D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena

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D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena Sono una psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Supervisore EMDR.
Traumi e abusi

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale - Terapeuta EMDR

Conclusa la terza giornata del progetto!E torno a casa con un bellissimo carico di dopamina 🥰Se mi vedeste ora capireste...
13/02/2026

Conclusa la terza giornata del progetto!
E torno a casa con un bellissimo carico di dopamina 🥰

Se mi vedeste ora capireste.
Sorrido da sola.

Oggi in Lamborghini, dalle 10 alle 16 insieme.
Sei ore.
Intense.
Dense.

E loro?
Con gli occhi incollati. Fino alla fine.
Curiosi. Presenti. Coinvolti.

Incredibile.
Sono davvero fantastici questi ragazzi 🤩

Al mattino siamo entrati nel cuore di un tema delicatissimo:
amore, controllo e possesso.
Abbiamo smontato frasi che sembrano romantiche ma non lo sono.
Abbiamo distinto tra cura e controllo, tra presenza e invasione, tra scelta e annullamento di sé.

Ci siamo chiesti:
Quando la gelosia è un campanello d’allarme?
Quando il sacrificio diventa perdita di sé?
Quando “lo faccio per amore” nasconde invece bisogno di controllo?

Silenzio in aula.
Pensiero vero.

Nel pomeriggio siamo andati ancora più a fondo:
manipolazione e strategie diffuse.

Gaslighting.
Colpevolizzazione.
Inversione delle responsabilità.
Normalizzazione del controllo.
Vittimizzazione.
Svalutazione.

E la cosa che mi ha colpita di più?
La loro capacità di riconoscere dinamiche già viste, già sentite, già respirate attorno a loro.

Questo è il punto.
Non dare risposte preconfezionate.
Ma allenare il loro pensiero critico.

E oggi il pensiero era acceso. Vivo.
Si sentiva.

Grazie ragazzi.
Per l’energia.
Per la profondità.
Per avermi ricordato ancora una volta perché questo lavoro ha senso.

E sì… la dopamina la condivido volentieri con voi 💛









Entro in aula al Training Center Lamborghini e capisco subito che non sarà un incontro “scontato”.Parliamo di consenso.M...
12/02/2026

Entro in aula al Training Center Lamborghini e capisco subito che non sarà un incontro “scontato”.

Parliamo di consenso.
Ma le certezze vacillano quasi subito.

«Doc, ma consenso è tipo… dare il permesso?»

Non era una provocazione.
Era una domanda autentica.
E potente.

Ed è proprio lì che volevo arrivare.

Perché il mio obiettivo non è dare risposte preconfezionate.
È sviluppare capacità di pensiero critico.
Allenare la mente a non fermarsi alla prima definizione.
A non accontentarsi di quello che “si dice”.

«Se non dice no, vuol dire sì?»

«Se una persona cede perché non vuole discutere, è consenso?»

«Se insisto abbastanza e alla fine accetta, ho fatto qualcosa di sbagliato?»

All’inizio esitazioni.
Poi riflessioni.
Poi collegamenti.

Abbiamo capito insieme che il consenso non è un “permesso” burocratico.
Non è una firma.
Non è un silenzio interpretato a proprio favore.

È un sì libero.
Non condizionato dalla paura.
Non ottenuto per pressione.
Non strappato per insistenza.

E può cambiare.
Anche all’ultimo momento.

«Anche se prima aveva detto sì?»
Sì.

In quel momento un ragazzo ha detto:
«Allora il rispetto viene prima di tutto.»

Esatto.

Il consenso non è solo una questione relazionale.
È una questione culturale.
Di responsabilità.

Il mio lavoro è questo:
creare spazi in cui i ragazzi possano pensare, dubitare, rivedere le proprie convinzioni.

Perché quando imparano a farsi la domanda giusta
«Questa persona è davvero libera di scegliere?»
non stanno solo capendo cos’è il consenso.

