Bianchi Manuela Psicologa

Bianchi Manuela Psicologa Psicologia, benessere della persona, emozioni,e non solo psicopatologia ma anche psicosomatica.

28/05/2024

Il Post-Razionalismo in psicologia è una prospettiva che sfida l'idea che la razionalità sia sempre la base principale del comportamento umano.

Sostiene infatti che le emozioni, le esperienze soggettive e il contesto sociale sono altrettanto importanti, se non di più, nel comprendere il comportamento umano.
In contrasto con il razionalismo tradizionale, che privilegia l’oggettività e la razionalità come fondamenti della conoscenza, il Post-Razionalismo si distingue per il suo approccio centrato sull’esperienza soggettiva e la pluralità delle prospettive, cioè pone l’accento sull’importanza di comprendere e dare significato alle esperienze individuali e alle diverse interpretazioni che ognuno dà della realtà.

👉 Per approfondire l’argomento, leggi l’articolo su State of Mind https://www.stateofmind.it/2024/05/post-razionalismo/

14/09/2023

“Dottoressa io vorrei capire, cosa si fa dallo ?”

Dallo psicologo accadono così tante cose, che non è semplice darvi voce senza cascare nell’elenco interminabile e riduttivo di formule risapute orientate generalmente alla dimensione della cura o del benessere.

Provo a raccontarvi quello che “a volte” succede.

A volte si spacca quell’armatura di paure che impedisce alla persona di capire che l’arte da imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti.

A volte si diventa capaci di accettare e trasformare le proprie sfortune in trampolino per aprire la testa e il cuore, riuscendo a trasformare il dolore della vita, i propri fallimenti, la propria inadeguatezza nelle proprie risorse migliori.

A volte si diventa anche capaci di affrontare la vita con coraggio, pur avendo la malinconia come compagna di cammino, e nonostante questo di creare tanta bellezza dentro di sé e intorno a sé.

A volte ci si spoglia delle menzogne che allontanano da sé, dalla vita, dagli altri. Così si risveglia la passione assopita, la propria originalità e si confina la paura di non essere abbastanza.

A volte si impara ad essere felici di essere al mondo come padroni del quotidiano e non stremati superstiti o pallide comparse.

Infine altre volte si impara a far entrare nella propria stanza solo chi ha il diritto di vedervi scoperti, senza difese, persino nudi.

( Daniela Uglia - Psicologa )

07/04/2023

Ricordalo oggi.
Sempre.

La legge Basaglia ha messo una fine ma da quella fine purtroppo un vero e proprio “nuovo inizio” non è stato mai realizz...
14/05/2022

La legge Basaglia ha messo una fine ma da quella fine purtroppo un vero e proprio “nuovo inizio” non è stato mai realizzato. Gli operatori della salute mentale sanno quanto sia difficile oggi poter far fronte a quelli che sono i reali bisogni dei persone che soffrono di un disagio mentale soprattutto grave è che spesso le famiglie vengono lasciate a se stesse senza strumenti e opportunità. Bisognerebbe ripensare , anzi oserei dire” Pensare” a nuovo modo per aiutare, che sia fatto di vera inclusione perché quella che vediamo oggi, ahimè soprattutto nel nostro territorio dove mancano servizi e progettualità , è piuttosto una forma diversa di emarginazione.

