Dott. Alberto Fistarollo

Dott. Alberto Fistarollo Psicologo psicoterapeuta, psicologo dello sport

18/02/2026

Parlare di salute mentale può peggiorare la salute mentale?

Finalmente si inizia a chiedersi se parlare di salute mentale, nel modo in cui se ne parla, abbia effettivamente un’utilità.
Il problema principale è che se ne parla male, in maniera approssimativa, assillante, spesso con tono rivendicatorio (fai valere il tuo disturbo nel mondo).

Proliferano i neo-disturbi, e il limite tra psicopatologia “ufficiale” e quella “da social” è divenuto nebuloso. I social hanno sì portato attenzione sul tema... ma eccessiva, spingendo a monitorare ossessivamente la qualità della propria salute mentale.

Da una parte vi è una tendenza a sfumare il confine tra normalità e patologia (bene), dall’altra vi è anche una paradossale controtendenza social che vuole categorizzare ogni singola e minima vulnerabilità, inventando costantemente nuovi sintomi e nuove sindromi (“soffro di people pleasing” e simili).

In tal modo è estremamente probabile sentirsi patologici, autoaffibbiarsi una diagnosi, percepirsi malati e molto, molto spesso, in debito con un mondo che non ne tiene conto. Ciò ha portato a una dannosa tendenza all’autodiagnosi difensiva, del tipo “mio figlio si annoia a scuola perché è neurodivergente”, “gli altri non mi capiscono perché ho l’ADHD e penso troppo velocemente”, “al lavoro mi fanno mobbing, vogliono che esponga una relazione anche se ho l’ansia sociale”.

Inoltre, anche ciò che riguarda la psicopatologia ufficiale è stato banalizzato, inflazionato e mal spiegato, in particolare su piattaforme in cui la divulgazione è particolarmente breve, imprecisa, superficiale. Tik Tok, ad esempio.

Uno degli innumerevoli casi: nel 2022 un gruppo di psichiatri tedeschi segnalò una sorta di isteria collettiva, per la quale vari giovani si presentavano negli ambulatori con curiosi tic motori e verbali. In comune, tutti seguivano su Tik Tok popolari influencer affetti da sindrome di Tourette.
“L’espressione di una reazione da stress culturalmente situata, nel quadro di una società che premia gli atteggiamenti vistosi”.

Sembra impossibile?
Abbiamo visto in innumerevoli vicende umane il potere della suggestione, che ha portato individui compiere i peggiori atti, fino al suicidio. Dovremmo stupirci se degli adolescenti inscenano sintomi che hanno visto generare attenzione?

Qualsiasi cosa può andare di moda, e le tendenze possono dettare anche nuovi modi di stare male, nuove forme di sintomatologia, nuove modalità per sentirsi parte di un gruppo.

“La brusca impennata statistica delle sintomatologie ansiose e depressive sembra coincidere con una fase in cui spesso l’esibizione di quei disturbi “romanticizzati, glorificati ed erotizzati”, tiene banco sui social media. I relativi sintomi, pubblicizzati per mezzo di fotografie e video, assurgono così a contrassegni caratteriali che rendono la personalità individuale meglio definita e più interessante di quella altrui.”

Tali riflessioni dovrebbero allertare il senso di responsabilità di chi divulga psicologia sui social, ma soprattutto lo scetticismo di chi ne segue i profili.

Qualche giorno è passato, sperando che abbia permesso il giusto distacco dalla vicenda.Lindsey Vonn è stata celebrata pe...
13/02/2026

Qualche giorno è passato, sperando che abbia permesso il giusto distacco dalla vicenda.

Lindsey Vonn è stata celebrata per il suo gesto di eroismo, diventando simbolo di resilienza, coraggio, esempio per tutti…

Tranne per pochi, io tra questi.

Personalmente, non vorrei mai che i miei ipotetici figli, la mia compagna, i miei amici, i miei famigliari e nemmeno il mio capo o i miei colleghi, la prendessero davvero come esempio.

Nello sport in primis, non vorrei che arrivassero a rischiare la propria vita e la propria salute fisica fino a quel punto.

Ma nemmeno in senso metaforico poiché, se dobbiamo prendere come esempio il suo comportamento, se queste vicende di sport devono divenire un modello esemplare, allora dovremmo ammirare tutti quei comportamenti – che solitamente tanto additiamo – che ne sono il corrispettivo nella vita reale e che pongono il risultato personale davanti a tutti: manager che non dormono per giorni per raggiungere gli obiettivi aziendali, studenti che rinunciano a una vita sociale per poter ottenere l’esito sperato, persone che torturano il proprio corpo per raggiungere assurdi standard di bellezza… e tutte quelle altre forme di ossessione per i traguardi personali che danneggiano – anche per sempre – la propria salute.