Stanno diventando adulti più consapevoli 🥰







𝐙𝐨𝐞 𝐓𝐫𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞𝐫𝐨, una ragazza di 17 anni, è stata 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐚 e gettata in un canale nella notte tra venerdì e sabato.Un ragazzo...
11/02/2026

𝐙𝐨𝐞 𝐓𝐫𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞𝐫𝐨, una ragazza di 17 anni, è stata 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐚 e gettata in un canale nella notte tra venerdì e sabato.
Un ragazzo di 20 anni ha 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 l’omicidio.

I giornali titolano:
“Uccisa perché si è 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐭𝐚”
“Il 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 alla base dell’uccisione”
“Strangolata dopo un approccio rifiutato”.

Quando si dice «è stata uccisa perché lo ha rifiutato» si compie uno 𝐬𝐥𝐢𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐨: si sposta il 𝐟𝐨𝐜𝐮𝐬 dall’azione del colpevole al comportamento della vittima.

Il 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 è un atto 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨.
È espressione di libertà.

Quando la narrazione diventa:
• «se non si fosse rifiutata…»
• «lo aveva lasciato…»
• «aveva iniziato un’altra relazione…»

si costruisce implicitamente un 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐨.

La 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 non è il rifiuto.
La causa è la 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚 di chi non accetta quel rifiuto.

Nel percorso legislativo tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, il concetto di 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 è stato oggetto di discussione e modifiche, con la sostituzione in alcune formulazioni con il termine 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨.

Perché questo è culturalmente rilevante?
• 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 → implica un «si» esplicito, libero, informato.
• 𝐃𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 → richiede che la vittima dimostri un «no».

Ed è proprio in questi spostamenti 𝐬𝐞𝐦𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢 che si annida la cultura della 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Zoe non è stata uccisa perché si è rifiutata.
È stata uccisa perché qualcuno ha scelto la 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚.

Il rifiuto è un 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨.
La violenza è un 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨.

Quando la narrazione mediatica collega le due cose, anche implicitamente, contribuisce a mantenere una cultura che fatica a spostare la 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à dove deve stare: su chi agisce l’aggressione.

Quando senti “se non si fosse rifiutata…” cosa succede dentro di te?

Se non sapete cosa fare nel week end e amate la lettura, vi consiglio Sono tornato per te di Lorenzo Marone.Una storia d...
07/02/2026

Se non sapete cosa fare nel week end e amate la lettura, vi consiglio Sono tornato per te di Lorenzo Marone.

Una storia d’amore che parla di resistenza.

Racconta la storia di Cono e Serenella, due ragazzi del Sud che si amano in un tempo difficile, segnato dalla povertà e dall’avanzare della seconda guerra mondiale.

Cono viene deportato in un campo di concentramento dopo l’8 settembre 1943.

Nel luogo dove tutto è disumanizzazione,
Cono sopravvive tenendo viva un’unica promessa: tornare da Serenella.

È un libro che racconta un amore che non si spegne anche quando tutto sembra perduto.
Una memoria che salva, che tiene insieme ciò che la violenza tenta di cancellare.
Parla di dignità quando ogni diritto viene tolto,
di corpi prigionieri e di cuori che, ostinatamente, continuano a resistere.

Lorenzo Marone scrive una storia essenziale e potente, dove l’amore non è retorica ma àncora, forza silenziosa, motivo per restare vivi.

Lo consiglio perché ci ricorda che, anche nei tempi più bui,
qualcuno può tenerti in vita con una promessa:
«Tornerò per te».



Ci sono momenti, durante gli incontri con i ragazzi, in cui capisci che stai toccando qualcosa di vero!È successo anche ...
05/02/2026

Ci sono momenti, durante gli incontri con i ragazzi, in cui capisci che stai toccando qualcosa di vero!

È successo anche questa volta 😃

Parlavamo di stereotipi.
Di aspettative.
Di quelle etichette che arrivano prima ancora che tu possa dire chi sei.

