14/05/2023
Secondo i dati attualmente disponibili, la colpisce circa il 10-15% delle donne in .
Questa condizione, legata a fattori di rischio non solo psicologici ma anche e soprattutto socio-demografici e culturali, oltre ad impattare sulla salute psico-fisica della donna ed inevitabilmente sulle dinamiche familiari, può comportare conseguenze negative a lungo termine sullo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e comportamentale del bambino.
La post partum si manifesta, infatti, durante il primo anno di vita del bambino ovvero nel momento di massima dipendenza dalla madre e in cui è altamente sensibile alla disponibilità relazionale ed emotiva della figura di riferimento.
Date queste premesse, è chiara la necessità di interventi di prevenzione e presa in carico delle donne a rischio: al Dipartimento di Salute Mentale di Treviso è presente il Servizio di Psichiatria Perinatale impegnato nel progetto pilota “Progetto di diagnosi, cura e assistenza dei disturbi affettivi in gravidanza e nel post-partum” in stretta collaborazione con le Unità Operative di Ginecologia e Ostetricia, Neonatologia e Consultorio Familiare. Il progetto prevede attività di screening entro le 72 ore dal parto per intercettare donne a basso, medio e alto rischio di sviluppare la depressione post-partum e, di conseguenza, la presa in carico attraverso consulenze e percorsi di psicoterapia a seconda delle necessità.
Di seguito l'intervista alla dott.ssa Spano, dirigente medico del Dipartimento di Salute Mentale di Treviso (ULSS 2) e al dott. Busato, direttore dell'Unità Complessa di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. 👇
EDIZIONE STRAORDINARIA 13:30 | 09/05/2023 - Produzione MEDIANORDEST - Segui Antenna Tre anche sul digitale terrestre! Visita il sito www.antennatre.it