04/02/2022
C’era una volta un calzino. Era colorato, elastico, comodo. E poi era anche spaiato.
Molti calzini erano contenti di lasciare il loro compagno coordinato qualche volta per camminare anche accanto a lui. Confrontandosi scoprivano con curiosità che avevano qualcosa in comune e qualcosa no.
Certo, c’erano miliardi di calzini al mondo, come avrebbero mai potuto essere tutti uguali?
Altri calzini però si rifiutavano di essere abbinati con il calzino spaiato. Qualcuno di loro gli aveva persino detto che nessuno avrebbe mai voluto indossarlo, perché non poteva stare con gli altri, diverso com’era.
Dicevano che i calzini dovevano essere in un certo modo o niente. O niente? Ma lui era lì, esisteva, non poteva essere niente!
Ne aveva sofferto, qualche volta aveva addirittura pensato di non camminare più, per paura di essere giudicato ancora.
Ma poi ci aveva ripensato: come avrebbe fatto a conoscere il mondo se non avesse più incontrato altri calzini? Così si era rimesso in cammino.
Ci piacerebbe dirvi che da quel giorno il calzino spaiato visse felice e contento, rispettato e amato da tutti, ma non possiamo, perché questa storia non è ancora arrivata a conclusione.
Non dipende solo dal calzino spaiato. Sta a noi far sì che continui per il verso giusto, giorno per giorno.
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Il primo venerdì di febbraio da qualche anno è dedicato alla Giornata dei Calzini Spaiati, una metafora della neurodiversità che vuole ricordare come può capitare che una persona non corrisponda a quello che viene considerato tipico dalla maggioranza della società, ma che questo non le toglie valore.
Siamo tutti calzini.
La scelta non è tra spaiato o coordinato, quella è solo casualità.
La vera scelta è tra essere un calzino che si ferma all’apparenza o essere un calzino aperto al confronto.
Che tipo di calzino vuoi essere tu?