12/01/2026
A cura della dottoressa Stefania Mineo
🍕 Perché non riusciamo a smettere di mangiare dopo le feste?🧠
Finite le vacanze ci ripromettiamo di tornare ad un regime alimentare equilibrato, eppure il nostro corpo sembra remarci contro. Ci ritroviamo ad aprire in continuazione la dispensa alla ricerca di qualcosa di sfizioso. Gli spuntini che prima delle feste ci sembravano appaganti, quali lo yogurt o la frutta fresca, sembrano improvvisamente poco attraenti.
Cosa sta succedendo? Non è mancanza di forza di volontà. È pura neurobiologia. 🧠✨
Il "colpevole" nel nostro cervello: il Nucleo Accumbens (NAc)
Dietro questo desiderio irrefrenabile c'è il Nucleo Accumbens, il vero "centro del piacere" del cervello.
🔹 Il Motore della Ricompensa: quando mangiamo cibi saporiti (ricchi di grassi e zuccheri), il NAc rilascia dopamina. Questo genera una gratificazione così intensa da essere simile a quella delle sostanze che creano dipendenza.
🔹 Memoria del Piacere: il nostro NAc ha "imparato" che i cibi delle feste sono estremamente gratificanti e ci spinge a cercarli di nuovo, trasformando un semplice desiderio in una vera "fame chimica".
🔹 Circuiti Alterati: il consumo di cibi grassi e zuccherati ha temporaneamente alterato la nostra percezione dei sapori. Ecco perché una mela ora ci sembra "noiosa": il cervello ha alzato l'asticella del piacere e richiede stimoli più forti.
⚠️ Il Cortocircuito: Piacere vs Controllo🧠
Mentre il Nucleo Accumbens preme sull'acceleratore del desiderio, il nostro sistema di regolazione entra in crisi. In pratica, mentre il centro del piacere ci spinge a mangiare di continuo, la Leptina — l'ormone che dovrebbe frenarci — va completamente in tilt. Ci ritroviamo in un vicolo cieco biologico: il desiderio aumenta proprio quando il segnale di sazietà smette di funzionare.
Resistenza alla Leptina: il nostro "freno" interrotto 🛑
La Leptina è l'ormone prodotto dal tessuto adiposo che informa l'ipotalamo che le riserve energetiche sono sufficienti. Ma dopo pochi giorni di eccessi, il segnale si "inceppa":
🔸 Il blocco dei Trigliceridi: l'aumento di grassi e zuccheri alza i trigliceridi nel sangue. Questi agiscono come un muro, impedendo fisicamente alla leptina di entrare nel cervello per dire "sono sazio".
🔸 L’infiammazione: l'eccesso di cibo genera una neuro-infiammazione temporanea che ignora i segnali di stop. Il cervello percepisce una falsa carestia e ci spinge a mangiare ancora per "sopravvivere".
🛠️ La nostra strategia di rientro: resettare i circuiti
Non dobbiamo fare digiuni punitivi, ma disinnescare questo meccanismo:
✅ Svezzamento dal dolce (10-14 giorni): la nostra percezione del gusto è plastica. Riducendo gli zuccheri per due settimane, i recettori si rigenerano e la frutta tornerà a sembrarci dolcissima.
✅ Potenziare la sazietà con le Proteine: aggiungere proteine ad ogni pasto attiva gli "ormoni della sazietà" (CCK, PYY e GLP-1) e spegne la Grelina, responsabile del "buco nello stomaco".
✅ Fibre e Riposo: le fibre aiutano a "ripulire" il sangue dai trigliceridi, riaprendo la strada alla Leptina. Il sonno evita che gli ormoni della fame schizzino alle stelle.
Ascoltiamo il nostro corpo: non è semplice "gola", è un sistema biologico che va ricalibrato con pazienza. 🌿
E voi? Qual è il cibo che più vi sta mettendo in difficoltà in questi giorni? Scrivetemelo nei commenti! 👇