05/09/2021
Il trauma (parola che deriva dal greco e vuol dire “ferita”) può essere definito come una ferita dell’anima, qualcosa che rompe il consueto modo di vivere e vedere il mondo e che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive.
Le risposte che seguono eventi traumatici, possono variare dal completo recupero in un breve periodo di tempo, fino alle reazioni più gravi che impediscono alla persona di continuare a vivere la propria vita come prima dell’evento stesso. Ciò che ha un impatto emotivo molto forte si ripercuote anche a livello corporeo sulla neurobiologia del nostro cervello. Le persone che hanno vissuto traumi importanti nel corso della vita mostrano, ad esempio, un volume ridotto sia dell’ippocampo che dell’amigdala.
Dopo un evento traumatico, il nostro cervello e il nostro organismo vanno incontro ad una serie di reazioni di stress fisiologiche, che nella maggior parte dei casi tendono a risolversi naturalmente, ma quando questo non avviene, si finisce per continuare a soffrire anche a distanza di moltissimo tempo. Si avvertono le stesse sensazioni angosciose, non riuscendo a condurre una vita soddisfacente dal punto di vista lavorativo e relazionale. In questi casi, il passato è presente. Il quadro sintomatologico, che può arrivare a delineare un Disturbo da Stress Post-Traumatico, è caratterizzato dal rivivere continuamente l’evento traumatico, continuando a provare tutte le emozioni, sensazioni e pensieri negativi esperiti in quel momento. Quando ci si rende conto che le reazioni sono di questo tipo e che la sofferenza è significativa, è necessario chiedere aiuto ad uno specialista.