17/01/2026
Molte coppie arrivano in studio con una domanda: “Dottoressa, ci dica chi ha ragione?”
È un timore comune, ma nasce da un malinteso: l'idea che la terapia sia un tribunale e il terapeuta un detective a caccia di prove e colpevoli.
Se entriamo in seduta cercando di "vincere" sul partner, abbiamo già perso entrambi. La verità è che in psicologia non esiste un colpevole unico, ma una dinamica che non funziona più.
Ecco perché il terapeuta non punta il dito:
1️⃣ Il paziente è il "Noi": Non si lavora su individui separati, ma sulla relazione che li lega.
2️⃣ Dalla colpa alla responsabilità: Si smette di chiedersi "Di chi è la colpa?" per chiedersi "Cosa posso fare io per cambiare questo incastro?".
3️⃣ Uno spazio protetto: La stanza della terapia è l’unico luogo dove è possibile abbassare la guardia senza paura di essere giudicati o "incastrati".
La terapia di coppia non serve a stabilire una verità storica, ma a costruire una nuova possibilità comunicativa. Non è un interrogatorio, è un laboratorio dove si impara a danzare di nuovo insieme.
E tu? Hai mai pensato alla terapia di coppia come a un luogo dove finalmente "farsi dare ragione" o come un'opportunità di confronto?