Le Mammare

Le Mammare Le Mammare: Ostetriche a domicilio. Dott.ssa Elena Schulz (Ostetrica)
Dott.ssa Rossella Mancini (O

Il progetto de “Le Mammare” nasce dal desiderio di restituire alla figura storica dell’ostetrica la centralità del suo ruolo, professionalmente riconosciuto da un percorso universitario. L’ostetrica è colei che accompagna e fornisce assistenza alle donne durante il percorso di maternità: gravidanza, accompagnamento alla nascita, post parto.


*Assistenza al travaglio a domicilio:

Ogni donna, insieme al proprio partner, può decidere liberamente sia il luogo migliore in cui vivere il delicato momento del travaglio, sia di avere al proprio fianco l’ostetrica che ha avuto modo di conoscere già durante tutta la gravidanza. Con il nostro progetto offriamo alle future mamme, l’assistenza necessaria per vivere il travaglio in totale sicurezza; dalle prime contrazioni al momento in cui il travaglio diventa attivo. L’ospedale in cui si è deciso di partorire dovrebbe essere a conoscenza del desiderio di avere la “propria” ostetrica durante il parto in modo tale da rendere fluida la collaborazione una volta in ospedale. Una volta dimessa, i controlli clinici a mamma e bambino vengono continuati in casa.


*Ginnastica del perineo:

Il primo passo per lavorare sul perineo è prenderne consapevolezza attraverso la sua conoscenza anatomica. Durante gli incontri, in un clima di condivisione e serenità, sarà possibile apprendere tecniche ed esercizi per conoscere, riabilitare e prendere controllo del perineo. Il percorso di ginnastica perineale è consigliato: dopo il parto, dopo episiotomia o lacerazioni.


*Consulenze a domicilio o in studio:

Metodi di contraccezione, disturbi ginecologici, infezioni vaginali di varia origine, leucorree persistenti, valutazione e riabilitazione del pavimento pelvico.

*Assistenza alla gravidanza fisiologica

Le donne possono scegliere di essere seguite in gravidanza interamente dall’ostetrica oppure di intraprendere un percorso di collaborazione tra ostetrica e ginecologo. Durante il primo incontro si definisce un piano di assistenza personalizzato che terrà conto dei bisogni e delle esigenze della coppia. Durante le visite si compila la cartella ostetrica il documento che attesta la condizione della gestante dal momento che incontra l’ostetrica per tutta la durata della gravidanza, del travaglio/parto, del puerperio e del primo anno di vita del bambino. Gli argomenti trattati durante gli incontri saranno: la diagnosi prenatale, l’alimentazione, l’igiene intima, la preparazione del perineo, l’accoglimento del bambino, l’allattamento, la sessualità, la crescita e lo sviluppo del bambino nel ventre materno. Ad ogni incontro si effettueranno: il controllo del peso, il controllo della pressione arteriosa, la misurazione sinfisi-fondo per valutare l’accrescimento fetale, la rilevazione dei movimenti attivi fetali, la rilevazione del battito cardiaco fetale, il controllo degli esami delle urine e degli esami ematochimici


*Mamme in cerchio (in collaborazione con l’associazione Neomamme):

Questo è uno spazio dove mamme, papà e neonati s’incontrano dopo la nascita, in un ambiente di condivisione, confronto e sostegno. È un’ottima occasione per rincontrarsi dopo la nascita e chiacchierare, condividere i progressi.

- Incontri sul tema Babywearing
- Incontri sul tema Pannolini lavabili


*Visita ostetrica nel post partum a domicilio:

L’assistenza a domicilio da parte di un’ostetrica è volta a sostenere, informare e consigliare la donna e la coppia nel periodo che segue la nascita riguardo ai bisogni emotivi e pratici della nuova famiglia: allattamento al seno, primo bagno al neonato, i nuovi ritmi, igiene. Il percorso di assistenza al puerperio a domicilio prevede: assistenza giornaliera a domicilio per circa una settimana dalla nascita.

*Consulenza sull’allattamento a domicilio:

Per sostenere ed affrontare dubbi o problematiche comuni riguardo l’allattamento: ingorghi mammari, ragadi al seno, incremento della produzione lattea, crescita del neonato.

