07/03/2026
ALLENAMENTO CON I PESI: STRATEGIA DI PREVENZIONE NEURODEGENERATIVA
Di Rino Mastromauro
Negli ultimi anni la ricerca in ambito geroscientifico ha iniziato a chiarire un punto cruciale: l’allenamento con i pesi non agisce solo su muscoli e metabolismo, ma può influenzare direttamente la biologia cerebrale. Un esempio rilevante è lo studio randomizzato controllato pubblicato su Geroscience da Vints e colleghi (2024), che ha indagato l’impatto di 12 settimane di allenamento di resistenza su marcatori ematici, neurometaboliti e volumetria ippocampale in adulti tra 60 e 85 anni.
L’ippocampo è una struttura chiave per memoria e apprendimento ed è particolarmente vulnerabile all’invecchiamento. Nel trial, 70 partecipanti sono stati assegnati a un programma di resistance training progressivo per gli arti inferiori oppure a un gruppo di controllo sedentario. Prima e dopo l’intervento sono stati misurati biomarcatori nel sangue (IGF-1, IL-6, chinurenina), volumi delle sottoregioni ippocampali tramite risonanza magnetica e neurometaboliti cerebrali mediante spettroscopia protonica (¹H-MRS) (Vints et al., 2024).
Un dato significativo riguarda la chinurenina (KYN), molecola associata a processi neuroinfiammatori: i soggetti con maggiore rischio di lieve decadimento cognitivo (MCI), identificati tramite MoCA, presentavano livelli più elevati di KYN e un volume ridotto del subiculum ippocampale rispetto ai soggetti a basso rischio. Questo conferma il legame tra infiammazione sistemica e vulnerabilità cerebrale nell’invecchiamento (Vints et al., 2024).
Sebbene il confronto diretto tra gruppo allenato e controllo non abbia mostrato aumenti volumetrici globali statisticamente robusti, emergono risultati biologicamente rilevanti. Nel gruppo che si è allenato si è osservata una correlazione significativa tra variazioni del volume della regione CA1 e modifiche del rapporto tNAA/mIns, un indicatore del bilanciamento tra integrità neuronale e attività gliale. Tale associazione suggerisce che l’allenamento di forza moduli la relazione tra metabolismo neuronale e plasticità strutturale, influenzando processi microcellulari prima ancora che si manifestino cambiamenti volumetrici macroscopici evidenti.
Questi risultati si inseriscono in un quadro più ampio. Meta-analisi recenti indicano che l’allenamento di resistenza migliora memoria di lavoro, memoria verbale e funzione cognitiva globale negli anziani, con effetti clinicamente significativi (Wu et al., 2025). Dal punto di vista meccanicistico, il training di forza stimola il rilascio di fattori neurotrofici come IGF-1, modula la via della chinurenina e contribuisce alla regolazione dell’infiammazione sistemica, tutti processi implicati nella resilienza cerebrale (Azevedo et al., 2023).
In termini divulgativi, parlare di “ringiovanimento del cervello” è una semplificazione. Più correttamente, l’evidenza suggerisce che l’allenamento con i pesi possa rallentare alcuni processi biologici associati all’invecchiamento cerebrale, sostenendo plasticità e integrità neuronale. Con programmi di 2–3 sessioni settimanali, progressivi e supervisionati da Personal Trainer Professionisti, l’attività di resistenza si configura quindi non solo come intervento muscolo-scheletrico, ma come potenziale strategia di prevenzione neurodegenerativa.
Bibliografia
Azevedo, C. V., et al. (2023). Resistance exercise effects on memory and neuroprotection: A review. Frontiers in Aging Neuroscience.
Vints, W. A. J., et al. (2024). Resistance exercise effects on hippocampal subfield volumes and biomarkers of neuroplasticity and neuroinflammation in older adults. Geroscience.
Wu, J., et al. (2025). Effects of resistance training on cognitive function in older adults: A systematic review and meta-analysis. Ageing Research Reviews.
www.rinomastromauro.it
Personal Trainer Professionista A.I.R.S.
Formatore A.I.R.S.