Maria Teresa Mirante psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale

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Maria Teresa Mirante psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Maria Teresa Mirante psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale, Psicoterapeuta, Via federico campanella, 68, Molfetta.

26/01/2026
Sto bene solo se sono produttiva.Per me la velocità è un valore assoluto, devo essere efficiente.Se mi riposo mi sento i...
17/07/2025

Sto bene solo se sono produttiva.
Per me la velocità è un valore assoluto, devo essere efficiente.
Se mi riposo mi sento in colpa perché sto perdendo tempo.

Sono solo alcune delle frasi che negli anni ho sentito dire in terapia dalle persone che ho incontrato, frasi incredibilmente vere. Certo è difficile ristrutturare un pensiero del genere quando anche tu, terapeuta, in fondo lo condividi. Anche io sto bene solo se produco. Ma se questo stare bene non fosse davvero stare bene? Se fosse semplicemente mettere in atto un copione visto e stravisto semplicemente perché ci è familiare? Perché siamo stati cresciuti così? Si può cambiare uno schema così fortemente radicato? Al di là di quello che dicono i manuali, cambiare è estremamente difficile. Eppure diventare consapevoli di quanto questa produttività a tutti i costi sia distruttiva per la salute fisica e mentale è già un primo passo avanti.
Quindi adesso che si avvicina il tempo delle ferie il mio augurio è questo: che sia un tempo veramente improduttivo, lento, inutile ma, non nel senso brutto del termine, quanto in quello migliore. Che sia un tempo da lasciare vuoto o da riempire solo delle cose belle e magari anche futili che troppo spesso si rimandano. Che sia un tempo per vedere la bellezza. Perché le cose davvero belle della vita sono proprio quelle che non hanno nessuna "utilità".

Oggi si parla molto di intelligenza artificiale e in vari campi si teme che alla fine algoritmi addestrati a dovere potr...
05/04/2024

Oggi si parla molto di intelligenza artificiale e in vari campi si teme che alla fine algoritmi addestrati a dovere potranno sostituire egregiamente vari tipi di figure professionali. Ma la verità è che nulla potrà mai sostituire quello spazio peculiare che si crea quando due umanità si incontrano e confrontano per cercare di crescere e migliorarsi. La psicoterapia è spazio fisico oltre che mentale dove mettere in campo energie che servono a mettersi in discussione, a cambiare. Ma è anche uno spazio dove si creano legami di stima, sincerità, fiducia e supporto. Uno spazio dove i piccoli gesti diventano importanti e fanno bene al cuore. Uno spazio fatto di sfumature uniche che nessuna intelligenza artificiale sarà mai in grado di replicare.

In questi ultimi giorni di agosto, quando eravamo studenti, si comprava il diario. Si andava in cartoleria, lo si puntav...
29/08/2023

In questi ultimi giorni di agosto, quando eravamo studenti, si comprava il diario. Si andava in cartoleria, lo si puntava, ci si faceva un giro in altri negozi per confrontare i prezzi e poi, chiesto il permesso ai genitori, lo si andava finalmente a comprare. Si compilava la prima pagina lentamente per non sporcarlo, con la penna nuova che puntualmente faceva scherzi. A volte sbagliavamo a scrivere che classe avremo frequentato, ancorati al ricordo dell'anno precedente. Ci si scriveva le dediche con le penne colorate, lo riempivamo con i ricordi dell'estate che stava finendo, seduti su un muretto all'ombra. Ci mettevamo le firme, qualche adesivo. Nelle pagine delle note i più bravi facevano dei disegni per gli amici che poi li mostravano orgogliosi al gruppo. Era un piccolo rituale rassicurante intorno ad un oggetto che in sé portava una fine e un inizio: la nostalgia per l'estate ma anche la curiosità per ciò che sarebbe stato a scuola.
Nel tempo ho mantenuto l'abitudine di comprare agende a fine agosto perché è settembre il vero capodanno della mente. Ancora mi piace scegliere il diario, sfogliarlo e immaginare cosa sarà.
Quest'anno lasciare l'estate mi mette particolare nostalgia perché so di avere davanti un anno di cambiamenti ma poi mi dico che dobbiamo essere grati alla vita che ci regala puntuale un diario tutto nuovo da riempire, un tempo per costruire qualcosa. E allora, un po' esitante come al solito, prendo la penna nuova e inizio a scrivere la prima pagina...
Buona ripresa a tutti!