In qualsiasi altro ambito la definiremmo ossessione, maniacalità, follia, compulsività, autodistruzione.

E’ questa la lezione dello sport? Un’atleta 41enne, già con una protesi in titanio, che sceglie di partecipare a una gara di una disciplina, già di per sé molto pericolosa, con un crociato in meno e che finisce urlante in mezzo a una pista con una complessa e ulteriore frattura?

E’ salute mentale questa? E’ questo l’esempio che vorremmo seguissero i giovani?

Io non contesto la sua scelta personale, è evidente che ognuno fa ciò che vuole e gli atleti hanno menti diverse (l’ha dimostrato per l’ennesima volta Alex Honnold qualche giorno prima… e nel suo caso è pure dimostrato che abbia un cervello diverso).

Contesto che questa vicenda sia una lezione di vita. Un esempio sano di sport.

Riprendendo le sue parole, io non voglio credere in me stesso in questo modo. E vorrei che nessuno lo facesse.

02/02/2026

📣 📣 📣

Nel nostro studio torniamo ad occuparci di Psicopatologia dell’Apprendimento:

- Valutazioni neuropsicologiche di difficoltà/Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ADHD e dell’età evolutiva

- Interventi individuali e personalizzati di potenziamento degli apprendimenti

Per info:

Dott.ssa Clara Nannelli
Psicologa, specializzata in Psicopatologia dell’Apprendimento

Tel. 334 5325381

claralnannelli@gmail.com

I punti salienti del mio intervento per OPEN MIND:Gli esseri umani, come qualsiasi altro animale, sono il frutto di un p...
28/01/2026

I punti salienti del mio intervento per OPEN MIND:

Gli esseri umani, come qualsiasi altro animale, sono il frutto di un percorso evoluzionistico che ne ha selezionato determinate caratteristiche che perdurano ancora oggi.

La discrepanza tra la velocità dell’evoluzione biologica e quella culturale comporta vari livelli di mismatch evoluzionistico, rendendoci inadatti al mondo che abbiamo creato.

In particolare, alcune caratteristiche umane come flessibilità cognitiva, tendenza al risparmio energetico e suggestionabilità rappresentano elementi di vulnerabilità nella relazione con AI.

Il tema della relazionalità è fondamentale per poter valutare l’impatto dell’AI sugli animali umani. L’AI non è “uno strumento come tanti altri”, ma uno strumento relazionale. Considerarla a sé stante, senza implicare la relazione con l’animale umano né i potenziali effetti, è un approccio estremamente riduttivo.

Si sta rapidamente generando un ciclo di retroazione culturale in cui l’umano crea il non-umano a propria immagine e somiglianza e al contempo inizia a somigliarvi.

L’AI non danneggia il cervello, gli propone nuovi adattamenti. Tra gli effetti principali dell’utilizzo degli LLM troviamo indebolimento delle capacità critiche, memoria, ragionamento e apprendimento profondo.

Siamo all’inizio dell’era della Sedentarietà Cognitiva. Esattamente come abbiamo fatto con la sedentarietà fisica, compensandone i danni con un’adeguata cultura dell’attività fisica, così oggi dobbiamo compensare i potenziali adattamenti da utilizzo di AI con adeguati livelli di attività cognitiva.

Oggi più che mai è necessario un costante dibattito tra esperti di tecnica ed esperti di esseri umani.

Ringrazio AIAC - Associazione Italiana Allenatori Calcio- per l’invito e tutti i partecipanti! 🙏

16/01/2026

Inizio a pensare che una società in cui si parla in maniera ossessiva di salute soltanto in termini di calorie, forza, dieta, fibre, routine, grassi, allenamento, massa, picchi glicemici… e mai in termini di amicizia, amore, passione, educazione, cultura, relazioni, rispetto…

Sia una società ben poco in salute.

Negli ultimi mesi, un po’ spontaneamente, un po’ per scelta, sto davvero poco sui social. Mi sono reso conto di come div...
14/01/2026

Negli ultimi mesi, un po’ spontaneamente, un po’ per scelta, sto davvero poco sui social.

Mi sono reso conto di come diverse attività, che un tempo erano considerate passatempi, richiedano molte più risorse cognitive che fare scrolling continuo tra reel e post.

Giochi da tavolo, giochi di carte, lettura prolungata, lettura del giornale, conversazioni estese, scrivere a mano, ascoltare un’opera, visitare una mostra… Tutto ciò che era considerato alla stregua del cazzeggio, oggi rappresenta attività molto complesse per le nostre menti, abituate a porre attenzione per brevissimo tempo, alla scarsa elaborazione di contenuti già ultra semplici, a passare da un video all’altro senza utilizzare alcuna capacità decisionale.