Ho iniziato con i pazienti con gravi disturbi psichiatrici.
Avevo 22 anni, rinunciai a un comodo tirocinio fatto di tre seminari a cui sarebbe bastata la sola firma di presenza, per passare i mesi di luglio e agosto in una clinica psichiatrica.
Quando varcai la porta d'ingresso chiedendo dell'ufficio dove avrei potuto trovare la mia tutor, mi fu subito indicata una porta chiusa e con pezzo di plexiglas leggermente opacizzato cui assolutamente non dovevo avvicinarmi.
Era “il reparto femminile”, qualcosa che doveva contenere qualcosa di così truce che in due mesi non ci metterò mai piede.
Mi era invece permesso di stare all'aperto o nella sala ricreativa, dove in genere potevano sostare i pazienti più tranquilli e dove volentieri si facevano incuriosire dalle nuove presenze.
Di tutti ricordo la gentilezza con cui salutavano e una certa timidezza nell'approcciarsi... non avevo il camice e forse qualcuno (più che legittimamente...) si sarà chiesto se fossi lì come paziente... Quando capirono che ero lì per imparare, furono molto d'aiuto.
C'era una donna che mi mostrò cosa significava essere in fase maniacale, un altro mi fece vedere quanto potesse essere difficile distinguere realtà e sogni, un altro mi mostrò la paura di morire. Mentre prendevamo un caffè in un momento di pausa, disse una frase che mi restò fissa in mente – Hai mai fatto caso che tanti di loro hanno iniziato a stare male dopo la prima grande delusione d'amore? -
Non so a cosa si riferisse di preciso o cosa l'avesse colpita effettivamente, sta di fatto che quello che a me restò in testa fu che in effetti c'era stato un momento prima e fuori dalla clinica anche per loro, in cui avevano avuto desideri simili ai miei. Di avere un amico sincero, qualcuno che li amasse per quelli che erano, di farsi la propria strada.
Eravamo tutti nella stessa clinica e mi chiesi cosa aveva fatto la differenza fra me e loro, per cui io non avevo perso la mia libertà.
L'ultimo giorno di tirocinio un coetaneo ricoverato da poco e che faceva sempre un sacco di casino, mentre ero in sala a salutare tutti, si zittì di colpo e mi disse “Vedi di non farti trovare qua dentro”.
Mi sono sempre chiesta se fosse la sua invidia nel vedere in me qualcosa che non poteva avere (la libertà) o se avesse intravisto qualcosa di sinistro nel mio sguardo.
Il 13 maggio di 44 anni fa veniva promulgata la Legge Basaglia, che avrebbe messo fine alla logica dei manicomi.
Una legge il cui spirito è incarnato dai tanti operatori della salute mentale che in condizioni spesso risicate fanno continuamente lo sforzo di tenere la persona al centro, oltre l'etichetta di una diagnosi.
Legge che è ancora lontana da trovare piena espressione, perché ancora troppo poco facciamo per la salute mentale, non solo per prevenire il disagio, ma anche per dare una vita dignitosa e serena a chi comunque da quel disagio non può sfuggire mai totalmente.

22/01/2022

quando i bambini sono in piena crisi emozionale, un abbraccio stretto, prolungato e occhi negli occhi pu? sbloccare la situazione.

Tutti i bonus possibili sono stati approvati, questo che poteva davvero essere un aiuto per tutta quella gente che il pr...
08/01/2022

Tutti i bonus possibili sono stati approvati, questo che poteva davvero essere un aiuto per tutta quella gente che il privato non se lo può permettere è stato bocciato. Nel pubblico mancano tempi e risorse umane per poter rispondere adeguatamente a quella che sta diventando una vera emergenza sociale.

BONUS PSICOLOGO "150 euro non sarebbero bastati. Situazione devastante tra gli under18: non c’è più molto tempo per arginare il malessere dei nostri figli”

Quante volte in terapia viene chiesto perché non riesco a trovare nessuno ? Perché i miei rapporti falliscono sempre? Pe...
27/11/2021

Quante volte in terapia viene chiesto perché non riesco a trovare nessuno ? Perché i miei rapporti falliscono sempre? Perché mia moglie/mio marito non è come vorrei che fosse? Esiste la persona giusta ?
“Noi non abbiamo bisogno dell’altro, noi vogliamo stare con quella persona. Noi possiamo saltare da soli, il nostro partner non è il nostro appoggio o le nostre gambe, è un in più, non un limite”

Esiste la persona giusta?

La persona giusta si trova, si scopre e non si cerca. In amore, chi cerca non trova perché è condizionato dal bisogno di trovare e vedrà nell’altro quello che vuole vedere, quello di cui ha bisogno, mettendo in secondo piano la visione di insieme.
La persona giusta non ha bisogno di parole, sa e rispetta anche i nostri silenzi e le nostre pause. Non ti fa sentire fuori luogo, vede te e non ciò che fai e i tuoi “difetti” sono le tue particolarità e unicità.
Con la persona giusta ci sentiamo liberi di essere noi stessi. Cambia la percezione del tempo che passa senza accorgersene. Vorresti che quei momenti non avessero una fine e che il tempo si fermasse.
Quando c’è un vero legame, non esistono i vuoti e la solitudine.

