Barbara Setti, Anima & Benessere: Riflessologia MLTC, Trattamenti Olistici

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Barbara Setti, Anima & Benessere: Riflessologia MLTC, Trattamenti Olistici Studio Olistico e di Riflessologia Psicosomatica. Mente, Corpo e Anima. Leggere, lavorare ciò che nasconde un inestetismo.

Trattare piedi, corpo, viso fino alla parte più profonda di noi, ritrovando la nostra naturale energia.

14/01/2026

Cosa togli e cosa aggiungi? ❤️

10/01/2026

" Per amare qualcuno è indispensabile comprenderlo. Se il nostro amore è semplice desiderio di possesso, non è amore. Se pensiamo soltanto a noi stessi, se non vediamo che i nostri bisogni ignorando i bisogni dell'altro, non è vero amore.
Dobbiamo guardare in profondità per scoprire e comprendere le esigenze, le aspirazioni e la sofferenza della persona che amiamo. Questa è la base del vero amore. È impossibile non amare l'altro, quando lo si comprende veramente.
Di tanto in tanto, sedetevi accanto alla persona amata, prendetele la mano e rivolgetele questa domanda: "Caro, ti senti compreso come vorresti? O ti sto facendo soffrire? Dimmelo, ti prego, così imparerò ad amarti nel modo giusto. Non voglio farti soffrire, e se per ignoranza mi capitasse di farlo ti prego di dirmelo, per aiutarmi ad amarti meglio e renderti felice ". Se lo direte con un tono di voce che esprime una sincera volontà di capire, l'altra persona forse piangerà.
Ed è un buon segno, perché significa che la porta della comprensione si sta aprendo e che tutto è di nuovo possibile. Se un padre non ha il tempo o il coraggio per rivolgere al figlio questa domanda, l'amore fra i due non sarà così completo come potrebbe essere. Ci vuole coraggio per fare domande come queste, ma se non le facciamo, più amiamo, più correremo il rischio di annientare la persona che pretendiamo di amare. Il vero amore necessita di comprensione. Con la comprensione, la persona che amiamo fiorirà certamente".

Thich Nhat Hanh, La pace è ogni passo."

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09/01/2026
07/01/2026

Quando non puoi controllare ciò che accade,
controlla il modo in cui reagisci a ciò che accade.
È lì che risiede il tuo potere.

Lao Tzu

07/01/2026

🎭 Mr. Bean ha fatto ridere il mondo… ma una volta ha detto una verità che fa male

Mr. Bean, il personaggio che ha fatto ridere milioni di persone senza dire quasi una parola, nella vita reale è molto diverso da come molti lo immaginano: tranquillo, riflessivo, riservato.
E un giorno ha detto qualcosa che vale più di mille battute:

“Ho smesso di aiutare, ho smesso di invitare, ho smesso di chiamare… e mi sono reso conto che l’amico ero io, non loro.”

Che verità scomoda.

A volte passiamo la vita sostenendo amicizie che esistono solo perché siamo noi a mantenerle vive.
Sei tu a chiamare.
Sei tu a chiedere come stanno.
Sei tu a invitare, ricordare compleanni, proporre incontri.

Nel frattempo, gli altri a malapena notano se ci sei… o se non ci sei più.

E quando ti stanchi e molli, il silenzio dice tutto:
Non arrivano messaggi.
Non ci sono chiamate.
Nessuno si fa vedere.

All’inizio fa male.
Ma dopo… libera.

Perché capisci che non hai perso amici.
Hai solo smesso di insistere in relazioni vuote.

Mr. Bean, con il suo modo semplice di vedere il mondo, l’ha capito meglio di molti:
🤍 La vera amicizia non si supplica né si rincorre.
Scorre da sola, anche a distanza o nel silenzio.

Ricorda questo:
A volte non stai rimanendo senza amici…
stai solo scoprendo chi lo era davvero.

Quando smetti di sostenere, la vita ti mostra:
chi resta per affetto
e chi c’era solo per abitudine.

✨ Impara a lasciare andare senza rancore.
✨ A valorizzare senza pretendere.
✨ A capire che l’amore vero — anche nell’amicizia — non ha bisogno di continue prove, solo di presenza sincera.

