24/01/2026
SCLEROSI MULTIPLA: scoperti due diversi profili biologici della malattia
Di Rino Mastromauro
La sclerosi multipla (SM) è una malattia cronica del sistema nervoso centrale che non si manifesta nello stesso modo in tutte le persone. A oggi viene classificata principalmente in base ai sintomi e all’andamento clinico nel tempo (forme con ricadute, progressive, ecc.), ma questa distinzione non sempre riflette ciò che accade a livello biologico.
Una recente ricerca ha mostrato che anche pazienti con sintomi simili possono avere meccanismi di danno cerebrale diversi, introducendo una nuova prospettiva sulla SM.
Lo studio ha combinato due strumenti già noti:
la risonanza magnetica cerebrale, per valutare le lesioni;
un semplice esame del sangue.
Analizzando insieme questi dati, i ricercatori hanno identificato due distinti sottotipi biologici di sclerosi multipla, ovvero due diversi “percorsi” con cui la malattia può danneggiare il cervello.
Nel sangue è stata misurata una proteina chiamata neurofilamento leggero (sNfL). Quando le fibre nervose si danneggiano, questa sostanza aumenta nel sangue: valori più alti indicano un danno neuronale più intenso. Il sNfL rappresenta quindi un biomarcatore utile per stimare l’attività biologica della malattia.
I due sottotipi:
1. Danno nervoso precoce (Early-sNfL)
In questo sottotipo il danno inizia molto presto:
il sNfL è elevato già nelle fasi iniziali;
le lesioni cerebrali compaiono più rapidamente alla risonanza;
la malattia tende a essere più aggressiva.�In questi casi potrebbe essere fondamentale intervenire precocemente con terapie più incisive.
2. Danno più lento (Late-sNfL)
Qui la progressione è più graduale:
inizialmente il sNfL resta basso;
l’aumento del biomarcatore avviene più tardi;
l’evoluzione clinica è più lenta e inizialmente “silenziosa”.
Questa scoperta è molto importante perché due persone con la stessa diagnosi di SM possono avere una malattia biologicamente diversa. Questo aiuta a spiegare perché alcuni pazienti peggiorano più rapidamente, perché la risposta ai farmaci varia e perché l’andamento della SM è spesso imprevedibile.
Per i pazienti nel presente non cambia la diagnosi né le terapie standard. In prospettiva, però, un esame del sangue associato alla risonanza magnetica potrebbe permettere di personalizzare davvero le cure, scegliendo fin dall’inizio il trattamento e il monitoraggio più adatti a ciascun paziente.
La sclerosi multipla non è una malattia uguale per tutti. Questa scoperta apre la strada a una medicina più mirata, personalizzata ed efficace.
https://doi.org/10.1093/brain/awaf331
www.Rino Mastromauro.it