Molte cose si sono dette di Michela Murgia in questi giorni e credo sia superfluo unirsi al coro di voci che l'hanno des...
15/08/2023

Molte cose si sono dette di Michela Murgia in questi giorni e credo sia superfluo unirsi al coro di voci che l'hanno descritta. Per me Michela Murgia è stata soprattutto l'autrice di Accabadora, uno dei miei libri preferiti. In quelle pagine emergeva già chiaro e forte il tema del buon morire e si sottolineava come spesso la nostra società tanto evoluta abbia subito in realtà un'involuzione mostrando oggi l'incapacità di trattare temi che in passato sapeva affrontare benissimo, vedi l'eutanasia. Sono corsa in libreria ad acquistare Tre ciotole appena ho saputo della sua morte, spinta dalla necessità di partecipare ad un rituale collettivo a cui non sapevo dare un nome. Probabilmente, a modo mio, volevo salutarla o sentire cosa avesse da dire un'ultima volta.

Tre ciotole intreccia le storie di vari personaggi attraverso un unico filo conduttore: ciascuno di loro sta cercando di affrontare una crisi, un momento di rottura, uno scompenso, un crollo di certezze. Ciascuno si costruisce con i propri strumenti o con l'aiuto delle persone vicine, quelli che l'autrice definisce dei rituali ovvero delle soluzioni, delle vie di fuga, per passare attraverso il dolore e non farsi schiacciare. Così una donna affronta la diagnosi di una malattia incurabile trovandole un nome improbabile e guardandola come parte della propria complessità. Un uomo costretto all'evitamento di tutti i luoghi condivisi con la sua ex inizia a costruire altri ricordi in quelli stessi posti in modo da potersene riappropriare. Una donna ricrea il proprio rapporto con il cibo attraverso nuovi rituali a tavola che includano solo il consumo di tre ciotole. E così ancora per gli altri.
Da queste pagine si vede chiaro il baratro di grande fragilità su cui l'uomo da sempre si trova a fare da equilibrista. Ma il dolore non si giudica: soffriamo tutti per cose diverse e nessuna è meno importante di un'altra, tutte meritano attenzione, tutte meritano aiuto. Ognuno dei personaggi cerca di non restare vittima del pantano in cui è caduto ma si dà uno scopo, cerca di sopravvivere, si inventa modi originali, a volte anche divertenti, per dare voce ai propri bisogni e soddisfarli. Ovviamente anche qui come in Accabadora il tema della morte è predominante ma ciò che ci lascia questo libro è che fino alla fine conta come scegliamo di vivere e cosa scegliamo di essere. Tutti i personaggi si trovano a fare i conti con il senso di precarietà, la solitudine, la difficoltà del cambiamento ma ciascuno si attrezzata come può e alla fine va avanti. Non è forse questa un'esperienza universale? Ciò che ci unisce tutti?
Ed infine in sottofondo emerge il tema delle relazioni: siamo ciò che lasciamo agli altri, siamo la memoria, i ricordi condivisi.
È impossibile leggere Tre ciotole senza legarlo alle vicende personali dell'autrice che, indipendente dalla posizioni politiche che si possano avere, credo che abbia dato a tutti un forte messaggio: si può vivere fino alla fine. Tre ciotole è in conclusione un inno alla vita, a quella capacità che da sempre l'uomo ha di reinventarsi, di evolvere, di cambiare. La vita è sempre più forte e sempre più forti sono le relazioni. Da soli non si vince, da soli non si vive.

Passare qualche minuto sui social può essere una innocente forma di svago ma anche nascondere pericoli per la nostra sal...
22/07/2023

Passare qualche minuto sui social può essere una innocente forma di svago ma anche nascondere pericoli per la nostra salute mentale.
Ognuno di noi tende a mettere on line la versione migliore di sé e della propria vita ma se dimentichiamo questa piccola grande verità guardare le storie perfette degli altri può innescare sentimenti tutt'altro che piacevoli. Questo vale soprattutto per gli adolescenti che stanno costruendo la propria identità e che basano gran parte di questa costruzione sul confronto con gli altri. Ma anche noi adulti non siamo esenti da pericoli: è facile pensare di essere dei cattivi genitori quando ci si imbatte continuamente in profili di mamme influencer che gestiscono con calma invidiabile una famiglia perfetta in una casa impeccabile con la piega puntualmente fatta dal parrucchiere. E allora anche noi adulti possiamo chiederci con un po' di tristezza "perché io non riesco a essere così?"
Ricordiamoci che la perfezione non esiste e che non dobbiamo misurare il nostro valore con modelli ideali. Possiamo passare qualche minuto sui social ma se ci accorgiamo che anziché rilassarci si attiva nella nostra testa quella vocina terribile che inizia a dirci quanto siamo sbagliati, brutti, grassi, cattivi genitori ecc... beh forse il telefono è meglio metterlo via e dedicarci ad altre attività che possano costituire davvero un momento di serenità.

