yogurt è un prodotto ottenuto a partire dal latte intero, scremato o parzialmente scremato, sottoposto a una processo...
05/02/2026

Lo yogurt è un prodotto ottenuto a partire dal latte intero, scremato o parzialmente scremato, sottoposto a una processo di fermentazione da parte di due microrganismi “vivi e vitali”: lo Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus, presenti in quantità non inferiore a 1 milione per grammo . Secondo la normativa vigente, solo queste caratteristiche definiscono uno yogurt.

Composizione
Ingredienti: yogurt (latte intero e fermenti lattici vivi), zucchero (4,9%), zucchero d’uva (0,2%), aroma naturale.

Dalla lista ingredienti vediamo che è stato utilizzato latte intero e fermenti lattici vivi. In più come secondo ingrediente troviamo lo zucchero (4,9%) seguito dallo zucchero d’uva (0,2%) ed aromi naturali, quindi ben 3 ingredienti in aggiunta che hanno il solo scopo di dolcificare il prodotto.

Valori nutrizionali
Valori medi per 100gr di prodotto (Muller):

Energia: 93kcal

Grassi: 3.2gr

di cui acidi grassi saturi: 2.2gr

Carboidrati: 10.6gr

di cui zuccheri: 10.6gr

Proteine: 4.7gr

Analizzando la tabella nutrizionale, per 100 gr di prodotto (quindi nemmeno un vasetto intero, che solitamente è di 125gr) ritroviamo 10,6 grammi di zucchero, che corrispondono a circa 2 cucchiaini.

Se andiamo a vedere un altro yogurt bianco, come quello Vipiteno, notiamo fin da subito la differenza.

Valori medi per 100gr di prodotto (Vipiteno):

Energia: 74kcal

Grassi: 4.2gr

di cui saturi: 2.9gr

Carboidrati: 5.5gr

di cui zuccheri: 4.4gr

Proteine: 3.7gr

La quantità di zucchero è dimezzata ed è rappresentata solo dal lattosio, ovvero lo zucchero presente naturalmente nel latte. Questo zucchero viene fermentato da parte dei due microrganismi e trasformato in acido lattico, motivo per cui molto spesso è un prodotto che viene ben digerito dalle persone intolleranti al lattosio.

Infine, nella lista ingredienti di questo yogurt è riportato solo il latte intero e i 2 fermenti lattici, senza l’aggiunta di altri ingredienti.

Ingredienti (Vipiteno): yogurt intero (latte intero pastorizzato, fermenti lattici vivi: Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus) .

Il mio giudizio finale
Quando acquistiamo uno yogurt bianco naturale, oltre al latte e ai fermenti lattici non dovrebbero essere presenti altri ingredienti. Il quantitativo di zucchero in questo caso sarà sempre inferiore a 5gr su 100g di prodotto.

Altre preparazioni di yogurt, anche con la dicitura “bianco”, come in questo caso e soprattutto quelli “alla vaniglia, al pistacchio, ai frutti di bosco” presentano quantitativi maggiori di zuccheri, fino ad arrivare quasi ai 15-20gr su 100gr di prodotto.

Lo yogurt bianco ha un sapore leggermente acidulo, e se vogliamo renderlo più dolce possiamo aggiungere noi un cucchiaino di marmellata, della frutta a pezzetti, della frutta secca o cereali.

🌸 Menopausa: un cambiamento naturale, ma delicatoL’arrivo della menopausa rappresenta per ogni donna una fase di profond...
04/02/2026

🌸 Menopausa: un cambiamento naturale, ma delicato

L’arrivo della menopausa rappresenta per ogni donna una fase di profondo cambiamento biologico.
Pur essendo un processo fisiologico e naturale, può risultare complesso da affrontare, sia dal punto di vista fisico che emotivo.

I sintomi, talvolta difficili da gestire, possono far emergere sensazioni ed emozioni nuove, influenzando anche le normali attività quotidiane.

🔎 Cos’è la menopausa?

La menopausa fisiologica viene diagnosticata dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea non legata a cause patologiche.
Può tuttavia essere indotta da chemioterapia, radioterapia, malattie o interventi chirurgici.

