Studio Peritale e Psicografologico Dr.ssa Antonella Zauli Sajani

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Studio Peritale e Psicografologico Dr.ssa Antonella Zauli Sajani La possibilità di integrare in un’unico approccio i suddetti aspetti della scrittura deriva dall’ampia e rigorosa formazione ed esperienza clinica.

www.zaulisajani.it

Consulente tecnico del Tribunale di Modena - iscrizione dal 1992
Iscrizione Ordine degli Psicologi Emilia Romagna n. 9653A
Socia Ordinaria Associazione Grafogologica Italiana n. 1481 La scrittura è un comportamento ed un apprendimento di confine che nella sua evoluzione dal disegno coinvolge aspetti funzionali, relazionali, cognitivi, psicologici, identitari e tecnici. La Dott.ssa Antonella Zauli Sajani infatti si forma inizialmente come Grafologa e Consulente Tecnico per il Tribunale di Modena; durante la sua attività libero-professionale pluriennale decide di potenziare il proprio metodo e le proprie competenze conseguendo la Laurea in Pedagogia ed il Master Universitario in Riabilitazione dei DSA, sotto la direzione del Prof. Giacomo Stella. Il suo percorso di formazione culmina con il conseguimento della Laurea in Psicologia ad Indirizzo Clinico.

13/11/2024

“Scrivere a mano è un piacere fisico e una conquista e per tornare a farlo ho ricominciato a comprare grandi quaderni di prima...

....E chi lavora con bambini, ragazzi ed adulti su questi aspetti e sulle difficoltà di apprendimento tocca con mano la ...
13/09/2023

....E chi lavora con bambini, ragazzi ed adulti su questi aspetti e sulle difficoltà di apprendimento tocca con mano la ricaduta negativa a tutti i livelli dell'uso pervasivo e sostitutivo dei dispositivi tecnologici, spesso presentati come "aiuto a fare meno fatica"

Ribadisco spesso due cose.
La prima è che la tecnologia è un dispositivo didattico, quindi non può esserci una scuola digitale, è un azzardo, un ossimoro, la scuola è la scuola, in digitale sono gli strumenti.
Il secondo aspetto riguarda la considerazione positiva degli strumenti tecnologici nell’uso comune, cioè assieme e non in sostituzione, come si potrebbe pensare del tablet quale sostituto della penna.

Oggi le ricerche ci danno ragione sulla negatività dell’uso della tastiera e del tablet in età precoce, con un aumento dei disturbi specifici dell’apprendimento, perché infieriscono pesantemente sui processi di lettoscrittura. La lettoscrittura è un processo motorio e non semplicemente mentale, ed è un danno cancellare l’aspetto motorio della penna, legato al coordinamento cerebrale, sostituendolo con un processo più semplice e ripetitivo come quello di ba***re i tasti sulla tastiera, soprattutto nei bambini fino a sei anni che hanno una capacità plastica e di assorbimento eccezionali.

Nel momento in cui li abituiamo ad usare il touch o la tastiera, come sta succedendo in alcuni asili nido, diventa un aspetto pericoloso per la loro salute mentale. Tutto il lascito della Montessori e delle neuroscienze ci dicono che le mani sono l’organo del cervello, dell’intelligenza, se le compromettiamo consentendo ai bambini di fissarsi sulla realtà virtuale, da cui vengono attratti in maniera pedissequa, uccidiamo letteralmente la loro possibilità di sviluppo neuromotorio, psicomotorio e di apprendimento.

Focus osservazione, potenziamento e prevenzione anche delle malattie neurologiche attraverso la scrittura. Le neuroscien...
24/05/2022

Focus osservazione, potenziamento e prevenzione anche delle malattie neurologiche attraverso la scrittura. Le neuroscienze confermano la stretta relazione

Telemedicina. Un algoritmo analizza la scrittura dei pazienti e fornisce informazioni utili sul loro stato di salute
Un nuovo studio, coordinato dal Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza, ha proposto un innovativo sistema di monitoraggio a distanza dei pazienti neurologici basato sull’analisi della scrittura attraverso algoritmi di machine learning. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience.
La scrittura a mano è un compito cognitivo e motorio acquisito di particolare complessità, che offre un’interessante finestra di osservazione sulle funzioni del cervello. Per questo motivo, il monitoraggio della scrittura fornisce informazioni biologiche utili, soprattutto nei pazienti neurologici: i disturbi della scrittura sono infatti frequentemente osservati in pazienti affetti da malattie neurodegenerative, tra cui la malattia di Parkinson (micrografia) e la malattia di Alzheimer (agrafia).