Siamo nell’epoca della sedentarietà mentale, la quale genera stupidità, vulnerabilità alla manipolazione e inibisce le abilità sociali… rendendoci facili prede delle nuove intelligenze emergenti.

Esattamente come abbiamo imparato a compensare i danni della sedentarietà tramite l’attività fisica, è tempo di far muovere le nostre menti.

In questi giorni leggiamo di esseri umani che sposano intelligenze artificiali, che si confidano con esse, che cercano s...
10/01/2026

In questi giorni leggiamo di esseri umani che sposano intelligenze artificiali, che si confidano con esse, che cercano sicurezza, ascolto, compagnia. Non sono poche persone disturbate, ma un numero incredibilmente crescente di persone normali – tra di noi, come noi, forse noi? - che sta progressivamente sostituendo i rapporti reali con l’AI.

Le relazioni umane sono faticose, imprevedibili, complesse, possono far soffrire, ma non abbiamo potuto mai fare diversamente. In qualche modo siamo sempre stati costretti a danzare tra la solitudine, la sicurezza di relazioni intime, o l’adattamento a rapporti scomodi.

Oggi invece c’è la possibilità, e la conseguente tentazione, di semplificare ed evitarsi tutta ‘sta roba. Instaurare relazioni con AI è – e sarà sempre più - rapido e comodo: nessun contraddittorio, precisa possibilità di personalizzazione, nessuna paura del giudizio, nessun pericolo di non piacere. Sarà ben presto possibile farsi costruire un essere umano su misura come partner.

A quale prezzo per la nostra specie?

…per quest’anno abbiamo dato!Ci vediamo al prossimo, auguri!
31/12/2025

…per quest’anno abbiamo dato!

Ci vediamo al prossimo, auguri!

24/12/2025

Ma quanto era bella una società in cui aveva senso studiare filosofia, storia dell’arte o, chessò, letteratura russa?

Che privilegio abbiamo avuto di poter scegliere di studiare qualcosa non direttamente monetizzabile?

Oggi tutto ciò non ha alcun senso, poiché non è UTILE.

Il senso odierno è uno solo: SCHEI, come si dice dalle mie parti. Schei, che promettono un’ascesa di status, potere, conoscenze, fama, cose e sesso.

Immaginiamo per assurdo che l’università nascesse oggi, nella società odierna.
Quali altre facoltà verrebbero istituite se non quelle riguardanti le discipline STEM? Pochissime.

Oggi l’unico valore riscontrabile - anche - nell’istruzione è la capacità di generare denaro.

25/11/2025

Insomma, non ve l’ha detto il dottore di continuare a stare con qualcuno che non vi va…

Troppo spesso si dimentica che la relazione sentimentale è una scelta.

13/11/2025

Mi trovo quotidianamente a raccogliere i racconti e le emozioni di persone, soprattutto molto giovani, deluse dal vissuto delle proprie dinamiche di coppia. Coppie che durano pochissimo, che non iniziano nemmeno, potenziali partner che non vogliono impegnarsi o che al contrario esigono impegno immediato, continue delusioni, pochissima fiducia, ghosting frequentisssssimo.

La modernità sta uccidendo la coppia, la morte della coppia impedisce il senso di sicurezza, la mancanza del senso di sicurezza preclude la possibilità di sentirsi amati.

Perché sta accadendo tutto ciò? Un po’ di idee.

Minor condanna sociale. Un tempo si era obbligati ad accoppiarsi, seppur soltanto per evitare il pesante giudizio sociale, oggi – un po’ – meno.

Ampliamento della scelta. I social e le app di incontri danno la percezione che si possa sempre trovare di meglio. In passato era più semplice accontentarsi, oggi si ha la continua sensazione di poter avere di più. Ciò porta a incontrare un’altra persona con l’intento di scovare ragioni per scartarla più che ragioni per trovarla interessante. Swipe left, e via…

Comunicazione virtuale. Dire di no, spiegare che non era scattata la scintilla o chiudere un rapporto era molto più faticoso quando le relazioni si svolgevano faccia a faccia. La comunicazione online permette di schivare o attenuare emozioni tipicamente sociali come imbarazzo, vergogna o senso di colpa. Oggi comportarsi da vigliacchi ha un costo sociale decisamente inferiore.

