Bioenergetica Modena - Psicoterapeuta Barbara Banella

Bioenergetica Modena - Psicoterapeuta Barbara Banella Integrazione Mente/Corpo, Evoluzione personale, Psicoterapia, Psicologia dello Sport Noi siamo i nostri pensieri, emozioni, sensazioni, impulsi ed azioni.

L' Analisi Bioenergetica è un metodo di PSICOTERAPIA riconosciuto ufficialmente in Italia ai sensi della Legge 56/89, da non confondere con pratiche utilizzate in ambiti e modi molto disparati, che nulla hanno però a che fare con questa metodologia. L'Analisi Bioenergetica si basa sulla combinazione di psicoterapia verbale e corporea. Il concetto di integrazione è basato sul fatto che mente e corpo formano un'unità. Il metodo operativo comprende una serie di tecniche utilizzabili nella psicoterapia, tali da consentire un approccio profondo e completo alla persona. Le sedute in Analisi Bioenergetica coinvolgono sia il versante psichico che quello corporeo: i temi che di volta in volta possono emergere, infatti, vengono affrontati utilizzando sia il canale che, partendo dal piano mentale ed affettivo conduce al coinvolgimento corporeo, sia quello che partendo dalla respirazione, dal movimento e dall'espressione corporea permette l'affiorare di vissuti emotivi inconsci consentendone quindi il recupero e l'elaborazione a livello mentale ed affettivo. In entrambi i casi il processo regressivo e il successivo processo di consapevolizzazione, vengono stimolati e favoriti proprio dal coinvolgimento unitario dell'organismo ( livelli psichico-emozionale-corporeo)

"La libertà è la possibilità d’essere e non l’obbligo d’essere."Art by René Magritte
10/02/2026

"La libertà è la possibilità d’essere e non l’obbligo d’essere."

Art by René Magritte

È una questione di responsabilità adulta, culturale, collettiva.Perché ogni volta che minimizziamo, giustifichiamo, bana...
07/02/2026

È una questione di responsabilità adulta, culturale, collettiva.
Perché ogni volta che minimizziamo, giustifichiamo, banalizziamo, stiamo preparando il terreno alla prossima notte. Alla prossima ragazza. Al prossimo “non ha retto”.

Un’altra notte.
Un’altra ragazza.
Un altro rifiuto che diventa insopportabile.
Un’altra vita che finisce perché qualcuno non ha retto un “no”.

Zoe aveva 17 anni. Una vita che stava iniziando, un lavoro, una prospettiva, una normalità fragile ma vera. È morta così, in un canale, dopo una sera qualunque. E ancora una volta il copione è sempre lo stesso: un ragazzo, un interesse non corrisposto, l’incapacità di fermarsi, di accettare il limite.

Qui non c’è gelosia.
Qui non c’è amore.
Qui c’è un fallimento profondo: quello del rispetto.

Come psicologo continuo a vederla, questa scena, anche lontano dalla cronaca. La vedo nei ragazzi che non tollerano la frustrazione, che vivono il rifiuto come un’umiliazione, che trasformano il dolore in rabbia e la rabbia in controllo. La vedo in una cultura che confonde il desiderio con il possesso, l’insistenza con la virilità, la perdita con l’annientamento dell’altro.

Dobbiamo educare alla gestione della rabbia, sì.
Dobbiamo insegnare che la frustrazione si può attraversare senza distruggere.
Ma soprattutto dobbiamo tornare a educare al rispetto. Quello vero. Quello che accetta che l’altro non ci appartiene. Che un “no” non è una provocazione, ma un confine. Che la libertà dell’altro viene prima del nostro ego ferito.

Non è una questione di mostri.
È una questione di responsabilità adulta, culturale, collettiva.
Perché ogni volta che minimizziamo, giustifichiamo, banalizziamo, stiamo preparando il terreno alla prossima notte. Alla prossima ragazza. Al prossimo “non ha retto”.

E a forza di non reggere i “no”, stiamo insegnando ai nostri figli che tutto è dovuto. Anche una vita.