Generalmente la transizione menopausale avviene tra i 45 e i 55 anni e può durare in media circa 7 anni.
📊 In Italia l’età media della menopausa spontanea è 51,2 anni, mentre a livello mondiale è 51,5 anni.

L’inizio e l’andamento della menopausa possono variare in base a diversi fattori:
▪️ etnia
▪️ indice di massa corporea
▪️ familiarità
▪️ stile di vita

📌 Le fasi della menopausa (OMS, 1981)

🔹 Perimenopausa: periodo che precede la menopausa e include il primo anno successivo, caratterizzato da cambiamenti ormonali e sintomi iniziali
🔹 Menopausa: cessazione definitiva delle mestruazioni per perdita dell’attività ovarica
🔹 Postmenopausa: periodo che inizia dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni

🔥 I sintomi più comuni

La menopausa è una fase di particolare vulnerabilità, influenzata da fattori ormonali ed esterni.
I sintomi più frequenti includono:
▪️ vampate di calore e sudorazioni notturne
▪️ aumento di peso e maggiore senso di fame
▪️ disturbi del sonno
▪️ alterazioni dell’umore, ansia, difficoltà di concentrazione
▪️ diradamento dei capelli, secchezza cutanea e vaginale

🧠 Il ruolo degli estrogeni

Durante la vita fertile, gli estrogeni svolgono un ruolo fondamentale anche a livello cerebrale.
Influenzano memoria, funzioni cognitive ed equilibrio emotivo, modulando neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina.

Con la menopausa, la loro riduzione è associata a un aumento del rischio di:
▪️ ansia e depressione
▪️ calo della memoria
▪️ decadimento cognitivo

💊 Trattamenti per la menopausa

Tra le opzioni disponibili troviamo:
🔹 Terapia ormonale sostitutiva (TOS), efficace ma non priva di potenziali rischi
🔹 Approcci alternativi, tra cui:
▪️ pratiche mente-corpo (mindfulness, meditazione, rilassamento)
▪️ integratori alimentari (fitoestratti, vitamine, minerali)

🐟 Omega 3 e menopausa

Gli omega 3 sono nutrienti essenziali con un ruolo importante nel funzionamento del sistema nervoso.
Alcuni studi suggeriscono possibili benefici su umore, ansia e sintomi depressivi, sebbene i risultati non siano sempre univoci.

👉 Le evidenze scientifiche sono promettenti ma non definitive: sono necessari studi più ampi e di maggiore durata.

🌿 Lo stile di vita fa la differenza

In menopausa non esistono soluzioni miracolose.
La vera chiave è un approccio globale, che includa:
✔️ alimentazione equilibrata
✔️ attività fisica regolare
✔️ gestione dello stress
✔️ consapevolezza del proprio corpo

💚 Non è un singolo integratore a fare la differenza, ma l’insieme delle scelte quotidiane.

🔗 Se vuoi approfondire, qui trovi il link a un mio precedente articolo dedicato alla dieta in menopausa 👇

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🎄➡️💪 Dimagrire dopo le feste: da dove ricominciare?Dopo le feste è normale sentirsi appesantiti e fuori forma. Tra pranz...
03/02/2026

🎄➡️💪 Dimagrire dopo le feste: da dove ricominciare?

Dopo le feste è normale sentirsi appesantiti e fuori forma. Tra pranzi, cene e dolci, qualche chilo in più può capitare… ma niente panico: con le giuste strategie è possibile tornare in equilibrio e ritrovare il benessere.

Ecco alcuni consigli pratici per dimagrire dopo le feste in modo sano e sostenibile 👇

📝 1️⃣ Fai un bilancio delle tue abitudini alimentari

Prima di cambiare, è importante prendere consapevolezza.
Annota cosa mangi e bevi durante la giornata e individua i momenti in cui fai scelte meno salutari. Capire dove e perché sbagli è il primo passo per migliorare.

🎯 2️⃣ Imposta obiettivi realistici

Dimagrire bene richiede tempo.
Evita soluzioni drastiche e punta a una perdita di 0,5–1 kg a settimana: è più sicura, sostenibile e ti aiuterà a non tornare alle vecchie abitudini.