La persona giusta si mette in gioco, gioca con te, cresce con te e cambia con te. È come la corsa con il sacco. All’inizio quando si è in due dentro un sacco si cade, si inciampa perché uno è più veloce, salta più in alto, è più coordinato e si cade e si ricade. A furia di cadere si impara a saltare insieme verso la stessa direzione, le menti si sincronizzano e diventa un movimento coordinato. Non esiste la persona perfetta, diffidate da chi sembra cucito su misura per voi, i rapporti più solidi e duraturi si co-costruiscono. Anche quando si è imparato a saltare insieme può capitare che di cadere, che ci siano fasi dove non si perde la sincronizzazione e l’armonia. Non significa che abbiamo sbagliato e che non vada più bene, la vita è una continua crescita, è un continuo riaggiustare il tiro. A volte dobbiamo aspettare i tempi dell’altro, altre dargli una mano senza sostituirci a lui, ci sono fasi della coppia di crisi che servono per rinnovarsi, crescere e ripartire più consapevoli di prima. Noi non abbiamo bisogno dell’altro, noi vogliamo stare con quella persona. Noi possiamo saltare da soli, il nostro partner non è il nostro appoggio o le nostre gambe, è un in più, non un limite.

10/11/2021

“Non si può trasformare il buio in luce e l’apatia in movimento senza emozione”
Carl Gustav Jung

20/07/2021
12/06/2021

Mi ricordo ancora quella br**ta sensazione sulla mia pelle. Quelle forze interne in contrasto che mi impedivano di decidere e mi immobilizzavano. La paura, da una parte, che mi diceva di non farlo. La voglia di farlo, di superare quel limite, dall’altra parte del ring interno. Più mi affacciavo per guardare di sotto, più la paura mi bloccava. Nella mia testa si alternavano frasi che si prendevano a pugni: “Sì, lo faccio, ora mi butto!”, “No, non ci riesco, ho paura”. Nel mentre vedevo gli altri che ci riuscivano, li invidiavo, erano carichi di adrenalina, erano liberi. Uno di loro mi disse di buttarmi, che era tutto nella mia testa, che vedevo solo gli aspetti negativi, che mi stavo facendo guidare dalla paura e che ero stata coraggiosa tante volte nella vita e che forse ora, mi stavo dimenticando che anche io potevo farcela, ma mi stavo autoconvincendo che non ce l’avrei fatta. Quelle parole hanno fatto scattare una molla nella mia testa, ho iniziato a correre senza dare spazio alla paura e mi sono lanciata. Tremavo come una foglia, ma in quel momento ho vinto, ho superato i miei limiti e da lì in poi, ogni volta che mi sento sull’orlo di dovermi lanciare andare, di dover osare, ripenso a quei momenti e mi ricordo del potere della mente e che ce la posso fare. Mi sarei persa tantissime sensazioni ed emozioni se non lo avessi fatto perché da lì in poi ho cercato sempre nuovi limiti, di salire più in alto, sempre nuove paure e ho capito che niente è impossibile se la nostra testa ci dà il permesso di vivere. I limiti ce li mettiamo da soli e ci costruiamo le scuse per giustificare le nostre paure e i nostri comportamenti. Ovviamente non ci si butta nel vuoto, quello non è coraggio, è incoscienza. Ho studiato il terreno prima di camminare e poi sono andata. Solo così non ti ferma più niente e nessuno.
Ah dimenticavo… quella persona era dentro di me, era una parte di me che pensavo di non avere, come tanti di voi, ma che invece è lì, dentro di noi, dobbiamo solo imparare a farla parlare e ad ascoltarla.

Maura Manca

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Monte San Giovanni Campano, Via Mastrazze
Monte San Giovanni Campano

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+393807194328

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