06/01/2026

CHIUDERE CON UN/A NARCISISTA
(Quando il lutto non è per una persona, ma per un’illusione)


Chiudere con un/a narcisista
non è come chiudere una normale relazione. È piangere una persona che non è mai esistita per come si era venduta.

Perché non stai lasciando qualcuno che “c’era davvero”.
Stai lasciando una promessa,
un’immagine, una maschera che lui/lei si era cucita addosso per agganciarti perfettamente.

Con un/a narcisista non ami una persona. Ami una versione di futuro che ti è stata mostrata
ma che non verrà mai costruita.

Per questo il dolore è così strano.
Non piangi qualcuno che se n’è andato. Piangi qualcuno che non è mai arrivato.

Il cervello cerca spiegazioni:
“Ma era vero”?
“Mi ha mai amato”?
“Avrò esagerato”?
Il cuore, invece, sta solo cercando di chiudere una porta che non è mai stata aperta davvero.

Lui/lei va avanti, cambia volto, cambia storia. Ride, pubblica, si comporta come se tu non fossi mai esistito.
Ed è proprio questo che rende il tutto così destabilizzante.

Tu resti a seppellire un legame che era solo una messa in scena.
Stai elaborando una perdita che per l’altro non esiste.

E allora il dolore si mescola alla vergogna.
“Com’è possibile soffrire così
per qualcuno che non mi ha mai davvero visto”?
Ma non stai soffrendo per lui/lei.
Stai soffrendo per te e per ciò che avevi creduto possibile.

Chiudere significa accettare un’ amara verità: non c’è un finale da chiarire, non c’è una versione migliore che arriverà.
C’è la realtà di aver amato una maschera inesistente.

C’è solo un atto adulto e d’amore da compiere per te: lasciare andare una storia che viveva solo nella tua capacità di credere e amare.

Chiudere con un/a narcisista
è essere in lutto per una persona che non solo non è morta,
ma non è nemmeno mai esistita.

Giulia Giordano Dialoghi Interiori
https://www.dialoghiinteriori.com

27/12/2025

«Essere disposti a cambiare
è da persone intelligenti.

L'inconscio governa la nostra vita, e l'inconscio è formato dalle nostre convinzioni, molte delle quali sono false anche se le diamo per certe.

Avere un atteggiamento di apertura prima di tutto e tutti, ci mette in condizioni migliori per continuare a crescere.

Come ha già detto Keynes:
"la cosa più difficile del mondo non è che le persone accettino nuove idee, ma che dimentichino quelle vecchie".

Qualcosa di simile a quello che pensava Goethe:
"Stai attento a ciò che impari, perché non potrai dimenticarlo".

Essere aperti al "disapprendimento" è assolutamente indispensabile affinché il vero apprendimento avvenga.

Molte volte ciò che pensiamo di conoscere è ciò che davvero ci impedisce di imparare».

Bertrand Arthur William Russell

24/12/2025

La maggior parte delle persone non immagina quanto possa essere profondo, potente e rivoluzionario un gesto tanto semplice quanto dimenticato: appoggiare la mano su un albero.

Non è stregoneria. Non è fantasia. È connessione. Un ritorno a qualcosa che ci appartiene da sempre. Quando le dita sfiorano la corteccia viva, o quando i piedi nudi incontrano la terra, accade qualcosa. Il corpo si calma, il cuore rallenta. È come se tutta la confusione, le corse, le preoccupazioni si sciogliessero lentamente… lasciando spazio a un silenzio che cura.

In quel contatto, ti riallinei. Ti sintonizzi con il battito profondo del pianeta. Non si sente con le orecchie, ma lo percepisci dentro: un ritmo antico, potente, che ti ricorda che sei parte di qualcosa di più grande.

E non è solo poesia: la scienza lo conferma. Bastano 15 minuti immersi nella natura per abbassare il cortisolo, l’ormone dello stress, e attivare il sistema nervoso parasimpatico. È quello che ti fa respirare più lentamente, più profondamente. È quel momento in cui ti fermi… e finalmente ti senti.