🥗 3️⃣ Segui una dieta equilibrata

Scegli alimenti nutrienti e di qualità:
✔️ frutta e verdura
✔️ proteine magre
✔️ cereali integrali
Riduci invece cibi ultra-processati, zuccheri aggiunti e grassi saturi.
👉 Anche la varietà è fondamentale per non annoiarsi e coprire tutti i fabbisogni nutrizionali.

💧 4️⃣ Bevi molta acqua

Spesso confondiamo fame e sete.
Bere acqua aiuta a mantenere il corpo idratato e favorisce il senso di sazietà, riducendo il rischio di mangiare troppo.

🏃‍♀️ 5️⃣ Muoviti con costanza

L’attività fisica è un alleato indispensabile.
Cerca di raggiungere almeno 150 minuti a settimana di attività moderata (camminata, nuoto, jogging).
Se parti da zero, inizia piano e aumenta gradualmente.

🧘‍♀️ 6️⃣ Mangia lentamente e ascolta il tuo corpo

Mangiare con calma ti aiuta a riconoscere i segnali di fame e sazietà, evitando eccessi inutili. Goditi il cibo e ascolta il tuo corpo.

🤝 7️⃣ Chiedi supporto

Condividere il percorso con amici o familiari rende tutto più semplice. Il sostegno delle persone giuste può fare la differenza nei momenti difficili.

💙 8️⃣ Non arrenderti

Ci saranno giorni più complicati, ed è normale. Ricorda però che ogni piccolo passo conta. La costanza vince sempre sulla perfezione.

✨ Dimagrire dopo le feste richiede tempo, pazienza e determinazione, ma con un po’ di pianificazione e impegno potrai raggiungere i tuoi obiettivi e sentirti di nuovo in forma e in salute.

👉 Se vuoi iniziare nel modo giusto, questo è il momento migliore 💪
💚

🦋 Dieta e tiroidite di Hashimoto: perché l’alimentazione è fondamentaleLa dieta per la tiroidite di Hashimoto svolge un ...
02/02/2026

🦋 Dieta e tiroidite di Hashimoto: perché l’alimentazione è fondamentale

La dieta per la tiroidite di Hashimoto svolge un ruolo chiave nella gestione dei sintomi e nella prevenzione delle complicanze di questa patologia autoimmune.

La tiroidite di Hashimoto è una malattia in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, provocando una ridotta produzione di ormoni tiroidei.
Tra i sintomi più comuni troviamo:
▪️ stanchezza persistente
▪️ aumento di peso
▪️ capelli fragili
▪️ pelle secca

🧂 I nutrienti essenziali per la tiroide

🔹 Iodio
È indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide.
Si trova in alimenti come pesce, uova e cibi fortificati, ma spesso l’apporto nella dieta quotidiana è insufficiente.
👉 In alcuni casi può essere utile valutarne l’integrazione, sempre sotto controllo medico.

🔹 Selenio
Potente antiossidante, protegge la tiroide dallo stress ossidativo e dai danni dei radicali liberi.
Alimenti ricchi di selenio:
✔️ noci del Brasile
✔️ funghi
✔️ tonno
✔️ pollo

🥦 Antiossidanti e alimenti da limitare

Una dieta ricca di antiossidanti aiuta a proteggere la tiroide.
Via libera a:
🍓 frutti di bosco
🍅 pomodori
🥕 carote
🥬 spinaci

È invece consigliabile ridurre il consumo di alcuni alimenti che possono interferire con la funzione tiroidea, come quelli contenenti sostanze gozzigene (se consumati in eccesso e crudi):
❌ broccoli
❌ cavoli
❌ cavolfiori
❌ r**e

🚫 Alimenti da evitare o limitare

La dieta per la tiroidite di Hashimoto prevede anche la riduzione di cibi infiammatori, come:
▪️ alimenti raffinati
▪️ dolci industriali
▪️ fritti
▪️ carni rosse
▪️ latticini

🍽️ Linee guida generali

✔️ Assicurarsi un adeguato apporto di iodio e selenio
✔️ Preferire alimenti naturali e ricchi di antiossidanti
✔️ Limitare i cibi infiammatori

📚 Alcuni studi suggeriscono che una dieta a basso contenuto di carboidrati possa aiutare a migliorare la sensibilità insulinica, spesso compromessa nella tiroidite di Hashimoto. Tuttavia, ogni persona è diversa.