Orgoglio. L’orgoglio va molto di moda oggi, lo si ritrova molto di frequente nelle produzioni culturali (nei testi musicali, ad esempio, moltissimo). In una società – non a caso - narcisista, l’orgoglio ne è l’emozione caratterizzante: quello stato mentale che non ti fa chiedere scusa, che ti fa sparire per non sembrare vulnerabile, non ti fa cercare l’altro per non apparire debole, non ti fa manifestare interesse per paura del rifiuto, che fa pretendere che sia l’altro a rincorrere… Troppo orgoglio impedisce la coppia.

Diffidenza. L’odierna battaglia tra i generi, fomentata da ottuse ideologie, condiziona moltissimo la formazione delle coppie odierne portando a generalizzazioni fondate sulla maliziosa comunicazione dei media. Gli uomini sono tutti violenti narcisisti, le donne opportuniste affamate di denaro. I due generi non risultano più complementari, ma avversari che devono contendersi il potere.

Incapacità di rinuncia. Stare in coppia significa forzatamente anche rinunciare ad alcune cose che si hanno stando da soli. Oggi molto spesso la coppia viene considerata qualcosa che toglie invece di aggiungere, sintomo di una società che complessivamente tratta la rinuncia come una violenta deprivazione personale.

Ansia da prestazione. Per una generazione cresciuta a pane e pornografia, la sessualità non può essere vissuta con serenità: i ragazzi credono che il loro valore come partner dipenda dalla durata, dalle dimensioni e dalla quantità delle proprie prestazioni sessuali. Non più condivisione, ma performance. Un esame che fa paura.

Tempo. Rischiare di perdere tempo nelle relazioni è una paura molto presente oggi, che porta a chiudere il rapporto al primo scricchiolio. Meglio chiudere subito per non pentirsi più avanti. Meglio passare ad altro se non ci si innamora al primo incontro.

Prodotti culturali. Film, romanzi, serie tv, canzoni… tutti questi prodotti hanno dovuto alzare il tono per contendersi l’attenzione del pubblico. Questa lotta a chi propone i contenuti più forti e coinvolgenti ha portato a raccontare le coppie come qualcosa di doloroso, impossibile, violento ecc… Quanti film, romanzi, o brani musicali raccontano un amore che funziona?



Altro?

30/10/2025

La natura non è interessata al nostro benessere.
L'evoluzione seleziona quelle caratteristiche che favoriscono riproduzione e sopravvivenza in un determinato ambiente, e il benessere psicologico non è così rilevante a tali fini.
Della nostra felicità, la natura, non se ne fa granché.

Manifestazioni come la febbre, il dolore o l'ansia non sono affatto piacevoli... Ma risultano ben più importanti e utili della felicità.
Il benessere psicologico non è automatico, non è un destino naturale.
La natura seleziona le caratteristiche di chi sopravvive e si riproduce, non per forza chi si sente bene.

La spinta evoluzionistica è evidente in molto di ciò che facciamo durante le nostre giornate: accumuliamo risorse (quantomeno ci proviamo), cerchiamo sicurezza e protezione, un partner, scansiamo minacce, soddisfiamo i bisogni primari... Ma nel mondo odierno, che abbiamo creato, alcuni elementi fondamentali per il nostro benessere sono inediti, mancano del tutto o tendiamo a dimenticarcene.

Le nostre vite sono strapiene di impegni, obblighi sociali, prestazioni, burocrazia, vita online, lavoro... in mezzo a tutta 'sta roba risulta difficile trovare il tempo, la motivazione, e anche la disponibilità a rinunciare a qualcosa, per dedicarsi a ciò che promuove benessere.
Per stare bene è necessario impegnarsi, poiché non accade automaticamente.

Gli elementi che favoriscono il benessere psicologico sono spesso assenti durante le nostre giornate: contatto con la natura, attività fisica, qualità del sonno, vivere nel momento presente, percezione di controllo.....e, in particolare, la qualità delle relazioni e la percezione di un senso.

Tutto ciò, nelle nostre vite moderne, è difficile che arrivi da sé. Dobbiamo ricordarcelo. Magari una parte di noi preferisce rimanere sul divano a scrollare, oppure pensa di dover lavorare fino a tardi, oppure si sente in colpa se rallenta e dedica del tempo a qualcosa di non produttivo... Magari così ci si sente in pace con sé stessi, ma il benessere è un'altra cosa.

Dobbiamo ricordarci di come stiamo dopo una passeggiata all'aperto, una serata con gli amici, un gesto per una giusta causa, la realizzazione di un progetto personale, aver imparato qualcosa, un atto di altruismo, la vista di un bel paesaggio o di un'opera d'arte, il riposo dopo una fatica, una lettura impegnativa... Tutto ciò non avviene se non ci mettiamo intenzione, poiché sommerso da mille altre cose meno importanti ma più automatiche.

Indirizzo

Riviera Matteotti 32
Mira
30034

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