Dr. Giulio Mayer Chirurgo generale

Dr. Giulio Mayer Chirurgo generale Dal 1998 al 2016 è stato direttore della U. O.

Benvenuti nella pagina Facebook del Dr. Giulio Mayer, i miei contatti: dr.giuliomayer@gmail.com - giulio.mayer@aulss6.veneto.it
Consulenze specialistiche di chirurgia generale, epato-biliare, endocrinochirurgia, chirurgia vascolare, vulnologia. Il dr. Giulio Mayer è un medico chirurgo specialista in chirurgia generale, con particolare esperienza nella chirurgia endocrinologica, nella chirurgia laparoscopica e della parete addominale. Laureato col massimo dei voti in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Firenze, si è specializzato in Chirurgia Generale, nel 1994 sempre con il massimo dei voti. Vanta una carriera ricca di esperienze e master professionali all'estero tra cui: il Master europeo di chirurgia laparoscopica presso il Ninewells Hospital di Dundee (UK), stage di chirurgia generale e laparoscopica presso Columbia Medical College di New York (USA) e il Jackson Memorial Hospital di Miami (USA) e masterclass presso la Yeshiva University di New York (USA) e il Beth Israel Medical Center (Albert Einstein Medica College della Yeshiva University di New York). di Chirurgia Generale e mininvasiva della Casa di Cura Villa Fiorita di Prato; svolge la sua attività chirurgica in reparti a elevata intensità di cura.

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13/04/2021

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La prevenzione delle infezioni è la base di partenza per difenderci dalla pandemia e dalle infezioni incluse quelle correlate all'assistenza in questo evento parte della serie di webinar dell'OMS si parlerà del ruolo della varianti del COVID che destano maggiori preoccupazione

⏭ 21 aprile 20201 14.00-15.30
https://www.who.int/news-room/events/detail/2021/04/21/default-calendar/webinar-infection-prevention-and-control-and-public-health-and-social-measures-in-light-of-the-variants-of-concern

17/03/2021

“No matter what, a nurse will be at your bedside doing everything they can to save your life while risking their own lives as well as their families. Let our sacrifices become well worth the effort.”
Lo scorso anno nel Navajo Times l'infermiere Raymond Joe condivise questa sua prospettiva. E' scomparso il 19 dicembre ed è uno dei professionisti della sanità americana al quale, ieri, il New York Times ha riservato ampia memoria. Finirà anche tutto questo inferno, ma il nostro mondo, le nostre relazioni e le nostre vite saranno comunque profondamente cambiate.
E non mi pare in meglio.

22/12/2020
12/06/2020

Before the 1930s, many of those undergoing the most complicated surgeries died soon after. One gifted surgeon made a simple but drastic change which transformed healthcare.

L'edizione è del 1998 e già la grafica della prima di copertina la dice lunga sui contenuti.Le opere di Mirko Drazen Grm...
13/05/2020

L'edizione è del 1998 e già la grafica della prima di copertina la dice lunga sui contenuti.
Le opere di Mirko Drazen Grmek -forse il più importante storico europeo delle scienze biologiche e mediche tra XX e XXI secolo- meritano tutte una grande attenzione: i volumi de "La storia del pensiero medico occidentale" sono un classico che non può mancare nella biblioteca di un cultore appassionato.
Non ho ancora capito la pronuncia del suo cognome -mi pare difficilissima per il mio toscano- ma le sue opere sono chiare, dettagliate e autorevoli.
Sulle malattie in agguato poi, introducendo il concetto di "patocenosi", sembra il Mago Merlino della SARS-CoV-2, ma più di vent'anni fa.

Giornata internazionale dell'Infermiere.Il 12 di maggio è l'anniversario delle nascita di Florence Nightingale, che è fi...
12/05/2020