👉 È fondamentale affidarsi a un medico o nutrizionista per un piano alimentare personalizzato.

💚 Un approccio globale

La tiroidite di Hashimoto è una patologia cronica e richiede un approccio a lungo termine che includa:
✔️ alimentazione equilibrata
✔️ attività fisica regolare
✔️ gestione dello stress

🔗 Se soffri di tiroidite di Hashimoto, qui sotto trovi il link a un mio precedente articolo di approfondimento su questa patologia autoimmune 👇

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🍛 Bocconcini di pollo cremosi in salsa Thai 🍚Il piatto unico che conquista al primo assaggio!Un’esplosione di sapori ori...
31/01/2026

🍛 Bocconcini di pollo cremosi in salsa Thai 🍚
Il piatto unico che conquista al primo assaggio!

Un’esplosione di sapori orientali, perfetta da accompagnare con un profumato riso basmati.
In un solo piatto trovi tutti i macronutrienti essenziali:
✔️ carboidrati (riso)
✔️ proteine (pollo)
✔️ grassi buoni (latte di cocco)

👉 Personalizzalo con le spezie che ami di più: io ho scelto il curry!

🛒 Ingredienti

100 g di straccetti di pollo

50 g di riso basmati

50 ml di latte di cocco

Misto per soffritto q.b. (cipolla, carota, sedano)

Curry q.b.

Sale, pepe e peperoncino (facoltativo)

👩‍🍳 Procedimento

1️⃣ Cuoci il riso in acqua bollente salata seguendo i tempi indicati sulla confezione (circa 15 minuti).
2️⃣ In una padella, fai rosolare il soffritto con il latte di cocco.
3️⃣ Aggiungi il curry e lascialo sciogliere bene, poi unisci il pollo tagliato a pezzetti.
4️⃣ Cuoci a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto, aggiustando di sale e pepe. Se ami il piccante, aggiungi un pizzico di peperoncino 🌶️
5️⃣ Quando tutto è pronto, impiatta pollo e riso… e goditi il risultato!

✨ Cremoso, profumato e nutriente: il tuo pollo Thai è servito!

👉 Lo proveresti? Scrivilo nei commenti 💬
🍽️

🍂 Fregula con zucca e gamberi 🍤Un grande classico rivisitato con gusto!Oggi portiamo in tavola la fregula, uno dei simbo...
30/01/2026

🍂 Fregula con zucca e gamberi 🍤
Un grande classico rivisitato con gusto!

Oggi portiamo in tavola la fregula, uno dei simboli della tradizione, abbinata alla dolcezza della zucca e al sapore delicato dei gamberi.
👉 Un piatto semplice da preparare, ma ricco di gusto!

🛒 Ingredienti (per 2 persone)

500 g di zucca

300 g di gamberi

120 g di fregula

Brodo vegetale q.b.

Olio extravergine d’oliva, sale e pepe q.b.

Paprika o qualche goccia di tabasco (facoltativo)

👩‍🍳 Procedimento

1️⃣ Cuoci la zucca con qualche mestolo di brodo vegetale, poi frullala fino a ottenere una crema vellutata.
2️⃣ In una padella, salta i gamberi con un filo d’olio e paprika o tabasco.
3️⃣ Cuoci la fregula in acqua salata e scolala 2–3 minuti prima del tempo indicato sulla confezione.
4️⃣ Manteca la fregula nella crema di zucca per qualche minuto, finché il tutto sarà ben amalgamato.
5️⃣ Completa il piatto aggiungendo i gamberi, interi o a pezzetti.

✨ Profumata, cremosa e irresistibile: la tua fregula è pronta da gustare!

👉 Provala e raccontaci nei commenti come la personalizzeresti 💬
🍽️

Perché ho sempre fame?Dopo la prima e seconda parte dell’articolo “Perché ho sempre fame?”, ecco di seguito gli ultimi 4...
29/01/2026

Perché ho sempre fame?