https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=104833

09/04/2022

L’utilizzo precoce dei dispositivi digitali nei primissimi anni crea ritardi addirittura nel linguaggio. Così come l’uso precoce della tastiera nella scrittu­ra crea ritardi significativi in ordine al­l’apprendimento della scrittura stessa. Si spingono i bambini a saltare le tappe o diventare al più presto in grado di in­teragire con gli adulti come se fossero loro stessi adulti.

Si sono create nelle famiglie delle com­plicazioni enormi. Per esempio la ridu­zione del gioco e del movimento. Il bambino, visto sempre più come un pic­colo adulto, non deve muoversi, non deve giocare, deve essere sempre ben concentrato. Si impediscono gli scarichi emotivi dell’attività ludica, specialmente in una logica sociale che è fatta di scon­tri, di litigi, divergenze, avvinghiamenti fisici e quant’altro.
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Per approfondire il tema:
👉 https://bit.ly/le-malattie-delleducazione

Il qui ed ora più o meno consapevolmente o inconsapevolmente.Scrivere, disegnare, scarabbocchiare é fare mindfulness, gr...
07/04/2022

Il qui ed ora più o meno consapevolmente o inconsapevolmente.
Scrivere, disegnare, scarabbocchiare é fare mindfulness, grownding, emboided cognition. L'importante é solo esserne consapevoli

𝓒𝓱𝓮 𝓬𝓸𝓼𝓪 𝓮̀ 𝓲𝓵 𝓬𝓸𝓶𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪𝓶𝓮𝓷𝓽𝓸 𝓰𝓻𝓪𝓯𝓲𝓬𝓸

