21/07/2023
Splendide parole di uno stimato collega, nonché direttore della scuola in cui ho il privilegio di insegnare.
L'osteopatia è amica della donna. Sempre!
DI AB**TO, DI OSTEOPATIA E DI MADRI CORAGGIOSE
Durante la gravidanza il corpo della donna cambia, dopo il parto c’è una sorta di “ritorno” all’assetto iniziale, ma con una “coscienza diversa”: il corpo è pronto ad un nuovo ruolo, ad una nuova vita e, a volte, ad una nuova gravidanza.
Fare osteopatia post parto significa aiutare la donna a tornare ad una condizione simile a quella in cui si trovava prima della gravidanza, condizione necessaria per ritornare ad essere in salute e nuovamente fertile, ma anche ad una condizione assolutamente nuova in cui il corpo, la mente e lo spirito si vestono di un nuovo ruolo, quello del genitore..
Questa fase é molto delicata e non di rado presenta ostacoli e criticità: un periodo impegnativo nel quale la donna ha bisogno di essere ascoltata, aiutata, supportata adeguatamente.. anche con l’osteopatia.
Alcune donne, purtroppo, vivono l’esperienza dell’ab**to: un lutto che non sempre viene elaborato e rispettato come dovrebbe, un trauma poco visibile all’esterno che la donna attraversa spesso nella solitudine e nell’indifferenza, talvolta nella vergogna e nel senso di colpa.. la fase post gravidanza, già delicata in se stessa, si carica dell’aspetto della perdita e si priva della gioia della nuova vita che arriva.. Ad appesantire il quadro si aggiunge talvolta l’incapacità di familiari e amici di entrare in empatia con una donna che non sarà mai più quella di prima perché, di fatto, é una madre.. una madre che ha perso un figlio.
Fare osteopatia nel post - ab**to significa entrare in contatto con territori di sofferenza, con tensioni e dinamiche “contrastanti”, con luoghi in cui si trovano le tracce di un progetto che non è andato a buon fine.. E’ come rimuovere gli addobbi di una festa che non si é mai svolta, é come abbandonare una chiesa dopo un matrimonio che non c’é mai stato, é come tornare soli da un appuntamento dopo aver aspettato invano.. Con le mani, solo con le mani, siamo chiamati ad accogliere questa realtà e aiutare i tessuti a “tornare indietro” per andare avanti, dicendo loro “coraggio, torniamo a casa, domani andrà meglio”