07/02/2026

Grazie Dott. Cerulli 🙏🏻

Spesso quando pubblico un post mi sento fare la classica domanda: "ma come si lavora su se stessi"? Io sto leggendo dei libri di psicologia e spiritualità ma non cambia nulla nella mia vita."
Sapete quanto ami i libri, occupandomi di libroterapia, ma credete veramente che basti leggere un manuale di auto-aiuto o del Guru di turno per risolvere blocchi psicologici, traumi o modificare schemi emotivi e copioni relazionali? Credete veramente che si possa fare tutto da soli?
E' importante sicuramente l'osservazione di se stessi ma la relazione d'aiuto è un campo delicato e complesso in cui ci si forma, dopo anni di studi e di pratica, per aiutare l'altro a prendere coscienza dei suoi meccanismi interiori. Non è una passeggiata e da soli spesso si molla la presa perché non abbiamo qualcuno che ci faccia da specchio, che ci dica quello che non vogliamo sentirci dire, e che attraverso tecniche e metodologie specifiche ci fornisca degli strumenti pratici ed efficaci.
Ciò che cambia le cose è l'esperienza e la pratica continua.
Quasi tutti i percorsi di analisi o spirituali sono una discesa negli inferi. Oggi c'è la tendenza, soprattutto nella spiritualità contemporanea ad andare verso l'alto o verso la luce ma come ci ricorda la psicologia archetipica l'anima discende quando si incarna e va, prima di tutto, verso il basso. Fare Anima significa vivere gli eventi della nostra vita andando oltre il "bene" e il "male".
Le tecniche energetiche o le pratiche sciamaniche e di meditazione sono efficaci ma non possono sostituire un intervento psicologico o di psicoterapia perché lavorano su piani differenti.
La spiritualità è per le persone "sane".
Se non hai una consapevolezza dei tuoi meccanismi egoici la spiritualità non fa altro che sradicarti dal corpo e incrementare i meccanismi di difesa dell'IO inconsci.
Non si può raggiungere la punta della montagna partendo da sopra ma sempre da sotto. Che ci piaccia o no dal primo momento che veniamo al mondo ci dirigiamo verso la morte. Per quanto riguarda la morte, James Hillman riprendendo concetti già espressi nei secoli dalla teologia, dall’alchimia e dalla filosofia ci suggerisce che accettando la morte si accetta di vivere, perché, nel mondo fisico, in ogni cosa viva sono già presenti i segni della morte.
Ma fin quando siamo in vita dobbiamo scegliere di morire e rinascere simbolicamente ogni giorno. Fare qualcosa di nuovo che fino ad oggi non abbiamo fatto, affrontando la paura, o smettere di fare quello che abbiamo fatto fino a ieri e che evidentemente non funziona o non funziona più.
I manuali questo non te lo insegnano. Possono anche darti delle indicazioni ma poi la mente, che è abitudinaria, tende a farci restare nella zona di comfort per rinforzare la percezione che le cose sono difficili da cambiare e sono gli altri a dover cambiare.
Diceva Platone: “Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l'ordine, l'armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all'azione.”
Se volete lavorare su voi stessi dovete trovare qualcuno che vi accompagni prima all'inferno. Non si può arrivare al paradiso senza un Virgilio, un Maestro, un terapeuta o una guida che ci accompagni, come nel viaggio di Dante, negli abissi dell'anima, anche perché la vita è ciclica e prima o poi si ritorna tutti dall'inferno per ripartire nuovamente.
Ma se affrontiamo la discesa agli inferi con coraggio, invece di puntare subito alla cima della montagna, rinasciamo con una consapevolezza differente. Il resto è solo fuffa New Age.

06/02/2026

"Per rimuovere blocchi e tensioni non c'è niente da imparare. Anzi, si deve piuttosto disimparare, cioè smettere di fare quello che si sta facendo: comportamenti adottati nella prima infanzia e di cui non ci si riesce a liberare. Sciogliere la propria armatura significa dissolvere tensioni psico-somatiche."
_Luciano Marchino_

In “Pell”, brano scritto come ninna nanna per suo figlio, Tiersen sottolinea la connessione dell’uomo con la natura. Tie...
04/02/2026

In “Pell”, brano scritto come ninna nanna per suo figlio, Tiersen sottolinea la connessione dell’uomo con la natura. Tiersen spiega: “Volevamo raccontargli quest’isola, vivere in questa comunità con tutta questa natura. ‘Pell’ significa ‘lontano’ e le persone potrebbero affermare che siamo disconnessi dalla civiltà, ma penso che sia l’opposto.”

'Pell', taken from the album 'ALL' by Yann Tiersen, out now on Mute. Stream/Buy: http://smarturl.it/Yann-Tiersen-AllCheck for the latest tour dates: https://...

04/02/2026

Buona giornata con ~Il Saggio dello Sport~ 🙏

Il disfattismo è contagioso. Lo vediamo bene oggi, in un’epoca in cui dilaga. Siamo pessimisti verso il futuro, verso l’idea che le cose possano davvero cambiare. E allora ci arrendiamo al dato di fatto. Ci lasciamo trascinare dagli eventi, restando con le mani in mano. Perché, tanto, opporre resistenza “non servirebbe a nulla”.
Capisco quanto sia facile cadere in questa trappola. Perché il disfattismo si attacca, si respira, si diffonde. E in una società disfattista, è difficile non diventare disfattisti a nostra volta.
Il problema, però, è che il disfattismo non cambia nulla. Perché magari, anche agendo, non cambierà niente. Ma almeno, agendo, ci apriamo alla possibilità del cambiamento. Possibilità che, invece, il disfattismo chiude in partenza.
In un certo senso, il disfattismo si autoalimenta: uno si convince che tanto è inutile, e allora non fa nulla, e allora non cambia nulla e allora si convince che aveva ragione a pensare che era inutile.
C’è un luogo che ancora resiste al disfattismo: lo sport.
Infatti, sul campo o in palestra non trovi gente rassegnata. Al contrario, trovi gente che ci prova, che si allena, che cerca di cambiare. Si tratta di un ambiente incoraggiante, dove a chi si mette in gioco non si dice “Ma chi te lo fa fare?”, ma “Dai che ce la fai!”.
Anche quando è difficile, lo sport ci insegna che vale la pena scendere in campo, perché è sempre meglio rimboccarsi le maniche che piangersi addosso.
In questo modo, si coltiva l’ottimismo: diffondendolo con atti d’impegno rivolti al futuro. Perché anche l’ottimismo, proprio come il disfattismo, è contagioso.
La differenza è questa: il disfattismo si nutre di inazione, l’ottimismo di azione. ❤️