Scarabocchiare, disegnare, scrivere sono comportamenti che abitualmente poniamo in atto per scopi spesso molto diversi tra loro: giocherellare, rappresentare qualcosa di reale o immaginario, comunicare un messaggio … Quando riflettiamo su ciò che facciamo con una penna o una matita su un foglio, la nostra attenzione si rivolge prevalentemente all’osservazione del prodotto, cioè l’insieme dei segni tracciati, e al suo significato finalistico: desiderio di sfogo delle tensioni, esplicitazione della creatività più o meno artistica, comunicazione di idee, sensazioni, progetti ecc. Ad esempio, normalmente consideriamo la scrittura (il prodotto grafico più complesso) come un canale, uno strumento di comunicazione per cui ciò che è importante è il contenuto e la sua evidenza e non tanto la modalità con cui è tracciato il segno sul foglio. Si è attenti alla chiarezza del messaggio e alla sua organicità o frammentarietà, ecc.
Tanto è vero che, in presenza di dubbi sulla propria capacità di elaborare una scrittura facilmente leggibile, si tende a scrivere in stampatello (script) o si preferisce affidare la leggibilità di un testo all’uso di strumenti digitali.
In fondo da questa esigenza di chiarezza comunicativa è sorto e si è sviluppato il grande dibattito sul valore della scrittura manuale corsiva in confronto all’efficienza propria della scrittura digitale.
Un dibattito che vede la partecipazione di aziende elettroniche, istituzioni universitarie di tutto il mondo, associazioni di genitori e di insegnanti, pedagogisti e istituzioni pubbliche e nel quale si vedono contrapposte posizioni spesso assolutistiche a favore dell’una o dell’altra opzione (scrittura manuale sì, scrittura digitale no o viceversa). Ed è un dibattito spesso senza esclusione di colpi che, tuttavia, a nostro parere deriva da una confusione che riguarda proprio il concetto di grafismo, sia nella sua connotazione di scarabocchio, di disegno o di scrittura. Alla base di esso sembra esserci, come si diceva, il concetto che la scrittura, ogni forma di grafismo, sia fondamentalmente un codice comunicativo la cui finalità è quella di agevolare le relazioni interpersonali e/o la trasmissione di concetti, sentimenti ecc.
È una concezione importante e fondamentale ma incompleta e inadeguata per comprendere il significato globale del grafismo manuale. Occorre, infatti, per comprendere il senso, andare alla sua fonte originaria: la persona umana nella sua unicità, con la sua complessità, con il suo dinamismo globale.
È un dato assodato dalle ricerche delle scienze dell’uomo che ogni comportamento è il risultato dell’interazione organica di tutti i sistemi (fisico, fisiologico, neurologico, affettivo, intellettivo-operativo, relazionale) che identificano l’originalità della persona, di ciascuna persona.
E la modalità di elaborazione individualizzata di ogni comportamento seguono due linee evolutive: la maturazione dei sistemi della persona e il processo di apprendimento conseguente al dialogo con l’ambiente. Anche l’evoluzione del grafismo segue questo percorso da semplice a complesso, dal globale sincretico all’articolato sintetico, dall’istintivo al consapevole, assumendo gradualmente la connotazione di comportamento adattativo(cioè finalizzato ad un obiettivo) e insieme espressivo (cioè frutto della sinergia dei sistemi della persona, una sinergia sempre più complessa e articolata a seconda dei livelli di maturazione degli organi e delle loro funzioni e degli apprendimenti via via introiettati. Ciò significa che ogni comportamento si propone con caratteristiche assolutamente individuali, propria ed esclusive di ogni soggetto, che si ristrutturano dinamicamente e crescono in complessità con l’evoluzione della complessità personale.
Che cosa distingue il comportamento grafico da altre forme di comportamento?
Innanzitutto la sua complessità: è uno dei comportamenti più complessi della persona poiché comporta la dinamizzazione di tutti i sistemi strutturali e dinamici della persona: dalla postura alla respirazione, dalla percezione spazio-temporale alla fisiologia delle emozioni e delle sensazioni, dalle dinamiche cerebrali e di tutto il sistema nervoso alla psicomotricità generale e fine. Nel grafismo questa complessità dinamica si esprime secondo l’organizzazione o disorganizzazione con cui la persona vive il suo mondo interiore, i suoi processi intellettivi e operativi, le sue relazioni, i suoi sogni ecc.. Se la persona è armoniosa il grafismo esprime questa armonia e le caratteristiche che la rendono unica, se la persona sperimenta conflitti il grafismo li evidenzia e ne descrive la natura e l’origine. Se la persona vive una visione progettuale del suo essere e divenire, il grafismo rivela tale progettualità o, al contrario, evidenzia l’ansia e l’angoscia che ne condiziona il percorso esistenziale.
In sintesi il grafismo, e nella sua espressione più complessa la scrittura, non solo è strumento di comunicazione di qualcosa, ma è un comportamento in cui la persona si comunica, si rivela e parla di se stessa.
Un secondo aspetto distintivo del comportamento grafico è la registrazione nel tracciato grafico che rende l’autorivelazione personale permanente e ripercorribile in qualsiasi momento. Tale registrazione ha le caratteristiche:
• della fedeltà (è una registrazione consapevole per quanto riguarda i contenuti, ma prevalentemente inconsapevole per quanto riguarda l’autorivelazione personale. E ciò avviene a causa dell’automatizzazione progressiva del comportamento grafico individualizzato).
• Della sintesi. Le relazioni reciproche tra i sistemi della persona che si attivano sono evidenziati dalla relazione tra le diverse componenti del tracciato grafico. L’analista della scrittura non è chiamato a qualificare o ricostruire l’interdipendenza delle caratteristiche individuali ma a identificare le interazioni presenti, così come sono evidenziate dalla configurazione dinamica del tracciato grafico. È un analista non un interprete che collega dati isolati tra loro. I dati proposti del grafismo si propongono all’osservatore come dati strutturati, organici. Il grafologo li esplicita e li descrive.
• Della dinamicità. Pur essendo un tracciato fissato su un supporto, il grafismo si propone come comportamento che si sviluppa nel tempo e nello spazio, si evolve con gli stessi ritmi evolutivi della persona, ne segue le variazioni dinamiche degli stati d’animo, della salute o del malessere ecc.
IGM - Istituto Grafologico Moretti - Piazza San Francesco 7 - 61029 URBINO - tel. 0722 2639 - cell. 371 4588881

www.istitutomoretti.it

07/04/2022

La 𝙨𝙘𝙧𝙞𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙘𝙤𝙧𝙨𝙞𝙫𝙖 è comportamento complesso che, proprio a causa delle modalità di esecuzione, mentre comunica contenuti, descrive la complessità strutturale, dinamica, evolutiva e relazionale della persona e la sua analisi permette di studiare le componenti umane/personali, che la producono, e le interazioni tra quelle componenti che la rendono propria ed esclusiva di ogni persona.