07/12/2024
06/10/2023

Le madri lavoratrici hanno bisogno di un adeguato congedo di maternità per poter allattare in maniera ottimale.
Hanno diritto a permessi, sostegno sul posto di lavoro e spazi idonei per allattare e spremere e conservare il latte.

‼️‼️‼️
03/10/2023

‼️‼️‼️

La figura dell'"assistente materna" esiste già.Si chiama ostetrica.O meglio.Questa figura sanitaria e professionale che ...
29/09/2023

La figura dell'"assistente materna" esiste già.
Si chiama ostetrica.

O meglio.
Questa figura sanitaria e professionale che si chiama "ostetrica", e che è vecchia come i dinosauri, si occupa anche di assistenza materna.

Ce ne occupiamo tutti i giorni.
E tutte le notti.

Ce ne occupiamo con coscienza e scienza.
Ce ne occupiamo non occupando il ruolo materno.

Ma sostenendo, informando, supportando, incitando, placando, amando e rispettando tutte le donne, i neonati e le famiglie che incontriamo.

Siamo state formate per questo.
Ma non basta.
Perché l'ostetricia è una fede, una chiamata.

E quindi non ci limitiamo ad assistere la donna.

Noi stiamo con loro.
Sostiamo con loro.
Stiamo accanto.

E dedichiamo i nostri weekend per farlo al meglio.
Spediamo un patrimonio che manco abbiamo per accedere alle migliori formazioni.

Stiamo ore al telefono tra colleghe per trovare la quadra a situazioni che di quadra ne hanno poca.

Litighiamo con la famiglia, con i compagni, con i figli e con gli amici perché abbiamo sempre qualcuno cui rispondere, che sia domenica, Pasqua o il nostro compleanno.

Il nostro lavoro è fatto di scienza e sacrificio.
Inteso come sacro ufficio.

Non interferiamo.
Non idealizziamo.

Ma con occhi attenti e mani sapienti conteniamo e orientiamo.
Creiamo salute.
Mettendo al centro chi ci deve stare.

Assistiamo.
Madre.
Neonati.
Padri.
E chiunque gli stia attorno.

Siamo tante ed una sola.
Professionali.
Professioniste.
Siamo dentro reti multiprofessionali.
Silenziose.
Competenti.
Pronte.
Indomite.
Intelligenti.

Siamo il mestiere più antico del mondo.

E assistiamo in modo unico e irriproducibile.
Perché globale.
Non spezzettando le donne.
Ma mantenendole integre.
Fisicamente, emotivamente e socialmente.

E il giorno della nostra laurea abbiamo giurato di prestare assistenza alle madri, alle donne, alle famiglie e alla società.

Quindi siamo noi quella figura che state creando.
Una figura invisibile alla società perché un po' scomoda, diciamocelo.

Ma siamo noi.
E lo saremo sempre.

Fortificate la nostra formazione.
Fortificate i servizi già esistenti e createne di nuovi a misura di famiglia.
Concedeteci un dialogo con i piani alti.
Dateci la possibilità di raccontarvi cosa vediamo tutti i giorni in ospedale o nelle case.
Ascoltate cosa sentiamo dalle madri.

Perché siamo ostetriche.
E questo facciamo.

E non siamo disposte a cedere a nessuno questo ruolo.
Basta.

Non per prepotenza, per paura o per permalosità.
Ma perché conosciamo il nostro valore.
E non molliamo.

E non ci spostiamo.

Quindi.
L'"assistente alla madre" si chiama ostetrica.

Anzi, l’assistente alla madre CHIAMATELA OSTETRICA!

