04/05/2026
L'ansia non è un "nemico" da distruggere, ma un segnale da decodificare.
Ecco alcuni punti chiave per cambiare prospettiva sull'ansia:
Ansia come sistema di protezione: Originariamente, l'ansia serviva a salvarci dai predatori (reazione "attacco o fuga"). Oggi, attiva lo stesso meccanismo per scadenze lavorative, esami o relazioni sociali. Il paradosso del controllo: Più cerchiamo di scacciare l'ansia con forza, più questa tende a tornare con intensità maggiore (effetto rimbalzo). Accettarne la presenza, paradossalmente, la riduce. La curva dell'ansia: L'ansia funziona come una curva: sale, raggiunge un picco e necessariamente scende. Il problema è che spesso ci spaventiamo durante la salita e cerchiamo di fermarla, alimentandola. Quando diventa un problema: L'ansia diventa disfunzionale quando è sproporzionata rispetto alla minaccia reale, è costante, o ci impedisce di fare ciò che vogliamo o dobbiamo fare (evitamento).Cambiare l'approccio: da "combattere" a "gestire "Invece di chiederci "Come la faccio sparire?", la domanda giusta diventa: "Cosa mi sta dicendo questa ansia e come posso gestirla mentre svolgo le mie attività?" Approcci utili includono la mindfulness (osservare l'ansia senza giudicarla) e tecniche di respirazione, che aiutano a calmare il sistema nervoso autonomo.
Nel mio lavoro accolgo persone che vivono momenti di difficoltà, sofferenza o cambiamento. Ecco alcune delle problematiche che affronto p...