21/02/2026
IL LATTE MATERNO: un linguaggio biologico adattativo
Di Rino Mastromauro
Per lungo tempo, la ricerca biologica ha considerato il latte materno principalmente come nutrimento. Tuttavia, negli ultimi decenni questo fluido è stato reinterpretato come un sistema di comunicazione dinamico tra madre e neonato. Le ricerche della biologa evoluzionista Katie Hinde e di altri studiosi hanno messo in luce che il latte materno è molto di più di un semplice alimento: esso trasmette segnali immunitari, ormonali e microbiologici, rispondendo continuamente alle esigenze fisiologiche del bambino.
Gli studi pionieristici di Hinde su primati non umani mostrarono che la composizione del latte varia in modi sofisticati; ad esempio, i cuccioli maschi ricevono latte con maggiore densità energetica, mentre le femmine ottengono latte con concentrazioni diverse di minerali e nutrienti (Hinde, 2009). Questa plasticità è coerente con l’idea che le madri modulino la produzione lattea in base a fattori biologici e ambientali (Hinde & German, 2012).
Una delle scoperte più affascinanti riguarda il flusso retrogrado: durante l’allattamento, piccole quantità di saliva del neonato possono risalire nei dotti mammari, consentendo alla ghiandola di “leggere” segnali immunitari e biologici e di adattare la composizione del latte di conseguenza (Guillén-Morales, 2025). Questo può tradursi, in pochi giorni, in un aumento mirato di anticorpi specifici o di fattori anti-infettivi in risposta a segnali di infezione o stress nel bambino, un fenomeno che sottolinea il ruolo attivo del neonato nella modulazione lattea.
Oltre ai segnali immunitari, il latte materno ospita una complessa comunità microbica che contribuisce alla colonizzazione del tratto gastrointestinale del neonato. Studi metagenomici recenti hanno mostrato forme di condivisione di ceppi batterici tra latte materno e microbioma intestinale infantile, suggerendo che il latte non solo trasferisce nutrienti, ma anche componenti microbiche che influenzano lo sviluppo dell’ecosistema intestinale nei primi mesi di vita (Ferretti et al., 2025). La trasmissione di batteri come Bifidobacterium longum è associata a una maggiore stabilità del microbioma neonatale e a potenziali effetti positivi sulla salute immunitaria.
Questo quadro è sostenuto da numerose evidenze che mostrano come la composizione lattea vari non solo con l’età del neonato, ma anche con il contesto fisiologico e immunologico della madre e la durata dell’allattamento (Smith et al., 2025). La letteratura scientifica contemporanea enfatizza anche come componenti anti-infiammatori e bioattivi nel latte possano modulare le risposte immunitarie nei neonati, adattandosi ai bisogni individuali (Anti-inflammatory agents in breast milk, 2025).
In sintesi, il latte materno rappresenta un sistema biologico adattativo che integra nutrizione, immunità e comunicazione interorganismo. La ricerca moderna conferma che esso è una forma di “messaggio” vivente, capace di rispondere con precisione alle condizioni interne ed esterne che influenzano madre e bambino. Sebbene molte domande restino aperte, l’evidenza scientifica attuale suggerisce che il latte materno è alimento, medicina e messaggio in continua evoluzione.
Bibliografia
Anti-inflammatory agents in breast milk. (2025). Wikipedia.
Ferretti, P., et al. (2025). Assembly of the infant gut microbiome and resistome are influenced by maternal milk microbiome.* Nature Communications.
Guillén-Morales, D.J. (2025). A novel perspective on the newborn’s role in protecting mammary homeostasis. MDPI.
Hinde, K. (2009). Richness of milk: Adaptation and variation in mother’s milk. American Journal of Human Biology, 21(5).
Hinde, K., & German, J.B. (2012). Food in an evolutionary context: Insights from mother’s milk. Journal of the Science of Food and Agriculture.
www.rinomastromauro.it