Valentina Baglioni

 mastrobuono“Si, ho chiuso gli occhi anche io con Simone attaccato al seno. Aveva un giorno di vita ed eravamo in ospeda...
23/01/2023

mastrobuono

“Si, ho chiuso gli occhi anche io con Simone attaccato al seno.
Aveva un giorno di vita ed eravamo in ospedale. Per le misure anti-Covid non poteva esserci nessuno lì con me nei tre giorni di degenza. Ricordo ancora i pianti di notte che riecheggiavano tra una stanza e l'altra nei corridoi. No, non quelli dei neonati...quelli delle donne che avevano partorito ed erano alle prese con la stanchezza, il crollo ormonale post partum e la gestione di una piccola creatura accanto a loro.
Il personale era dimezzato nel reparto maternità e le poche infermiere e ostetriche presenti si facevano in quattro per provare a gestire la situazione.
Tra la fatica del travaglio e del parto, il dolore dei punti e l'allattamento ero così stremata che appena Simone finiva di poppare e si addormentava, si chiudevano anche i miei occhi.
La fortuna ha voluto che entrasse un'ostetrica in stanza aiutandomi subito a rimettere Simone nella sua culla.
La fortuna oggi non è stata dalla parte di un'altra madre che ha perso ciò che aveva appena messo al mondo.
Non può essere una questione di fortuna.
La sanità pubblica nazionale deve farsi carico del rispetto, della cura e del sostegno delle donne durante la gravidanza, durante e soprattutto dopo il parto. La concezione patriarcale che la madre possa sostenere ogni fatica in nome di una "maternità" concepita come passaggio obbligato e naturale della vita deve essere demolita.
È necessario avere accanto i padri o qualsiasi persona a nostra scelta durante il travaglio e il parto.
È necessario avere sostegno durante l'allattamento e il puerperio, in ospedale e a casa.
È necessario il giusto numero di personale che garantisca un servizio efficiente e rispettoso di ogni paziente nelle strutture pubbliche tanto quanto in quelle private.
Non siamo macchine "sforna-figli".

*La maternità scelta liberamente e consapevolmente può essere un'esperienza meravigliosa ma questo non deve deresponsabilizzare tutta la comunità istituzionale e non che circonda la madre e la/il bambinə.*

Vbac si può!!!
06/12/2022

Vbac si può!!!

1-7 dicembre.
Settimana del VBAC ( Vaginal Birth After Cesarean).

Non fateli i figli.Non fateli che poi vi vengono le occhiaie, le rughe, le smagliature, le bolle di sapone nella borsa, ...
25/11/2022

Non fateli i figli.

Non fateli che poi vi vengono le occhiaie, le rughe, le smagliature, le bolle di sapone nella borsa, le figurine nei taschini delle camicie e le costruzioni nel letto.

Non fateli che poi vi viene voglia di farne altri.

Non fateli che poi vi iniziate a fare troppe domande sul senso della vita e vi vengono le vertigini.

Non fateli che poi vi rivedrete in loro in ogni azione e avrete un rimando costante del vostro essere.
Uno lo specchio può non guardarlo, ma loro no.

Non fateli che poi al posto dei gin tonic vi ritrovate con il latte di riso in una mano e il succo di mela nell’altra.

Non fateli i figli, che poi finirete per commuovervi guardandoli dormire, trovando le loro mutande in giro, salutandoli per la prima gita.

Non fateli, altrimenti rischierete di modificare drasticamente il peso degli aspetti della vostra vita e forse vi verrà voglia di lasciare il lavoro, vendere la moto e lasciare che saltino sul divano di design.

Non fateli che poi vi ritrovate a non saper gestire alcune situazioni e a pensare a tutte le volte che avete giudicato dentro di voi altri genitori, quando voi i figli non li avevate.

Non li fate i figli, perchè vi costringeranno a tornare dai vostri genitori e sistemare tutti i sospesi.

Non fateli, che poi non vi importerà più niente di uscire, di ballare, di fare passeggiate notturne e viaggi in autostop e riuscire a farvi una doccia di mezz'ora diventerà la vostra massima conquista.

Non fateli i figli, che poi tocca fare i genitori e smettere di essere figli.

Non fateli i figli, che poi bisogna trasformare la coppia, bisogna ridarle forma, senso, consistenza e curarla e proteggerla come se anche lei fosse un figlio.

Non fateli i figli, o scoprirete che non avevate capito niente della vita, tutte le vostre certezze vacilleranno e si apriranno nuovi orizzonti.

Non fateli se avete paura del cambiamento.

Non fateli se temete di smarrirvi.

Non fateli se non siete pronti a sacrificare i vostri lussi.

Non fateli se non siete pronti a vedersi chiudere un’era e una nuova sconosciuta aprirsi.

Non fateli se avete paura di invecchiare.