Dopo la prima e seconda parte dell’articolo “Perché ho sempre fame?”, ecco di seguito gli ultimi 4 fattori che ho voluto analizzare per aiutarti a capire quali possano essere le cause di una costante sensazione di appetito.

Assumi troppi cibi liquidi
Assumere alimenti liquidi (come ad esempio zuppe o frullati) può aumentare la sensazione di appetito rispetto all’assunzione di cibi solidi. Questo accade poiché i liquidi arrivano allo stomaco più rapidamente rispetto ai cibi solidi e di conseguenza, come affermano alcuni studi, è questo uno dei motivi per cui non riescono a renderci sufficientemente sazi.

Inoltre, il tempo impiegato per un pasto a base liquida è minore rispetto a quello impiegato per l’assunzione di cibo solido. Il nostro cervello potrebbe quindi rimanere “ingannato” nell’elaborazione dei segnali di sazietà, portandoti a voler aggiungere altro cibo al tuo pasto (1).

Da uno studio effettuato tra soggetti che hanno consumato uno spuntino liquido ed altri che hanno consumato uno spuntino solido, è emerso come ai primi sia rimasta maggiore sensazione di fame rispetto ai secondi. Inoltre, i soggetti che hanno assunto cibo liquido, hanno consumato 400 calorie in più durante il giorno rispetto al gruppo che ha ingerito lo spuntino solido.

Stai bevendo troppo Alcool
E’ ben noto come l’alcool abbia effetti incisivi sul nostro appetito. Alcuni studi hanno dimostrato come l’alcool possa inibire l’ormone che regola il senso di sazietà.
Secondo altri studi è questo il motivo per cui, se assunti prima o durante i pasti, gli alcolici possono maggiormente indurre la sensazione di fame (2).

Da uno studio effettuato è emerso come un gruppo di uomini che ha ingerito 40 ml di alcolici prima di pranzo, abbia assunto 300 calorie in più durante il pasto rispetto ad un gruppo di altri uomini che ne ha ingerito solo 10 ml.
Inoltre, il primo gruppo ha assunto il 10% di calorie in più durante l’intera giornata rispetto al secondo gruppo. I cibi maggiormente consumati erano salati e ricchi di grassi.

Oltre a quanto sopra, l’alcool danneggia gravemente la parte del cervello che controlla il giudizio e l’autocontrollo. E’ per questo motivo che potresti perdere il controllo dei pasti, mangiando più frequentemente ed in quantità esagerate.

E’ importante evitare di consumare alcool o, in alternativa, ridurne sensibilmente la frequenza e quantità.

Mangi troppo velocemente
E’ importante moderare la velocità con cui ingeriamo il cibo durante i pasti.

Diversi studi hanno dimostrato come l’assunzione rapida di cibo porti all’esigenza di ingerirne in maggiori quantità rispetto all’assunzione più lenta e controllata.
Nel primo caso, vi è un più elevato rischio di andare incontro ad uno stato di obesità o sovrappeso.

In uno studio eseguito su un gruppo di 30 donne, coloro le quali mangiavano più velocemente hanno consumato il 10% in più di calorie durante il pasto rispetto a coloro le quali consumavano il proprio pasto più lentamente. Inoltre, le prime hanno riferito di non sentirsi sufficientemente sazie (3)

Tra i requisiti fondamentali per alleviare la sensazione di fame vi sono la corretta masticazione e la consapevolezza di ciò che stiamo ingerendo. Mangiare lentamente e attraverso una buona masticazione permette al cervello di trasmettere al nostro corpo i segnali di sazietà.

Come possiamo ridurre la velocità con cui mangiamo? respirare profondamente prima dei pasti, posare la forchetta tra un boccone e l’altro e aumentare il tempo di masticazione potrebbero aiutare a diminuire la velocità di assunzione del cibo durante i pasti.

Hai una patologia
Avere sempre fame potrebbe anche essere un segnale di malattia. Di seguito troverai elencate alcune condizioni patologiche nelle quali è presente l’eccessiva sensazione di fame:

Diabete: avere frequentemente fame è un classico sintomo di diabete. Ciò avviene a causa degli elevati livelli di zucchero nel sangue ed è tipicamente accompagnato da altri sintomi, quali ad esempio l’eccessiva sete o il senso di affaticamento (4).