Si può dire che l’analisi della scrittura conduce alla elaborazione di un: identikit dinamico di ogni uomo che può essere utilizzato per

✅𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮
✅𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗮𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼 (𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮)
✅ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝗲/𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗴𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮, 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗲, 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 (𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲) 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼
✅ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹’𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗮𝘂𝘁𝗼-𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼-𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶 𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗲𝗰𝗰.
✅ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 (𝗰𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮, 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮, 𝘀𝘁𝗮𝗳𝗳, 𝗲𝗰𝗰.) 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮
✅ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 (𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲, 𝗲𝗰𝗰. 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗶, 𝗲𝗰𝗰.).

Lo strumento che permette di ottenere questa indagine, di tipo sia antropologico che umanistico, è la 🅖🅡🅐🅕🅞🅛🅞🅖🅘🅐

La grafologia non è arte né disciplina esoterica né, tantomeno, operazione magica. Le immagini distorte piuttosto diffuse, anche tra operatori di scienze dell’uomo, derivano semplicemente dal fatto che non si conosce l’identità di questa disciplina né il suo metodo di intervento come non si conosce e non si presta attenzione alla comprensione piena della scrittura corsiva.

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐟𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚❓
È una disciplina, teoricamente strutturata in maniera organica, caratterizzata da un metodo coerente con i protocolli teorici della disciplina, rigoroso nella applicazione e verificabile nei risultati. Anche se molti che attribuiscono valore assoluto e totalizzante ai protocolli della propria disciplina, non ne riconoscano la natura di scienza, la grafologia è un metodo scientifico di indagine sul comportamento grafico della persona.

Ci sono diverse impostazioni teorico-metodologiche che fanno sì che sia necessario parlare di grafologie piuttosto che di grafologia tout court. L’Istituto grafologico internazionale di Urbino segue e sviluppa il metodo grafologico elaborato, definitivo e utilizzato da p. Girolamo Moretti: la grafologia morettiana.

È a questo metodo che ci riferiamo quando parliamo di grafologia.

Il metodo morettiano è il risultato di 58 anni di studio, di ricerca e di sperimentazione sul campo, durante i quali sono state decine di migliaia (Moretti parla di 200.000) le scritture analizzate e le verifiche del loro valore interpretativo.

È un metodo che da Moretti è stato sviluppato progressivamente (e ne danno testimonianza le 18 pubblicazioni del maestro susseguitesi dal 1914 al 1963) attraverso un graduale lavoro di approfondimento e di precisazione di dati e criteri operativi che ha portato Moretti dalla semplice descrizione di tratti comportamentali alla identificazione degli atteggiamenti-guida del comportamento, delle motivazioni alla base degli atteggiamenti, dei dinamismi unificanti delle espressioni e delle motivazioni della persona (Moretti la chiama “passione predominante”) fino alla descrizione delle pulsioni fondamentali (istinto vitale, sessuale, psichico) e alla elaborazione di una vera e propria teoria-visione della persona.

In base a queste instancabile e appassionato lavoro di ricerca e di elaborazione concettuale, attuato sempre a partire dai dati emergenti dallo studio psicofisiologico, neurologico e simbolico (psicologico antropologico) di innumerevoli scritture, il metodo di analisi ha assunto progressivamente una struttura procedurale sempre più articolata e capace di discriminazione e precisione descrittiva.

Individuazione degli indici grafologici e loro misurazione in decimi.
Individuazione misurazione dei rapporti quantitativi e qualitativi che intercorrono tra gli indici
Individuazione delle dinamiche-guida delle interazioni tra gli indici.
Descrizione degli atteggiamenti e loro interazioni/evoluzioni della passione predominante, degli istinti di base.
Descrizione degli orientamenti comportamentali, espressivi (affettivi, relazionali, motivazionali che promuovono il benessere, l’autorealizzazione e la spinta all’auto-trascendimento verso l’ideale di sé a partire dalla consapevolezza delle proprie potenzialità vere.