Assertività non è solo uno stile comunicativo ma un modo di essere, spesso difficile da raggiungere e coltivare.Siamo pa...
10/07/2023

Assertività non è solo uno stile comunicativo ma un modo di essere, spesso difficile da raggiungere e coltivare.
Siamo passivi quando evitiamo i conflitti e mettiamo da parte i nostri bisogni. Siamo aggressivi quando prevalichiamo con il tono della voce e con i modi mettendo le nostre necessità sopra quelle altrui. Siamo assertivi quando rispettiamo i nostri obiettivi e quelli degli altri, siamo aperti al dialogo, sappiamo fissare dei confini personali senza sentirci in colpa se dobbiamo dire qualche no.
Spesso il training assertivo diventa parte integrante del percorso terapeutico e si rivela molto utile perché consente alla persona di riflettere sui propri atteggiamenti nella vita quotidiana e di sviluppare, con l' esercizio, comportamenti e abilità nuove.

Anche quando sembra che i bambini non ci capiscano perché troppo piccoli, in realtà stanno incamerando una quantità impr...
07/07/2023

Anche quando sembra che i bambini non ci capiscano perché troppo piccoli, in realtà stanno incamerando una quantità impressionante di informazioni. Per questo è importante parlare loro da subito come se comprendessero tutto, proprio per aprire la strada a quella comprensione ma anche allo sviluppo del linguaggio. Comunicare è un'abilità importante e una tappa fondamentale dello sviluppo che spesso angoscia tanti genitori che si chiedono come mai il bambino sia in ritardo su questo. Io cerco sempre di avere un atteggiamento rassicurante ma sottolineo anche il ruolo fondamentale dell'ambiente. Alcune semplici comportamenti dei genitori e dei caregiver in generale possono davvero fare la differenza e promuovere lo sviluppo linguistico e cognitivo del bambino. Eccoli riassunte nel post.

La stimolazione cognitiva è una pratica diffusa e molto efficace, rivolta a persone che iniziano a manifestare deficit c...
21/06/2023

La stimolazione cognitiva è una pratica diffusa e molto efficace, rivolta a persone che iniziano a manifestare deficit cognitivi lievi/moderati ma anche ad anziani con invecchiamento cognitivo fisiologico. Consente letteralmente di allenare memoria, attenzione, linguaggio e orientamento personale, spaziale e temporale, con ricadute positive sul tono dell'umore e sulle abilità sociali. Numerosi studi hanno dimostrato l'importanza di una buona riserva cognitiva negli anziani come fattore protettivo per il decadimento cognitivo. Oltre quindi ad essere una forma di prevenzione, la stimolazione cognitiva è un momento di contatto tra generazioni diverse sempre arricchente sia per l'utente che per l'operatore. Può essere svolta in gruppo o singolarmente, in studio o a domicilio, da operatori specializzati ma anche in modo informale dai caregiver. Al di là degli esercizi pratici che vengono svolti, la stimolazione cognitiva offre all'anziano la possibilità di raccontare di sé e delle proprie esperienze, di sentirsi ancora utile, di insegnare qualcosa a chi è più giovane. Viene stimolata la produzione linguistica, la memoria autobiografica ma anche la consapevolezza e l'autoriflessione sulle proprie esperienze in modo da costruire un approccio all'invecchiamento sereno e rispettoso di ciò che si è stati e si è adesso.

