11/03/2026
Alimentazione vegana e protezione cardiovascolare: la protezione c'e' se basata su cibi freschi e non processati
✅Lo studio longitudinale NutriNet-Santé, coordinato dall'INRAE e dall'Inserm e pubblicato su The Lancet Regional Health – Europe a ottobre 2025, ha analizzato i dati di oltre 63.800 adulti per determinare come il livello di trasformazione industriale influenzi i benefici delle diete a base vegetale.
✅I risultati dimostrano che il grado di processazione del cibo è un fattore determinante per la salute del cuore, spesso superando la semplice distinzione tra origine animale o vegetale:
✅ Benefici del vegetale non processato: Una dieta ricca di prodotti vegetali di alta qualità nutrizionale e poco processati (es. frutta fresca, verdura, legumi) riduce il rischio cardiovascolare (CVD) del 32% e il rischio di malattie coronariche del 44%.
⛔ Rischi del vegetale ultra-processato (UPF): Il consumo elevato di cibi plant-based ultra-processati e di bassa qualità (es. snack salati, bevande zuccherate, gallette di riso) aumenta il rischio di malattie cardiovascolari del 38% e quello di malattie coronariche del 46%.
👉L'effetto "annullamento": Per chi consuma prodotti vegetali che sono sì di buona qualità nutrizionale (es. pochi grassi o zuccheri) ma ultra-processati (come alcuni piatti pronti, zuppe industriali o pani integrali confezionati), non è stato osservato alcun beneficio protettivo per il cuore rispetto a una dieta basata su prodotti animali.
❗❗Messaggio Importante!!
Lo studio evidenzia che non tutte le alternative vegetali sono salutari. Per massimizzare la protezione cardiovascolare, le raccomandazioni nutrizionali dovrebbero promuovere non solo il passaggio a una dieta vegetale, ma specificamente il consumo di cibi naturali o minimamente trasformati.
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