È emerso chiarissimo:
ai maschi viene chiesto di essere forti, muscolosi, determinati, leader.😵‍💫

Alle femmine di essere dolci, comprensive, sensibili.🥹

E poi succede questo.
Se un ragazzo è gentile, dolce, sensibile…
scatta l’etichetta.
«Sei una femminuccia!».

Non come complimento.
Come confine.

Ci siamo fermati lì.
Abbiamo messo tutto in discussione, senza giudizio, senza prediche.
Solo domande vere.

E piano piano hanno iniziato a dirlo loro:
che anche un maschio può essere dolce senza perdere forza.
Che la sensibilità non toglie valore, lo aggiunge.
Che essere se stessi costa, ma costa molto di più rinnegarsi.

In quel momento ho visto qualcosa muoversi 🤩
Un allentarsi delle spalle.
Uno sguardo che cambia.

Ed è lì che capisco perché adoro questo lavoro😍

👉 Tu che stai leggendo:
quale stereotipo ti ha fatto sentire “sbagliata” o “sbagliato” nella tua vita?
Scrivimelo nei commenti. Continuiamo la riflessione insieme.








Che emozione stamattina! 😃Di quelle che ti restano addosso per tutto il giorno 😍Parto diretta alla  Lamborghini per inco...
04/02/2026

Che emozione stamattina! 😃
Di quelle che ti restano addosso per tutto il giorno 😍

Parto diretta alla Lamborghini per incontrare i ragazzi del Training Center 🥰

Arrivo.
Entro.
Reception.
Firma qui.
Ancora qui.
Un altro documento.
Patto di riservatezza n. 847 🤣
Videocamera oscurata.
Microfono off.

Per un attimo ho pensato: ok, adesso mi danno il badge e decolliamo 🚀
Sembrava di entrare alla NASA 😂

Poi apro la porta dell’aula.
E tutto cambia!

È iniziato oggi il progetto «Uomini, rispetto e relazioni», un percorso pensato per parlare ai ragazzi di consapevolezza emotiva, rispetto, responsabilità nelle relazioni e prevenzione della violenza di genere, andando oltre gli slogan e gli stereotipi e lavorando sul pensiero, sulle domande, sulla realtà.

Il primo incontro è stato dedicato al maschile e a come cultura e modelli ci condizionano;
a come si costruisce l’idea di “essere uomini”,
a ciò che pesa senza essere mai nominato,
a quello che spesso viene scambiato per normalità.

Ho trovato ragazzi entusiasti, partecipi, attenti.
Capaci di ascoltare, di intervenire con profondità, di sorprendere per lucidità e sensibilità.
Quando succede, lo senti subito: sai che sei nel posto giusto, con le persone giuste!

Grazie a ciascuno di loro🙏
Per la presenza vera.
Per il rispetto.
Per la voglia di capire, non solo di ascoltare.

La prossima settimana ci rivediamo per il secondo incontro, dove entreremo nel tema del rispetto e del consenso, dei confini, delle scelte e delle responsabilità nelle relazioni.

Si continua.
Ed è solo l’inizio di questa nuova grande avventura 🤩

P.S. Nessuna foto dall’aula (missione top secret 😅), ma questo è il luogo dove tutto è iniziato.








I narcisi fioriscono anche d’inverno.I narcisisti no: hanno bisogno di luce continua.E quando non la ricevono, appassisc...
04/02/2026

I narcisi fioriscono anche d’inverno.
I narcisisti no: hanno bisogno di luce continua.
E quando non la ricevono, appassiscono…
facendo credere che la colpa sia di chi li guarda.
Il narcisista cresce dallo sguardo altrui.
Uno ha radici.
L’altro dipende.
Il narciso si piega verso la luce.
Il narcisista pretende di essere la luce.
E se non lo sei per lui,
diventi buio.







