Dott.ssa D'Alberton Denia Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa D'Alberton Denia Psicologa Psicoterapeuta psicoterapia e sostegno psicologico per adulti, bambini, adolescenti e genitori. La dottoressa è iscritta all'Ordine degli Psicologi del Veneto n. 6279.

si occupa di ansia, disturbi dell'umore, momenti di cambiamento e difficoltà in contesti personali e familiari,
consulenza individuale e di coppia. La dott.ssa Denia D'Alberton si occupa di consulenza, sostegno psicologico e psicoterapia per adulti e adolescenti. Nello specifico la dottoressa si occupa del trattamento di: disturbi d'ansia, attacchi di panico, tristezza, depressione, calo di autostima, paure e fobie, disturbi di personalità(bipolare, dipendente, borderline,..) - sindrome Hikikomori e ritiro sociale - gestione dello stress, gestione dei conflitti, consulenza genitoriale, difficoltà relazionali di coppia ed in ambito familiare, difficoltà di comunicazione: difficoltà nell'affrontare tappe evolutive quali adolescenza, gravidanza, nascita di un bambino, uscita di casa dei figli, separazioni. Inoltre, è esperta in consulenza sportiva ed aziendale, organizza e conduce corsi di formazione per aziende e scuole sulla comunicazione efficace, autostima ed autoefficacia, gestione dei conflitti, gestione dell'ansia, bilancio di competenza. La dottoressa da diversi anni lavora come libera professionista in qualità di psicologa e psicoterapeuta utilizzando un approccio analitico transazionale integrato. Il tipo di percorso viene pensato ad hoc per la persona che ha di fronte, tenendo ben presenti quali sono i suoi bisogni e i suoi obiettivi personali. Ogni decisione va presa sempre previo accordo con il paziente/cliente che avrà un ruolo attivo e partecipe durante tutto il trattamento.

28/01/2026
28/01/2026

Buon caffè di oggi, che impara a trasformare i problemi in opportunità ☕️❄️☃️

27/01/2026

Uno schema su come trasformare le scuse in gratitudine invece di focalizzarsi sull’errore o sul sentirsi “di troppo”, si sposta l’attenzione su ciò che l’altra persona ha fatto di positivo.
Dire “grazie per avermi ascoltato” o “grazie per la pazienza” rafforza la relazione, comunica rispetto e riduce il senso di colpa inutile.
È un modo di usare un linguaggio più gentile, verso gli altri e verso noi stessi.

27/01/2026

Buon Weekend 🌀

27/01/2026

Kung Fu Panda, 2008 - diretto da Mark Osborne e John Stevenson.

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21/01/2026

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I bambini che crescono sotto il peso di costanti giudizi negativi non sviluppano solo ferite emotive: crescono con un cervello programmato a vivere in stato di allerta, come sotto continua minaccia.

Durante l’infanzia, il sistema nervoso è estremamente plastico. Quando ripetuti giudizi come “Sei pigro”, “Non fai mai nulla bene”, “Sei una delusione”, diventano la norma, il cervello del bambino registra un messaggio silenzioso ma potentissimo: la sicurezza è condizionata, se non irraggiungibile.

Il risultato è una realtà psiconeurobiologica compromessa: il corpo è inondato di cortisolo e adrenalina; l’amigdala — il sistema di allarme — diventa ipervigile; la corteccia prefrontale — che regola emozioni, attenzione e pensiero razionale — arranca nello sviluppo sotto una minaccia percepita come incessante.

Anche quando le voci giudicanti tacciono, il corpo non dimentica.
Da adulti, queste persone vivono spesso come se fossero sotto imminente attacco: un commento sul lavoro o tra conoscenti può scatenare un senso di vergogna profondo, il quale genera difesa, fuga, paralisi o attacco; le relazioni diventano un terreno traballante, la rilassatezza e il riposo vissuti come pericolosi, poiché la vulnerabilità del passato ha causato dolore.

Cuore accelerato, respiro corto, muscoli tesi, disagio, mente che corre verso il peggio.
Il sistema nervoso, abituato al giudizio negativo, fatica ad accedere alla modalità di riposo, rilassatezza e sicurezza necessaria per la creatività, l’intimità, l'attenzione, il gioco e la guarigione.

Questo limbo sfibrante cessa nel momento in cui si riesce a riconnettersi consapevolmente con il senso di sicurezza interiore attraverso una paziente auto-compassione, oppure attraverso relazioni autentiche e affidabili, oppure attraverso l’«invisibile carezza di un custode».

Il corpo e la mente finalmente comprendono che non è più necessario vivere in costante stato di allerta.
Ché non era debolezza.
Era adattamento.
E che ciò che era stato appreso per sopravvivere può essere trasformato per vivere davvero.

Invito alla lettura di:
◼︎ Gianluca Magi, “Franco Battiato. ULTIMO SOGNO” in preordine: https://shorturl.at/IH5Kr
◼︎ Franco Battiato, Gianluca Magi, “LO STATO INTERMEDIO”: https://shorturl.at/xyNP5

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12/12/2025

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Via Giudecca, 1
Mirano

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Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
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