28/01/2026

"Bisogna salvare le ferite. Non lasciarle sole, sperdute nell’idea fissa della medicazione e della guarigione.
Bisogna interrogare le ferite e aspettare le risposte.
La risposta alla ferita siamo noi.
I nostri gesti, le nostre possibilità accolte o respinte, i tremori e gli assalti rispondono
tutti alle ferite.
Perdere una ferita significa perdere una segnaletica importante per un viaggio dentro le orme dell’esistenza,
un viaggio che ci accomuna e ci distingue, ci
fa cantati, cantati dalla vita cruda."
_Chandra Candiani_

"Il passato non si cambia, ma se si cambia il presente si finisce per cambiare anche il futuro."_Jean-Paul Malfatti_ (Ph...
25/01/2026

"Il passato non si cambia, ma se si cambia il presente si finisce per cambiare anche il futuro."
_Jean-Paul Malfatti_

(Ph. Jason PDog)

È un tratto della mia personalità o un disturbo clinico? Facciamo chiarezza.Sui social siamo inondati di contenuti su AD...
20/01/2026

È un tratto della mia personalità o un disturbo clinico? Facciamo chiarezza.
Sui social siamo inondati di contenuti su ADHD, autismo, ansia e depressione. Molti di noi leggono e pensano: "Ma questo sono io!". Identificarsi è il primo passo verso la consapevolezza, ma è fondamentale non confondere una caratteristica del carattere con una diagnosi medica.
Ecco come distinguere il confine tra tratti e disturbi:
📍 1. Il Continuum della mente
Quasi ogni sintomo psichiatrico non è "acceso o spento", ma esiste su una scala. Distrarsi, essere ansiosi prima di un evento o amare la solitudine sono comportamenti umani comuni. Sono definiti tratti quando fanno parte del nostro modo di essere senza bloccarci.
⚠️ 2. Quando diventa un "Disturbo"?
Un disturbo non è solo una lista di comportamenti. Per la clinica (e il manuale DSM), si definisce tale solo in base a tre fattori:
• Intensità: quanto è forte l’emozione o il comportamento?
• Frequenza: quanto spesso accade?
• Impatto: quanto compromette la vita quotidiana?
🚀 3. La soglia della funzionalità
La domanda che dobbiamo porci non è semplicemente "faccio questa cosa?", ma: "Quanto questa cosa sta impedendo alla mia vita di scorrere?".
Un tratto diventa disturbo solo quando supera la soglia della funzionalità, rendendo difficile:
• Mantenere un lavoro.
• Sostenere relazioni stabili e sane.
• Prendersi cura di se stessi.
💡 In conclusione
Se un comportamento è bizzarro o faticoso ma gestibile, è probabile che sia un tratto della tua unicità. Se invece senti che ti impedisce di vivere, di lavorare o di amare, non fermarti a un video su TikTok o a un post: cerca una valutazione professionale.
La consapevolezza è l'inizio, ma una diagnosi seria è ciò che permette di passare dal "sentirsi rotti" al "costruire basi solide".

19/01/2026

"I libri non servono per sapere ma per pensare e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine."
_Umberto Galimberti_

"Le persone sono così fottutamente stupide. Nessuno legge più, nessuno va fuori e guarda ed esplora la società e la cult...
13/01/2026

"Le persone sono così fottutamente stupide. Nessuno legge più, nessuno va fuori e guarda ed esplora la società e la cultura che sono in crescita fino ad ora. Le persone hanno un livello d’attenzione di cinque secondi e la profondità tanto quanto un bicchiere d’acqua."
_David Bowie_

E invece leggete, guardate, esplorate, assaporate, respirate...seminate l'esempio più che le parole.

12/01/2026

Se non hai tanta fretta
potresti renderti conto di molte più cose.
Se sei un uomo scopriresti
che la donna che porti dentro sogna
di poter mettersi a piangere
e se sei una donna
che l’uomo che porti dentro sogna
di poter rendere conto
della tua fragilità sprecata.
Scopriresti che quasi tutto quello che rimproveri agli altri è un rimprovero che hai evitato di farti.
Se ti dessi il tempo di contemplare
il tappeto del paesaggio che hai tessuto con la tua vita potresti scoprire molti sentieri che hai saltato ai quali non potrai tornare.
E forse grazie alla tua scoperta
smetteresti di far correre il giorno
per raggiungere velocemente la notte,
smetteresti di scavalcare l’inverno
per arrivare in fretta all’estate
e con questo sapere
allungheresti in modo considerevole la tua vita.
_Maria Wine_

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