Giornata internazionale dell'Infermiere.
Il 12 di maggio è l'anniversario delle nascita di Florence Nightingale, che è fiorentina come me, nata a Villa La Colombaia sulla collina di Marignolle, abitando poi in Piazza Pitti, difronte al Palazzo Reale, il davanti del Giardino di Boboli per intenderci.
Anzi mi verrebbe da dire -come si fosse a tavola a casa mia-che Florence " e gliè una di dilà d'Arno": vi ho scritto una sorta di sillabazione, giacché "dilàddarno" andrebbe pronunciato tutt'attaccato e con una certa enfasi verso i "sanfredianini", come facciamo noi nati e cresciuti dalla parte di palazzo della Signoria...in opposizione storicamente nobiliare al "popolino" di San Frediano, epicentro del "dilà dell'Arno".
Questa sanfredianina, venuta al mondo in una comunità britannica con vere radici culturali e artistiche fiorentine, il suo mondo di allora lo ha profondamente vissuto e anche cambiato, migliorandolo per sempre. Del XIX secolo ha attraversato guerre e battaglie, vivendone gli aspetti letteralmente più dolorosi e sanguinosi, con un impegno straordinario, capace non solo di osservarne gli aspetti sanitari dei conflitti in essere, ma da quegli eventi trarne elementi scientifici fondamentali per l'assistenza ospedaliera. Non fu solo positivismo, fu la nascita di una nuova disciplina medica. Avete letto bene, medica, di una medicina già nuova allora, rivoluzionaria in epoca vittoriana per le implicazioni di riforma e progresso culturale cui dette origine per mente e mano di una donna...roba da non credere nella fine '800.
La tradizionale collocazione della figura e del pensiero della Nightingale all'interno delle "scienze infermieristiche" è riduttiva per la ragazza di San Frediano e per i suoi eredi, gli infermieri del mondo.
Il nuovo coronavirus-19 ha precipitato tutti in scenari di guerra e in un tempo così breve e violento che, dopo lo stupore e l'impotente incredulità iniziale, si è giunti davvero a sperimentare il limite di resistenza dei sistemi sanitari; i primi dispacci dal fronte mondiale però sono chiari: la vittoria è degli infermieri, senza dubbio l'urto maggiore l'hanno sostenuto e respinto loro, con risorse che forse non sapevano nemmeno di possedere. Ma che le hanno impiegate eccome, dimostrando che la Medicina capace di vincere è quella più vicina al Paziente, meno teorica, più efficace.
Florence Nightingale è tornata allora con la sua lanterna, illuminando un nuovo cammino per coloro che curano, i quali impareranno sempre di più che l'arte del guarire ha solide basi in quel particolare rapporto che si crea tra chi chiede e chi offre aiuto.
In tanti, troppi, hanno pubblicato foto di infermieri stanchi, stravolti, segnati in volto e addosso dai DPI e dalla gravità dei compiti assegnati. Dei quali io non li ho mai sentiti discutere, ma solo visti portare a termine.
Li vorrei onorare tutti oggi non con una faccia stanca, ma con un'immagine che ho già proposto: senza scomodare prossemica ed ergonomia, basta guardarli per capire che sono bravi e che ce la faranno. Li aspettiamo tutti.

Non sembri esagerato il paragone con la storia e la tradizione di Giovanni Battista Morgagni, ma in questa puntata emerg...
12/05/2020

Non sembri esagerato il paragone con la storia e la tradizione di Giovanni Battista Morgagni, ma in questa puntata emergono spunti così interessanti e stimolanti, non ultime l'umiltà e la competenza del Dr. Gianatti, certamente non comuni di questi tempi.

😷 All'inizio non sembrava una priorità: con centinaia di pazienti di COVID-19 ricoverati in reparto, perché preoccuparsi di fare l'autopsia su chi non ce l'aveva fatta? E invece.

🏥 All'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l'anatomopatologo Andrea Gianatti e i suoi colleghi si sono presto resi conto che la malattia colpiva in tanti modi diversi. E le autopsie erano una risorsa preziosa, anzi preziosissima, per comprendere gli effetti del nuovo coronavirus.

🗞 In quest'articolo Nature ripercorre l'esperienza che ha dato il la a decine di laboratori in tutto il mondo: https://www.nature.com/articles/d41586-020-01355-z

🎙 Il protagonista di questa storia oggi ai nostri microfoni: 11.30 Radio3

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Dirigente medico Unità di Chirurgia generale e d’urgenza - Dipartimento Area Chirurgica- Ospedali Riuniti Padova Sud, SS Regione del Veneto.

Principali aree di attività: chirurgia generale addominale e laparoscopica, endocrino chirurgia (tiroide e paratiroide), chirurgia del fegato e vie biliari, vulnologia (trattamento delle ferite difficili), gestione del Rischio Clinico in Chirurgia.