Tecnologia e utilizzo della manoscrittura sono erroneamente entrate in una logica assurda di opposizione per importanza ...
08/09/2021

Tecnologia e utilizzo della manoscrittura sono erroneamente entrate in una logica assurda di opposizione per importanza , senza considerarne rispettivamente il reciproco valore con cognizione di causa. La stessa scuola, luogo primario ed esclusivo di apprendimento delle competenze di base, fin dalle prime classi, é invasa dall'uso indiscriminato della tecnologia non solo come strumento, ma come sostitutivo delle abilità di base.
Ciò richiederebbe una lunga riflessione pedagogica, psicologica e grafologica con addetti ai lavori ed insegnanti.
La tastiera é sicuramente un ottimo ed utile strumento d'uso, ma quando si parla di apprendimento, evoluzione e sviluppo neurologico, feedback propriocettivo e capacità attentive, l'insegnamento attento e consapevole della scrittura manuale costituisce un indubbio ed imprescindibile stimolo diretto ed indiretto all'acquisizione ed al potenziamento di tutte quelle abilità trasversali afferenti alle capacità esecutive di alto profilo necessarie in tutte le materie progressivamente lungo tutto il percorso di studi.
Come non é pratica antica insegnare a leggere, camminare, parlare, perché deve esserlo insegnare a scrivere, competenza inoltre così direttamente collegata alla nostra più profonda, peculiare ed intima natura?

La scrittura manuale vince sulla tastiera
Il Secolo XIX - 30 agosto 2021

27/05/2021
27/05/2021

La quadratura del cerchio, o forse sì.

Nell’ultimo anno non siamo stati in grado di trovare una soluzione efficace per insegnare a distanza, semplicemente perché, come la quadratura del cerchio, questa soluzione non esiste.
Ma almeno (forse) abbiamo capito che i ragazzi non sono ancora dei robot, ai quali è sufficiente fornire input digitali per risolvere tutto.
On-line, a distanza, è difficile condividere le emozioni e includere l'altro, soprattutto quando l'altro è molto diverso da te.
Per bambini, ragazzi e adolescenti con sensibilità differenti o disabilità diventa ancora più complicato sentirsi accettati e a proprio agio nel chiedere e accettare aiuto in una scuola “virtuale”. Lo stigma dell’essere diverso rimane e le parole scritte o sentite negli auricolari possono ferire nello stesso modo.
Ognuno di noi ha un insieme unico di punti di forza e sfide personali da affrontare.
Gli studenti come esseri umani condividono il 99,5% dello stesso DNA, ma ciascuno di loro ha un cervello unico a causa di esperienze di vita uniche.
Negli ultimi mesi, l’aumento della frequenza o la presenza cronica di esperienze negative e stressanti hanno reso il peso della disabilità ancora più difficile da sopportare. L’ambiente educativo plasma il cervello sociale.
A distanza, a telecamere spente, rischiamo di non vedere i segni di solitudine, di imbarazzo sociale, di vergogna o di disprezzo e di non cogliere atteggiamenti e credenze negativi che portano a paura, rifiuto, evitamento e discriminazione.
Sentirsi diversi e non accettati, specialmente adesso, cambia il modo di pensare, l'umore, il comportamento e infine compromette la capacità di agire, di partecipare e, sì, di imparare. Per cui ciò che sentono i nostri ragazzi è ciò che è reale, e legato a doppio filo a ciò che pensano.
Speriamo, come adulti, di aver capito almeno questo.

Johanna Maria Catharina Blom
Professore di Psicobiologia e Neuroscienze Pediatriche
Dipt. di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze
Università di Modena e Reggio Emilia

Indirizzo

Strada Montanara 25
Modena
41122

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Mission e formazione

La scrittura è un comportamento ed un apprendimento di confine che nella sua evoluzione dal disegno coinvolge aspetti funzionali, relazionali, cognitivi, psicologici, identitari e tecnici.

La possibilità di integrare in un’unico approccio i suddetti aspetti della scrittura deriva dall’ampia e rigorosa formazione ed esperienza clinica. La Dott.ssa Antonella Zauli Sajani infatti si forma inizialmente come Grafologa e Consulente Tecnico per il Tribunale di Modena; durante la sua attività libero-professionale pluriennale decide di potenziare il proprio metodo e le proprie competenze conseguendo la Laurea in Pedagogia ed il Master Universitario in Riabilitazione dei DSA, sotto la direzione del Prof. Giacomo Stella. Il suo percorso di formazione culmina con il conseguimento della Laurea in Psicologia ad Indirizzo Clinico.