Non fateli se avete paura di amare.

Ma se tutto ciò non vi appartiene, fateli e proteggeteli.

Fateli e curateli dal mondo circostante e da voi stessi, dai vostri punti oscuri.

Fateli e non perdete l’occasione unica e irripetibile di crescere con loro, di accettare la sfida della vita che si rinnova, che sorride impotente di fronte a ciò che non conosceva e non conoscerà mai finchè penserà di saper tutto.

I figli insegnano e la prima lezione riguarda il saper lasciare andare.

Lasciatevi andare e lasciate andare ciò che non serve.

Fateli i figli, e viaggiate leggeri, sospinti dal vento senza temere la meta, rimanendo collegati col movimento del viaggio.

Dolce, lento, sublime, incerto, viaggio della vita.

(Emily Mignanelli)

🖤 J. Machesy, Il bambino, la talpa,  la volpe e il cavallo.
22/11/2022

🖤

J. Machesy, Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo.

La donna che una volta madre smette di riposare, non riesce più ad andare in bagno da sola e cessa sostanzialmente di es...
20/11/2022

La donna che una volta madre smette di riposare, non riesce più ad andare in bagno da sola e cessa sostanzialmente di essere gran parte di quello che era fino a nove mesi prima, con tanto di applausi al suo sfinimento in sottofondo, rientra in una narrazione tossica della maternità che dovremmo combattere.
Non riposarsi non è un merito, ma un errore da correggere. Spesso è una colpa di chi le sta accanto e non fa la sua parte, non le permette di prendersi lo spazio di cui ha bisogno. È il segno di una lacuna da colmare a livello sociale e assistenziale, oltre che culturale. Dove c'è una madre esausta non c'è un'eroina da applaudire o su cui sorridere, ma una grave responsabiltà collettiva, che delega le funzioni di cura alle donne e poi guarda dall'altra parte, senza più preoccuparsene. Problema risolto, è bastato sacrificare le competenze, i sogni, le energie, la salute e il tempo delle donne.
Non riposare non è nobile e non rende nessuna una madre migliore, solo una persona che ha più probabilità di ammalarsi e di diventare infelice.

Rosapercaso

11/07/2022


𝐌𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚.

Non esiste un’età giusta per conoscere il mare, basta usare il buonsenso e prestare attenzione alle raccomandazioni.

▍𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗲̀, 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗲̀ (𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶 𝘃𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲!).

I bimbi di pochi mesi non vanno mai esposti al sole diretto, mi raccomando!
Non parliamo di quei pochi raggi di sole mentre si fa una passeggiata – quelli vanno bene – ma di evitare assolutamente di tenerli al sole per ore, soprattutto nelle giornate più calde.

Con un neonato, la spiaggia va bene solo al mattino presto o nel tardo pomeriggio/sera, mai nelle ore centrali!

Un trucco semplice? Esci con il tuo bimbo quando l’ombra è lunga: se invece è corta e dritta sotto i piedi, vuol dire che il sole è troppo forte.
Vestilo in modo leggero e mettili un cappellino.

Ricorda: stare sotto l’ombrellone non basta per proteggerlo del tutto!
Anche se ci sono le nuvole o siete all’ombra, i raggi del sole si riflettono comunque su sabbia, scogli e acqua… e arrivano lo stesso sulla sua pelle.

⚠️ Mai, mai e poi mai coprire il passeggino con stoffe o lenzuolini se il tuo bimbo è dentro! Anche se lo fai per proteggerlo dal sole, in realtà rischi di ottenere l’effetto opposto: la temperatura dentro il passeggino può salire tantissimo e trasformarlo in un vero e proprio “forno”.


ℒℯℊℊ𝒾 𝒶𝓃𝒸𝒽ℯ:
𝐂𝐚𝐥𝐝𝐨, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐨𝐳𝐳𝐢𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐥 𝐥𝐞𝐧𝐳𝐮𝐨𝐥𝐨.
www.facebook.com/100063767424770/posts/406836871451890

▍𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗶 𝗺𝗲𝘀𝗶.

Può sembrare strano, ma i neonati non devono usare la crema solare.