Nella vita di una donna è molto frequente passare attraverso un lutto perinatale. Si tratta di un'esperienza vissuta in ...
16/06/2023

Nella vita di una donna è molto frequente passare attraverso un lutto perinatale. Si tratta di un'esperienza vissuta in genere in solitudine e silenzio, spesso con il solo sostegno del partner poiché accade di frequente che la perdita avvenga ancora prima che la gravidanza sia stata annunciata. Sensi di colpa, tristezza, isolamento, sfiducia, mancanza di prospettive, sono vissuti tipicamente depressivi che emergono in situazioni come queste. Ad aggravare la condizione della donna la mancanza di comprensione e tatto da parte delle persone con le quali talvolta si sceglie di condividere questa esperienza. Con giudizi facili e frasi di circostanza si finisce spesso, anche in buona fede, a minimizzare l'accaduto accentuando il senso di solitudine della donna colpita dal lutto. La psicoterapia in questi casi può essere di aiuto alla mamma poiché è uno spazio in cui ella può vedere validati i suoi stati emotivi, in un setting accogliente e non giudicante. L'obiettivo è ridurre il senso di colpa connesso alla perdita e promuovere l'accettazione per costruire prospettive future che mirino a recuperare l'identità della persona nella sua interezza, non solo come mamma. Ma la psicoterapia da sola non basta: occorre che la donna sperimenti intorno a sé un ambiente supportivo.

Se conosci qualcuno che sta affrontando un lutto perinatale sii gentile, non sminuire il suo dolore, non giudicare ma offri aiuto concreto, sii discreto, abbraccia, ascolta, accogli. Anche la tua presenza è importante per aiutare una mamma a rivedere il sereno.

Quest'anno, dopo tanto tempo, ho avuto modo di tornare a scuola. Un po', lo ammetto, mi era mancata. Inevitabile il riaf...
08/06/2023

Quest'anno, dopo tanto tempo, ho avuto modo di tornare a scuola. Un po', lo ammetto, mi era mancata. Inevitabile il riaffiorare di ricordi bellissimi di me studentessa ma anche di ricordi tristi. Anche nel mio percorso non sono mancate le umiliazioni e a distanza di anni quei momenti ritornano nella mente e nel cuore a fare un po' male. La scuola è una insostituibile palestra di vita per bambini e adolescenti, tuttavia spesso si trasforma in un luogo di dolore. Ancora oggi ci sono studenti non visti dagli insegnanti e poco incoraggianti dai genitori che semplicemente scompaiono, si perdono. Ancora oggi, a fronte di tante leggi a tutela dei cosiddetti bisogni educativi speciali, ci sono pregiudizi verso ragazzi considerati semplicemente disinteressati allo studio. Come insegnanti e come genitori abbiamo ancora molto lavoro da fare perché la scuola sia un luogo davvero inclusivo non solo sulla carta. A noi educatori sta il compito di saper accogliere e guidare i più piccoli, ricordando che è il nostro comportamento a insegnare più di tante parole.
Ma ora è tempo di riposarsi e recuperare le energie, perciò buone vacanze a tutti! Che l'estate sia tempo di divertimento, scoperte e nuove esperienze. Per grandi e piccini.

Nel primo anno di vita un bambino impara praticamente a fare tutto: a nutrirsi, a segnalare i propri bisogni, a mangiare...
31/08/2022

Nel primo anno di vita un bambino impara praticamente a fare tutto: a nutrirsi, a segnalare i propri bisogni, a mangiare cibi solidi, a camminare, a parlare e a pensare. Ogni giorno si impegna nella scoperta dell'ambiente e di come può agire lui stesso su quell'ambiente per raggiungere i propri obiettivi. Qual è il ruolo dell'adulto in tutto questo? Rispondere ai bisogni emotivi e fisici del bambino in primis ma anche predisporre un ambiente che favorisca la scoperta e l'autonomia del piccolo. "Aiutami a fare da solo" è probabilmente la cosa più importante che i bambini ci chiedono per sviluppare fiducia in se stessi, apprendimenti e capacità. Maria Montessori lo aveva capito e ancora oggi il suo pensiero influenza professionisti e genitori con straordinaria attualità.

Il 31 agosto 1870 nasceva a Chiaravalle Maria Montessori!

„L'obiettivo dell'educazione dovrebbe essere quello di attivare il desiderio naturale del bambino di imparare.“

- Maria Montessori

Grazie per avere illuminato il nostro cammino, mostrandoci la via autentica per seguire il Bambino!

Il suo immenso e pionieristico lavoro continua ad essere un faro e una fonte di motivazione per tantissimi montessoriani in tantissimi paesi.

Grazie per aver reso possibile un cambiamento nell‘educazione per milioni di bambini e di famiglie nel mondo!

Buon compleanno Maria Montessori!!

Per saperne di più su Maria Montessori e il suo pensiero: https://www.amazon.it/shop/aiutamiafaredame/list/1ROW5CYJ5DA9Z

Indirizzo

Via Federico Campanella, 68
Molfetta
70056

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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