30/04/2026
La carbossiterapia è uno dei trattamenti che utilizzo più frequentemente in ambulatorio per gli inestetismi del corpo.
Questo è anche il tema su cui sono stato invitato a parlare come relatore al SIME 2026 — il 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica, a Roma a maggio. Un'occasione per confrontarmi con i colleghi di tutta Italia sul ruolo clinico della carbossiterapia e sui protocolli più aggiornati.
Voglio spiegarti esattamente come funziona — perché credo che un paziente informato sia sempre un paziente che sceglie meglio.
Il principio è fisiologico, non chimico.
Si introduce nel tessuto sottocutaneo una piccola quantità di anidride carbonica (CO₂) medicale, attraverso aghi sottilissimi. L'organismo interpreta questo aumento locale di CO₂ come un segnale di ipossia — ovvero di carenza di ossigeno — e risponde con una vasodilatazione immediata. I capillari si aprono, il flusso sanguigno locale aumenta, l'apporto di ossigeno ai tessuti migliora significativamente.
È l'effetto Bohr: un meccanismo che il nostro corpo conosce e utilizza da sempre. Noi semplicemente lo attiviamo in modo mirato.
Nel tempo, e con un protocollo adeguato di sedute, questo si traduce in riduzione dell'edema e della ritenzione idrica, miglioramento della texture cutanea, maggiore tono ed elasticità della pelle, effetto visibile sulla cellulite e sulle smagliature.
È indicata in pazienti in buona salute generale, senza patologie cardiovascolari o respiratorie significative.
Come sempre, prima di qualsiasi trattamento effettuo una valutazione medica approfondita — perché la sicurezza del paziente viene prima di tutto.
Se vuoi sapere se la carbossiterapia è indicata per te, scrivimi pure nei commenti.