La loro pelle è molto più sottile e delicata rispetto a quella degli adulti, e ha anche una capacità di termoregolazione ridotta.
In più, le creme solari non sono abbastanza studiate per l’uso nei primissimi mesi, e si pensa che possano essere assorbite troppo facilmente dalla pelle.

Dai 6 mesi in su, sì alla crema solare 50+, ma prima di quell’età il vero punto è che il bimbo non dovrebbe mai stare al sole diretto, quindi il problema… non dovrebbe proprio porsi!

▍𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗯𝗮𝗴𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗲.

I bimbi di pochi mesi potrebbero anche fare il bagnetto in mare, ma… visto che non devono stare al sole diretto, che è meglio andare in spiaggia solo nelle ore più fresche e che la loro termoregolazione non è ancora al top, è importante usare sempre il buonsenso.

Tanto, per un neonato, non cambia molto tra sguazzare un po’ nel mare o in una bella vaschetta tiepida a casa.

Per i più piccoli, soprattutto sotto i 6 mesi, meglio optare per una semplice immersione parziale: piedini e gambine a mollo e via.
👉🏻 L’acquaticità neonatale si può iniziare già dai 3 mesi, ma solo in piscina con acqua calda, quindi in condizioni ben diverse dal mare.

Alcuni consigli utili:
▪️ Controlla sempre la temperatura dell’acqua: se è troppo fredda, molto meglio una piscinetta sotto l’ombrellone, magari con acqua scaldata dal sole.
▪️ Se l’acqua va bene, bagnalo gradualmente, per aiutarlo ad abituarsi. Bastano pochi minuti, visto che la loro termoregolazione è ancora immatura.
▪️ Dopo il bagnetto, risciacqua sempre con acqua dolce, così eviti irritazioni o arrossamenti sulla pelle delicata.

𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲!

👉🏻 Se il tuo bimbo ha meno di 5 anni, devi essere sempre in acqua con lui, anche in piscina. Mai lasciarlo da solo, perché può bastare pochissima acqua per essere in pericolo.

👉🏻 Attenzione a braccioli e ciambelle: non sono salvagenti, ma solo giochi d’acqua, e danno un falso senso di sicurezza. Quindi anche con quelli indosso, il bimbo non va mai lasciato solo.

👉🏻 Occhi sempre sul bambino quando è in acqua. Anche i bimbi che sanno nuotare possono affogare, e succede in silenzio: non urlano, non chiedono aiuto, non si agitano. Tutto può accadere in 20-30 secondi.

👉🏻 Se tuo figlio è in acqua, guardalo e basta. Niente chiacchiere, niente telefono, e soprattutto non lasciare la responsabilità a un fratello o sorella maggiore. La sorveglianza deve essere sempre quella di un adulto, presente e attento.

▶️ Fonte:
✍🏻 Dᴏᴛᴛ.ssᴀ Gɪᴜʟɪᴀ Aʟᴅᴇɴɪ
www.instagram.com/p/CDimNRClOdg/?igshid=YmMyMTA2M2Y=
✍🏻 Dᴏᴛᴛ. Mᴀʀᴄᴏ Nᴜᴀʀᴀ, Pᴇᴅɪᴀᴛʀᴀ
facebook.com/marconuara/photos/a.925398447517762/3322722387785344/?type=3
✍🏻 Sᴀʟᴠᴀᴍᴇɴᴛᴏ Aᴄᴀᴅᴇᴍʏ
https://fb.watch/e1mr88W9BP/
✍🏻 Cᴀʀʟᴀ Tᴏᴍᴀsɪɴɪ, Pᴇᴅɪᴀᴛʀᴀ
www.facebook.com/100044896638903/posts/594666948706521
✍🏻 Cʟᴀᴜᴅɪᴏ Oʟɪᴠɪᴇʀɪ, Cʜɪʀᴜʀɢᴏ Pᴇᴅɪᴀᴛʀɪᴄᴏ
www.instagram.com/reel/CrrAsQarpcN/?igshid=YmMyMTA2M2Y=
www.instagram.com/reel/Crl0CV-Nqxg/?igshid=YmMyMTA2M2Y=

📷 Paula Kuka • translation by Mum's Mood
29/06/2022

📷 Paula Kuka • translation by Mum's Mood

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70043

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