Psicologo Psicoterapeuta Dott.ssa Silvia Artuso

Psicologo  Psicoterapeuta Dott.ssa Silvia Artuso Contatta la Dott.ssa Silvia Artuso email silviartuso@gmail.com, www.silviartuso.it

a Montebelluna e Bassano sostegno clinico-psicologico all'adulto e bambino, disturbi d'ansia, disturbi psicosomatici, disturbi affettivi dell'umore, disturbi del sonno. a Bassano del grappa ricevo presso Poliambulatorio Biomedica Viale Vicenza e Poliambulatorio Ognissanti in via Ognissanti

Per affrontare il disagio psicologico legato al periodo di emergenza Coronavirus, metto a disposizione la possibilità ai...
15/03/2020

Per affrontare il disagio psicologico legato al periodo di emergenza Coronavirus, metto a disposizione la possibilità ai miei pazienti e a coloro che ne avessero bisogno di contattarmi attraverso sedute on-line tramite i seguenti canali gratuiti on-line: Skype (https://www.skype.com/it - utente silviartuso), Google Hangouts (https://hangouts.google.com è necessario avere un account google e usare browser CHROME) e Whatsapp (https://www.whatsapp.com).
Nell’attesa che la situazione rientri alla normalità, rivolgo un caro saluto a tutti i miei pazienti.

Soddisfare i propri bisogni psicologici all’interno o all’esterno della relazione con il partner: quali gli effetti sull...
16/11/2019

Soddisfare i propri bisogni psicologici all’interno o all’esterno della relazione con il partner: quali gli effetti sulla stabilità della coppia?

Un recente studio ha approfondito i possibili effetti del soddisfacimento dei bisogni psicologici all’esterno della coppia sulla sua qualità e stabilità

DOMANDA DI AIUTO: COME, QUANDO, PERCHÉCiò che viene compromesso è il senso del proprio benessere emotivo. All’improvviso...
09/10/2018

DOMANDA DI AIUTO: COME, QUANDO, PERCHÉ

Ciò che viene compromesso è il senso del proprio benessere emotivo. All’improvviso si percepisce che qualcosa non va, si avverte disagio, si soffre spesso senza comprendere il motivo”.

Non è facile individuare le componenti che sostengono la motivazione alla richiesta di aiuto psicologico. Generalmente esiste un margine di tempo abbastanza importante tra l’emergenza di un certo disagio e il momento in cui il paziente decide di apprestarsi ad iniziare un percorso psicologico.
Esiste tuttora una certa resistenza socio-culturale nell’ammettere di avere bisogno di aiuto, che però si è ridimensionato rispetto al passato.
Riconoscere di “avere bisogno di aiuto e sostegno”comporta spesso l’elaborazione di uno stato di fragilità personale: il soggetto percepisce di non riuscire a farcela con le proprie forze, talvolta si vergogna e sente in colpa perché ritiene di non avere abbastanza risorse nell’affrontare il proprio disagio psicologico.
Da qui, di conseguenza, ne derivano spesso stati di ansia e depressione, senso di inadeguatezza, rabbia.

Talvolta può accadere che la persona arrivi al bisogno di chiedere aiuto sull’onda di un momento critico della propria vita: una crisi relazionale, l’insorgenza di un sintomo, difficoltà lavorative o altro. Generalmente, in tali casi, la richiesta volta al professionista è di essere liberati quanto prima dalla “causa del disturbo” per poter riprendere in mano la propria vita.
In tutto ciò, una parte significativa svolta dal terapeuta riguarda la riformulazione della richiesta di aiuto, laddove diviene importante svelare insieme al paziente gli aspetti personali apparentemente privi di una reale focalizzazione sul problema e non sempre direttamente evidenti circa il disagio riportato in terapia.
La chiarezza di tutto quello che un trattamento implica risulta importante per stabilire “la compliance”, ovvero l’iniziale adesione del paziente al percorso psicologico.

