17/04/2026
S., 22 anni. Arriva in studio 3 mesi fa raccontando il suo senso di fallimento per il fatto di non riuscire più a frequentare l'Università, di non avere amici, di avere un fidanzato che la fa sentire trascurata e di mostrare disinteresse per qualsiasi attività le venga proposta di fare passando le sue giornate interamente in casa.
Man mano che sono passate le settimane e quindi gli incontri, S. ha ripreso gli studi, si è iscritta in palestra e ha fatto richiesta per svolgere il servizio civile che inizierà il mese prossimo.
Nella seduta di oggi mi dice che si è tesserata in un'associazione di giovani della sua città per partecipare attivamente all'organizzazione di eventi, ha riscritto ad una sua cara amica del Liceo con la quale aveva interrotto i contatti subito dopo il diploma per delle incomprensioni e ha rivelato chiaramente al suo fidanzato di non essere più innamorata di lui perché, dice, "ha troppo condizionato la mia vita negli ultimi 4 anni impedendomi di avere contatti con persone che non fossero quelle della mia cerchia familiare".
Abbiamo molto lavorato sulla figura di questo ragazzo che faceva passare atteggiamenti di controllo per "troppa premura" o "troppa preoccupazione" impedendole di fatto di avere amicizie, vivere liberamente la vita universitaria e, perché no, anche fare uscite o viaggi con le amiche che aveva fino a 4 anni fa.
Oggi, dopo 3 mesi, finalmente il sorriso è tornato in volto, la postura è più rilassata, i pensieri sono positivi e rivolti verso il futuro e il raggiungimento di obiettivi e c'è un viaggio in programma con la sua ritrovata amica ❤️
Ripartire dalle ceneri di ciò che è stato.
Consapevole.
Forte.
Libera.
Perché nessuna relazione di coppia sana fa sentire prigionieri 💪