11/04/2026
IL FENOMENO DEL PHUBBING: implicazioni psicologiche e relazionali nell’era digitale
Di Rino Mastromauro
Negli ultimi anni la diffusione capillare degli smartphone ha trasformato profondamente le modalità di interazione sociale. In questo contesto è emerso il fenomeno del phubbing (da phone e snubbing), che indica l’atto di ignorare un interlocutore durante un’interazione faccia a faccia per prestare attenzione al proprio dispositivo mobile. Dal punto di vista psicologico, il phubbing rappresenta una forma di micro-esclusione sociale che altera i processi comunicativi e la qualità delle relazioni interpersonali.
La letteratura scientifica recente evidenzia come questo comportamento sia sempre più diffuso, in particolare tra adolescenti e giovani adulti. Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology (2024) ha rilevato un’alta prevalenza di phubbing tra i soggetti tra i 12 e i 21 anni, con correlazioni significative con bassa autostima e uso problematico di Internet. Questo suggerisce che il comportamento non sia soltanto un’abitudine tecnologica, ma possa rappresentare anche un indicatore di vulnerabilità psicologica e di difficoltà nella regolazione dell’attenzione sociale.
Numerose ricerche hanno inoltre analizzato l’impatto del phubbing nelle relazioni affettive. Studi empirici pubblicati su International Journal of Environmental Research and Public Health (2023) mostrano che l’uso dello smartphone durante le interazioni con il partner è associato a una diminuzione della qualità della comunicazione, della soddisfazione relazionale e del benessere individuale. In termini psicodinamici, la persona che subisce il comportamento – definita phubbee – può interpretare tale atteggiamento come un segnale di disinteresse o di svalutazione relazionale, con conseguenti sentimenti di rifiuto e frustrazione.
Ulteriori evidenze indicano che il phubbing è collegato a variabili emotive e psicopatologiche. Alcuni studi pubblicati su Acta Psychologica (2024) hanno riscontrato una correlazione positiva tra phubbing e sintomi depressivi, nonché livelli più elevati di distress psicologico, soprattutto tra i giovani adulti. Parallelamente, fattori come la Fear of Missing Out (FoMO) e la dipendenza da smartphone sembrano agire come meccanismi di mantenimento del comportamento: l’ansia di perdere aggiornamenti sociali porta gli individui a controllare compulsivamente il dispositivo, anche durante interazioni sociali significative. Una revisione sistematica pubblicata nel 2023 conferma la forte associazione tra FoMO, uso problematico dello smartphone e comportamenti di phubbing.
Dal punto di vista teorico, il phubbing può essere interpretato come una forma di interferenza tecnologica nelle relazioni (technoference), concetto introdotto nella letteratura psicologica contemporanea e approfondito in diversi studi negli ultimi anni (McDaniel & Coyne, 2016; ricerche successive 2020-2023). Tale dinamica interrompe i processi di attenzione condivisa e riduce la qualità della comunicazione empatica, elementi fondamentali per la costruzione del legame sociale.
Il phubbing rappresenta un fenomeno emblematico delle trasformazioni relazionali indotte dalle tecnologie digitali. Sebbene gli smartphone offrano importanti opportunità di connessione, il loro uso disfunzionale può compromettere la qualità delle relazioni interpersonali e il benessere psicologico. Per questo motivo, la ricerca contemporanea sottolinea la necessità di sviluppare programmi di educazione digitale e strategie di autoregolazione dell’uso dello smartphone, al fine di preservare la centralità delle interazioni umane nella vita sociale.
Dott. Rino Mastromauro
Osteopata - Psicologo Clinico e della Salute - Posturologo - Personal Trainer Professionista A.I.R.S. - Docenza trentennale nei corsi di formazione.