In definitiva, il momento dell’incontro con il paziente dovrebbe essere letto e vissuto come uno spazio di interazione e accoglienza tra chi è portatore del disagio e chi se lo prende in carico. La dimensione affettivo-relazionale rappresenta uno dei fattori significativi che andranno ad interferire sulla fedeltà del paziente al trattamento terapeutico e sugli obiettivi che lo stesso intende raggiungere.
Pertanto si tratta di sottolineare l’importanza dell’alleanza terapeutica nella definizione della buona riuscita di un percorso psicologico.

Psicologo Psicoterapeuta Dott.ssa Artuso Silvia

La motivazione al trattamento in psicoterapia “Sembra essere impossibile fino a quando non viene fatto” (Nelson Mandela)...
08/03/2018

La motivazione al trattamento in psicoterapia

“Sembra essere impossibile fino a quando non viene fatto” (Nelson Mandela)

Da numerosi studi è stato riscontrato come il cambiamento risulti essere un fattore di primaria importanza nell’ambito della cura alla persona.
Quando una persona si rivolge ad uno psicoterapeuta per i propri problemi, mostra una certa disponibilità al cambiamento. Questo risulta generalmente influenzato dall’ansia e dal timore nei confronti del cambiamento stesso e dal grado di rigidità delle proprie convinzioni e abitudini di pensiero.
Inoltre, persone che chiedono aiuto per un certo problema mostrano diversa disponibilità a modificare alcuni personali pensieri ed atteggiamenti rispetto a chi chiede aiuto per altre tipologie di disturbi. Ad esempio, chi chiede di essere aiutato per un disturbo di panico dimostra, in genere, una motivazione più alta al cambiamento rispetto a coloro che chiedono aiuto per il trattamento di una qualche forma di dipendenza. Ciò che principalmente determina tali differenze nell’approccio al trattamento sta nel fatto che alcuni disturbi hanno maggiori caratteristiche di “egosintonia”, ovvero che alcune forme di disagio rispetto ad altre non vengono percepite come “corpi estranei” dalla persona stessa, come problemi da superare, come condizioni invalidanti. Vengono, al contrario, visti come “ego sintonici”, cioè parti di sé e come naturale conseguenza del proprio modo di essere (ad es. nei Disturbi Alimentari). In casi simili, spesso la persona non entra in terapia per risolvere il proprio problema, quanto piuttosto per soddisfare le pressanti richieste dei familiari.
In altri tipi di disturbi, invece, è il paziente stesso a decidere di intraprendere un percorso di cura ma, talvolta, inizialmente non ha una motivazione centrata sulla soluzione del problema: la richiesta rivolta al terapeuta è di alleviare la propria sofferenza psicologica.

Ma come funziona un percorso volto ad un processo di modificazione nel paziente e da che cosa dovremmo partire per attuarlo?
Dalla mia esperienza passata e presente riscontro che il fattore predittivo più importante per l’esito positivo della terapia è rappresentato dalla motivazione al cambiamento da parte del paziente. Nella media delle terapie medio-brevi, quali ad esempio, la terapia cognitivo-comportamentale, è più probabile che i risultati siano rapidi e a lungo termine in quei pazienti che si dimostrano impegnati con il terapeuta a raggiungere determinati obiettivi prefissati e concordati.
Al fine del raggiungimento di tali obiettivi, è indispensabile possedere innanzitutto un buon livello di motivazione: con questo termine, intendiamo descrivere uno stato interno che attiva, dirige e mantiene nel tempo il comportamento di un individuo.
A tal proposito, è utile identificare due principali tipi di motivazione, cioè quella intrinseca e quella estrinseca.
Con la prima, si intende quella spinta ad attivare determinate risorse interiori generata da un insieme di caratteristiche ed esperienze personali dell’individuo (es. impegnarsi in un’attività perché la riteniamo stimolante e gratificante in se).
La motivazione estrinseca, invece, si determina in una certa situazione in base a delle spinte esterne alla persona (es. impegnarsi in una certa attività per motivi diversi dalla cosa in se).

“La motivazione al cambiamento è una spinta che dipende dal grado in cui la persona riesce ad accorgersi degli aspetti negativi della propria condizione attuale”

articolo scritto da Psicologo Psicoterapeuta Dott.ssa Artuso Silvia il 26/02/2018

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Martedì 10:00 - 17:00
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