27/11/2025
CAVALCARE LA TIGRE
"Durante Navaratri Swamiji era solito istruirmi nel meditare su di una roccia che sovrastava una vallata immensa sprofondata nel letto del fiume Ganga.
Era la pratica più potente che avessi mai provato in vita mia, quasi una meditazione trascendentale con visualizzazione e mantra specifici.
Nel tantrismo si usa l’espressione “Cavalcare la tigre” per descrivere l’abbandono dell’ego e l’aver trasceso i propri desideri. L’impressione era quella di cavalcare un animale feroce indomabile per i sussulti che il mio corpo subiva che erano dilatati dalla pelle di tigre posta sotto al mio primo chakra.
Laggiù, nella vallata, il fiume impetuoso, scorreva in una cascata che si abbatteva sulle rocce provocando un enorme frastuono dell’acqua amplificato dall’eco delle montagne .
Durante questo periodo, nelle braccia delle montagne himalayane, la mia anima veniva piano piano purificata e la mia debole Shakti rafforzata dalle pratiche meditative e dal digiuno (upavasa) completo.
E’ attraverso questi rituali che appresi l’importanza di purificare il corpo con il digiuno, i Mantra, le puja, le abluzioni al fiume, i bagni rituali e le meditazioni sulla riva del fiume Ganga, invocando la forma manifesta di Shakti e mantenendo il silenzio e l’isolamento" .
-LA DANZATRICE TANTRICA - di Maya Swati Devi
Photo Credit - Marco Mudra
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