02/12/2024
2 dicembre - 2° beneficio
Quanto è importante essere flessibili? 🤸♂️
La maggior parte di noi non lo sa finché non l’ha persa la flessibilità o finché non si approccia a una disciplina sportiva che ne richiede parecchia.
In genere il recupero o l’acquisizione di maggior flessibilità è associato allo stretching.
Sì, certo, è un modo molto diffuso per ottenere più elasticità.
Non c’è solo quello però. 🙂
Per capire come funziona l’altro modo dobbiamo chiederci perché si perde la flessibilità?
Le ragioni sono tante:
🔸 un trauma che immobilizza un arto per settimane o che logora in maniera irreversibile un’articolazione;
🔹 uno stato di sedentarietà o immobilità
Altri motivi per la perdita di elasticità sono
🔺le malattie neurodegenerative, l’ansia, lo stress, la paura…
In tutti questi casi, e altri ancora, quando parliamo di flessibilità, stiamo parlando di muscoli e tendini.
Muscoli e tendini però non hanno un’intelligenza propria, ricevono dei neuro impulsi ⚡️dal cervello che per una qualche ragione - da non approfondire in questo contesto - decide che è più sicuro per quella persona avere quella contrattura o quella rigidità o ancora, in caso di malattie neurodegenerative, si “ammala” e manda al corpo impulsi non funzionali (vedi il Parkinson).
Allora è proprio sul cervello che bisogna lavorare, partendo dal movimento del corpo.
Lo so che stai pensando: se parto dal corpo allora parto dallo stretching… eh no! 🙂
Anzi, l’approccio sul corpo nel Metodo Feldenkrais è paradossalmente opposto allo stretching.
Che diavoleria è mai questa? 😳
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