03/02/2026

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Ciao Maria Rita Parsi e grazie per la tua passione e il tuo impegno 🙏
02/02/2026

Ciao Maria Rita Parsi e grazie per la tua passione e il tuo impegno 🙏

La violenza non inizia con uno schiaffo.Spesso inizia molto prima.Con una frase detta “per il tuo bene”.Con una richiest...
02/02/2026

La violenza non inizia con uno schiaffo.
Spesso inizia molto prima.
Con una frase detta “per il tuo bene”.
Con una richiesta di adattamento.
Con l’idea che amare significhi rinunciare a parti di sé.

Mi occupo di violenza nascosta.
Quella che non fa rumore.
Quella che non sempre viene riconosciuta, nemmeno da chi la subisce.

È la violenza che passa dal controllo emotivo,
dalla svalutazione sottile,
dal senso di colpa instillato lentamente.
Quella che ti fa dubitare di te,
non di chi ti ferisce.

Ed è proprio perché non lascia segni evidenti
che viene spesso minimizzata, normalizzata, giustificata.

Ma il fatto che non si veda
non significa che non faccia male.

Riconoscerla è il primo passo.
Nominarla è già una forma di protezione.

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🧠 EMDR e cervello: cosa dice la ricercaDiversi studi di neuroscienze hanno osservato cosa accade nel cervello durante e ...
01/02/2026

🧠 EMDR e cervello: cosa dice la ricerca

Diversi studi di neuroscienze hanno osservato cosa accade nel cervello durante e dopo una terapia EMDR.

📌 Prima della rielaborazione
Il trauma attiva soprattutto le aree emotive del cervello:
amigdala, sistemi limbici, aree frontali legate all’allarme.
Il ricordo è presente come se stesse accadendo ora.

📌 Durante e dopo l’EMDR
Gli studi con EEG e neuroimaging mostrano un cambiamento chiaro:
➡️ diminuisce l’iperattivazione emotiva
➡️ aumenta l’attivazione di aree associative e cognitive

👉 La ricerca mostra modificazioni neurobiologiche e strutturali,
con cambiamenti nel funzionamento e, in alcuni casi, nella densità e nel volume di specifiche aree cerebrali coinvolte nella memoria, nelle emozioni e nella regolazione dello stress.

Il cervello smette di “rivivere” il trauma
e inizia a integrarlo.

EMDR aiuta il cervello a fare ciò che il trauma aveva interrotto:
collegare, integrare, dare senso.

👉 Vuoi continuare a riflettere su trauma, memoria e guarigione?
Sul mio blog trovi parole, spunti e percorsi per comprendere cosa accade dentro di noi quando il trauma viene elaborato.

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Nella discussione del ddl di riforma dell’articolo 609-bis del Codice penale (violenza sessuale), al Senato il concetto ...
24/01/2026

Nella discussione del ddl di riforma dell’articolo 609-bis del Codice penale (violenza sessuale), al Senato il concetto di «consenso libero e attuale» è stato eliminato, diversamente da quanto aveva fatto la Camera, che lo aveva introdotto come principio chiaro per definire la violenza sessuale.

Non è un dettaglio tecnico.
È una scelta culturale e simbolica enorme.

Togliere il riferimento esplicito al consenso significa tornare a spostare l’attenzione sul dissenso, sulla “volontà contraria”, sul comportamento della vittima.
Significa, ancora una volta, chiedere a chi subisce violenza di dimostrare di non volerla, invece di affermare con chiarezza che senza un sì libero, esplicito e presente non c’è legittimità.

Come psicologa so quanto questo arretramento sia pericoloso.
Perché molte persone non riescono a dire “no”: si bloccano, si immobilizzano, hanno paura.
E il silenzio non è consenso.

Questo passaggio al Senato non mi rassicura.
Mi preoccupa.
E credo sia importante dirlo ad alta voce.

💬 Tu come la vedi?
Pensi che togliere il riferimento al consenso sia un passo avanti o un passo indietro?
Parliamone nei commenti.

Indirizzo

Strada Nazionale Per Carpi Sud 112
Modena
41123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 21:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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