Ipertiroidismo: questa è una condizione medica caratterizzata da una tiroide iperattiva che provoca un aumento della produzione di ormoni tiroidei, stimolatori dell’appetito.

Ipoglicemia o bassi livelli di zucchero nel sangue: se si segue una dieta ricca di cereali raffinati e zuccheri semplici, i livelli di zucchero nel sangue aumentano a seguito del pasto e successivamente diminuiscono drasticamente grazie all’azione dell’insulina, portando nel giro di poco tempo ad aver nuovamente fame.

Se sospetti di avere una di queste condizioni, è importante parlare con uno specialista per ricevere una diagnosi corretta e discutere le opzioni di trattamento.

RICAPITOLANDO: Se assumi regolarmente cibi liquidi piuttosto che solidi, potresti sentirti maggiormente affamato durante il giorno. Bere alcool in quantità esagerate, oltre che danneggiare parte delle funzioni cerebrali, stimola il consumo di cibi salati e pieni di grassi. Mangiare velocemente non concede al tuo corpo il tempo sufficiente per riconoscere il senso di sazietà. Avere spesso fame potrebbe indicare una condizione medica specifica, è bene quindi non sottovalutare questo sintomo e parlarne con uno specialista.

BIBLIOGRAFIA

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0924224414002386
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26627094/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18589027/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4311308/

💊 10 varietà di Magnesio: a ogni tipo il suo utilizzoNel mio precedente articolo sul magnesio abbiamo visto perché quest...
29/01/2026

💊 10 varietà di Magnesio: a ogni tipo il suo utilizzo

Nel mio precedente articolo sul magnesio abbiamo visto perché questo minerale è fondamentale per la nostra salute.
Nonostante sia uno dei minerali più abbondanti nel nostro organismo, una carenza è piuttosto comune e può rendere necessaria un’integrazione mirata, tramite alimentazione o integratori.

👉 Non tutti i magnesi sono uguali: esistono diverse forme, ognuna con caratteristiche e benefici specifici.
Vediamo insieme le 10 principali 👇

1️⃣ Citrato di magnesio

✔️ Alta biodisponibilità
📍 Utile per carenze di magnesio e, a dosi elevate, per la stitichezza
📍 Talvolta impiegato per favorire rilassamento e benessere dell’umore

2️⃣ Ossido di magnesio

✔️ Scarso assorbimento intestinale
📍 Più indicato per bruciore di stomaco e disturbi digestivi
📍 Studi suggeriscono un possibile ruolo nella prevenzione dell’emicrania

3️⃣ Cloruro di magnesio

✔️ Ottima biodisponibilità
📍 Utile per carenze, stitichezza e bruciore di stomaco
📍 Favorisce il rilassamento muscolare

4️⃣ Lattato di magnesio

✔️ Molto ben tollerato a livello intestinale
📍 Indicato in caso di carenze importanti
📍 Ottima scelta per chi ha disturbi gastrointestinali con altre forme

5️⃣ Magnesio taurato

✔️ Associato alla taurina
📍 Può aiutare a regolare glicemia e pressione sanguigna
📍 Effetto lassativo minimo

6️⃣ Magnesio malato

✔️ Buon assorbimento e tollerabilità
📍 Spesso utilizzato in caso di stanchezza
📍 Talvolta suggerito per fibromialgia (evidenze ancora limitate)

7️⃣ Magnesio L-treonato

🧠 Conosciuto come il “magnesio per il cervello”
📍 Potrebbe supportare memoria e funzioni cognitive
📍 Studi sugli animali mostrano un buon accumulo a livello cerebrale

8️⃣ Solfato di magnesio (Sale di Epsom)

🛁 Utilizzato sia per via orale che topica
📍 Utile per la stitichezza
📍 Nei bagni caldi favorisce rilassamento muscolare (evidenze limitate)

9️⃣ Glicinato di magnesio

😴 Tra le forme più calmanti
📍 Indicato per ansia, stress e insonnia
📍 Ben tollerato dal tratto digerente

🔟 Orotato di magnesio

❤️ Particolarmente interessante per la salute cardiovascolare
📍 Spesso usato in ambito sportivo
📍 Studi suggeriscono benefici in caso di insufficienza cardiaca

📌 Conclusione

👉 Scegliere il giusto tipo di magnesio è fondamentale: non esiste “il migliore” in assoluto, ma quello più adatto alle tue esigenze.