Gli alberi, poi, non offrono solo ombra. Rilasciano fitoncidi, invisibili ma potentissimi: rafforzano il sistema immunitario, migliorano l’umore. Non è un caso se dopo una camminata tra i rami e le foglie ci sentiamo più lucidi, più leggeri, più vivi.

Toccare un albero è molto più che un gesto: è un atto di presenza. Significa essere lì, davvero. Sentire la rugosità della corteccia, la freschezza dell’aria, il fruscio delle foglie. In quell’istante, non c’è passato, non c’è futuro. Ci sei solo tu. E la vita che ti attraversa.

Perché forse, la terapia più autentica non si trova dietro uno schermo o in una pillola. A volte è sotto una chioma verde, in mezzo al silenzio. E bastano 15 minuti per ricordarti una verità che avevi dimenticato: non sei mai stato solo.

La natura non urla. Ma ascolta. Cura. E, se impari a restare, ti insegna come si fa a vivere davvero.

24/12/2025

"Voi capirete cosa sia veramente l'amore quando smetterete di considerarlo un sentimento.
Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazioni a seconda che si rivolga all'una o
all'altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze.
Amare, non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell'amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, respirare, studiare con amore...
Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all'unisono nella luce e nella pace.
L'amore è dunque uno stato di coscienza permanente.
Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa è una melodia."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

22/12/2025

La mia nuova campagna sul 'perchè studiare', ecco l'elencone.
Perché il mondo è diventato troppo veloce per permettersi l’ignoranza.
Perché studiare ti salva dalle frasi che iniziano con “è ovvio che”.
Perché studiare allena il dubbio, e il dubbio è una forma altissima di intelligenza.
Perché chi studia cambia idea, senza crollare, perché non era attaccato all’opinione, ma al metodo.
Perché studiare ti insegna a dire “non lo so”, senza vergogna, e a sapere da dove ripartire.
Perché Google non è conoscenza, è solo una porta, e spesso pure girevole.
Perché studiare ti rende meno manipolabile, meno arrabbiabile, meno utile a chi vuole semplificare tutto.
Perché studiare ti dà parole, e chi ha parole non è muto davanti al mondo, perché senza parole restano solo reazioni, e le reazioni sono facilmente programmabili.
Perché studiare ti fa capire quando qualcuno ti sta vendendo fumo, anche se il fumo è ben illuminato.
Perché la competenza è silenziosa, l’ignoranza no.
Perché studiare ti insegna che le cose difficili esistono, e che non tutto deve essere facile per essere giusto.
Perché io studio ancora, ogni giorno, e se a 50 anni studio ancora non è accanimento, è lucidità.
Perché la bellezza senza rigore è solo decorazione.
Perché non puoi avere come obiettivo nella vita diventare influencer, perché l’influenza è una conseguenza, non una direzione.
Perché i social sono un mezzo, non una vocazione.
Perché senza studiare ti senti esperto di virologia, geopolitica, fisica quantistica e rapporti umani, tutto nello stesso pomeriggio.
Perché se punti a piacere, smetterai di studiare, e diventerai intercambiabile.
Perché i like non misurano verità, né competenza, né profondità.
Perché chi non studia dice “è semplice” su cose che hanno venti secoli di bibliografia e sette Nobel coinvolti.
Perché essere seguiti non è essere autorevoli, e l’autorevolezza non nasce da una dashboard.
Perché studiare ti evita di commentare sotto i post con frasi che iniziano con “senza offesa, ma…” e finiscono sempre malissimo.
Perché senza studiare finisci a dire “io la penso così” come se fosse una fonte scientifica.
Studiare è necessario. Lo ripeterò ancora. Finché non diventerà contagioso.

19/12/2025

Non i sogni della notte —
ma quelli della vita.

Quando ti stai convincendo che “va bene così”.
Quando accetti meno di ciò che meriti.
Quando stai per firmare un compromesso con te stesso.

Ti svegliano.
Con una zampa sul viso.
Un miagolio nel silenzio.
Uno sguardo che dice: “No. Non così.”

Non per disturbarti.
Ma per impedirti di addormentarti nella vita sbagliata.

🐾
Loro vegliano.
Anche quando tu hai smesso di farlo.

🐾 Bizet l'AristoGatta

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41037

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