13/02/2026
🌿 Bodyscan amorevole – attraversare il corpo con cura
Prenditi il tempo di sistemarti.
Sdraiata sulla schiena, le gambe leggermente aperte, le braccia lungo i fianchi con i palmi rivolti verso l’alto… oppure seduta con la schiena sostenuta.
Chiudi gli occhi.
Lascia che il respiro scenda un po’ più in basso, senza forzarlo.
Inspira dal naso…
espira dalla bocca, come un piccolo sospiro.
Ancora una volta.
E poi lascia che il respiro trovi il suo ritmo naturale.
🌍 I piedi – il tuo radicamento
Porta l’attenzione all’alluce del piede destro.
Poi al secondo dito, al terzo, al quarto, al mignolo.
Senti lo spazio tra le dita.
La pelle. La temperatura.
Scendi alla pianta del piede.
L’arco plantare.
Il tallone.
Forse c’è durezza. Forse stanchezza.
Questi piedi ti hanno portata ovunque. Anche nei giorni difficili.
Respira nei piedi.
Come se potessero ammorbidirsi dall’interno.
Ora il piede sinistro.
Le dita una a una.
La pianta. Il tallone.
Permetti a entrambi i piedi di diventare più pesanti.
🦵 Caviglie e polpacci – il sostegno silenzioso
Porta attenzione alle caviglie.
La parte interna, quella esterna.
Sali ai polpacci.
Il muscolo posteriore, spesso teso.
La tibia davanti, più dura.
C’è tensione?
Non devi scioglierla. Devi solo vederla.
🦵 Ginocchia e cosce – forza e vulnerabilità
Le ginocchia.
La rotula davanti.
Il retro del ginocchio, morbido e delicato.
Le cosce anteriori.
Le cosce posteriori.
L’interno coscia — una zona spesso poco abitata.
Lascia che il peso delle gambe scenda verso il basso.
🌊 Bacino – il centro
Porta l’attenzione alle anche.
All’articolazione profonda che sostiene il tuo movimento.
I glutei.
Appoggiati. Sostenuti.
Il pavimento pelvico.
Una zona sottile, sensibile.
Non serve contrarre. Non serve controllare.
Respira nel bacino.
Come se lo spazio interno potesse allargarsi.
🌿 Addome – il luogo delle emozioni
Porta l’attenzione al basso ventre.
Sopra il p**e.
Poi l’ombelico.
L’addome che si alza e si abbassa.
Non tirarlo dentro.
Non giudicarlo.
Qui vivono digestione, intuizione, paura, desiderio.
Appoggia una mano se vuoi.
Lascia che il respiro massaggi gli organi interni.
❤️ Petto e schiena – il cuore e ciò che sostiene
Sali allo sterno.
Alle costole che si aprono e si chiudono.
Il seno, se sei donna —
senza giudizio. Solo presenza.
Il cuore che pulsa, anche quando non ci pensi.
Ora la schiena:
la parte bassa lombare, forse affaticata.
La parte centrale.
Le scapole, come ali ripiegate.
Immagina di dare spazio tra una vertebra e l’altra.
🤲 Mani e braccia – il fare
Le spalle.
Pesanti? Sollevate?
Lasciale scendere.
Le braccia superiori.
I gomiti.
Gli avambracci.
I polsi.
I palmi delle mani.
Senti ogni dito:
pollice, indice, medio, anulare, mignolo.
Quante cose afferrano.
Quante cose tengono.
Puoi permettere loro di non trattenere nulla, ora.
🪶 Collo e gola – la voce trattenuta
Il collo dietro.
La gola davanti.
Deglutisci, se serve.
Qui passano parole dette e non dette.
Respira nella gola come se potessi creare spazio.
🌬 Viso e testa – il luogo del controllo
La mandibola.
Lascia che i denti si separino leggermente.
Le labbra.
La lingua, pesante nel pavimento della bocca.
Le guance.
Gli zigomi.
Gli occhi dentro le orbite.
Non devono guardare nulla.
Le sopracciglia.
La fronte.
Il cuoio capelluto.
La sommità della testa.
🌕 Il corpo intero
Ora senti tutto insieme.
Piedi.
Gambe.
Bacino.
Addome.
Petto.
Braccia.
Collo.
Viso.
Un organismo unico.
Non un progetto da migliorare.
Se c’è una zona che chiama, fermati lì.
Respira.
Offri presenza.
Rimani qualche minuto nel silenzio.
Poi chiediti, con onestà:
Dove tendo a non sentirmi?
E cosa evito quando mi sento davvero?
Non serve rispondere subito.
Basta iniziare a vedere.
Quando sei pronta, muovi lentamente le dita delle mani e dei piedi.
Apri gli occhi.