Prima di iniziare qualsiasi integrazione, è sempre consigliabile affidarsi a un professionista della salute.

💬 Se vuoi approfondire o capire quale forma fa per te, scrivilo nei commenti!

💚

Il tasso di obesità negli ultimi anni è in continuo aumento: già nel 2006 è stato identificato un nesso tra obesità e mi...
29/01/2026

Il tasso di obesità negli ultimi anni è in continuo aumento: già nel 2006 è stato identificato un nesso tra obesità e microbiota intestinale, motivo per cui stanno aumentando in modo rilevante gli studi che valutano l’integrazione di probiotici per perdere peso.

Nello studio in esame si è valutato se l’utilizzo Lactobacillus sakei (CJLS03) possa essere considerato un probiotico utile per perdere peso.

Il Lactobacillus sakei è un batterio che viene utilizzato per fermentare la carne e per produrre il “kimchi”, un cibo tipico della tradizione Coreana: presenta effetti benefici grazie alla sua capacità di inibire la crescita di batteri patogeni e di aumentare la sintesi di citochine anti-infiammatorie. Già in uno studio sui topi era stata valutata l’efficacia di questo probiotico per perdere peso e si erano ottenuti risultati soddisfacenti per quanto riguarda la variazione di peso e massa grassa dopo 8 settimane di utilizzo.

Visti i risultati incoraggianti sui modelli animali, si è deciso di testare l’utilizzo in un campione di oltre 100 individui, donne e uomini.

Ai soggetti in esame, in sovrappeso, è stato consigliato di fare tre volte alla settimana un allenamento di almeno trenta minuti e di consumare cibo sano, senza fornire ulteriori indicazioni.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi e solo ad uno è stato somministrato il probiotico Lactobacillus Sakei.

Dopo 12 settimane di integrazione con L.sakei si è ottenuta una diminuzione di peso (-0,3kg), circonferenza vita (-0,6 cm) e grasso corporeo (-0.2kg) nel gruppo trattato e un aumento nel gruppo placebo. La variazione dei differenti parametri analizzati non è stata così rilevante.

Nonostante i risultati dimostrino che Lactobacillus Sakei possa essere utilizzato come probiotico per perdere peso, la riduzione del grasso corporeo che si era ottenuta sui topi, non è stata così significativa ed elevata nello studio in esame.

Ricorda però, è sempre importante non basarsi unicamente sui risultati ottenuti dagli studi basati su modelli animali per trarre conclusioni generali sulla popolazione umana.

Rispetto ai topi, ci sono moltissimi fattori interindividuali che possono influenzare l’esito negli umani, tra cui: microbiota intestinale, età, dieta, uso di antibiotici, fattori genetici e ambientali.

In conclusione, l’utilizzo del probiotico L. sakei per perdere peso potrebbe essere un possibile candidato per il trattamento e la prevenzione dell’obesità.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per valutare se l’integrazione con L.sakei porti a una variazione del microbiota intestinale e se i risultati vengano mantenuti nel tempo. Sarebbe interessante valutare anche l’esito dei vari parametri analizzati (peso, grasso corporeo e circonferenza vita) per un tempo di somministrazione maggiore (oltre le 12 settimane).

Bibliografia: Lim S, Moon JH, Shin CM, Jeong D, Kim B. Effect of Lactobacillus sakei, a probiotic derived from Kimchi, on Body Fat in Koreans with Obesity: A Randomized

Controlled Study. Endocrinol Metab (Seoul). 2020 Jun;35(2):425-434. doi:10.3803/EnM.2020.35.2.425

29/01/2026

Benvenuti nel mio studio: mi occupo di biologia e nutrizione e aiuto le persone a ritrovare la forma fisica

Indirizzo

Via Giuseppe Garibaldi, 45 Milano MI
Milan
20121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
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