13/02/2026
Lo sport è sacrificio.
Lo sport è una battaglia contro se stessi.
Lo sport è rinuncia.
Quante volte abbiamo letto frasi di questo tipo?
Ammettiamolo: ci piace raccontare lo sport con toni quasi tragici, come se fosse un’attività gravosa che dobbiamo sforzarci di fare ogni giorno.
Certo, un fondo di verità c’è: lo sport richiede sudore e fatica. Non è un’attività “comoda”, e su questo non c’è dubbio. Eppure, ho come l’impressione che, a volte, lo utilizziamo per darci un tono.
Sottolineandone la pesantezza, infatti, finiamo per affermare, implicitamente, la forza, la resistenza e perfino l’eroismo di chi lo pratica. E quindi, in fondo, di noi stessi.
In questo modo, però, rischiamo di smarrire una consapevolezza fondamentale: poter fare sport è, prima di tutto, una fortuna.
Infatti, non tutti hanno questa possibilità: chi per problemi di salute, chi per motivi economici, chi per mancanza di tempo, chi perché vive in contesti svantaggiati in cui l’accesso all’attività sportiva non è un diritto, ma un privilegio.
Insomma, il pericolo di raccontare lo sport solo come un sacrificio è quello di farlo passare unicamente come una scelta che siamo chiamati a compiere, dimenticando invece che è anzitutto una possibilità che ci viene concessa. Dalla natura, dal destino o dalla società.
E, attenzione: questa ammissione è importantissima. Perché se ci riduciamo a etichettare come “eroi” tutti quelli che praticano sport, e come “sfaticati” tutti quelli che non lo fanno, allora rischiamo davvero di perdere di vista che lo sport non è sempre e soltanto una questione di volerlo fare, ma anche di poterlo fare.
Lo so, è naturale dare per scontato ciò con cui nasciamo. Se ci pensate bene, è quello che accade coi diritti: se nasci in una società libera, ad esempio, tendi a considerare la libertà come qualcosa di ovvio. Ma ovvia non è. Ed è proprio il riconoscimento della fortuna di possederla che ci spinge ad apprezzarla davvero, e a lottare per chi non ce l’ha.
La stessa cosa, credo, vale per lo sport: ammettere di essere fortunati a poterlo praticare non lo sminuisce, ma ci porta ad amarlo ancora di più.
Il Saggio dello sport