20/03/2026
Il senso d’ appartenenza ci porta a stare insieme ad un gruppo di persone che può essere la famiglia ,una comunità, , una nazione, un team di lavoro, amici o un’ associazione. Può capitare di trovarci ad affrontare comportamenti ingiusti da parte delle altre persone, che possono essere morali, fisici o verbali. Nel bisogno naturale di stare nel gruppo possiamo non riconoscere tali atteggiamenti, sminuirli o per giunta giustificarli, nascondendo a noi stessi per primi il disagio e la sofferenza che ci portano, arrivando perfino a provare colpa per l’ avvenuto. Si arriva alla disistima di noi stessi , sentendoci limitati nell’ azioni e scoraggiati nelle scelte che si vuole fare. Così nel bisogno d’ appartenenza non riusciamo ad allontanarci dal gruppo disfunzionale. Abbiamo paura di tradire le persone, le promesse fatte, peggio ancora perdere la nostra identità costruita sul loro consenso e il nostro bisogno di riconoscimento.
Eppure c’è qualcosa che ci spinge ad uscire da questo sistema, allontanarsene e scoprire l’ altro aspetto di noi stessi, libero dalle maschere e vivere la propria vera vita, Siamo grati a questa situazione che ci spinge a lasciare la nostra zona confort, a scoprire le nostre dinamiche limitanti e farne esperienza.
Le costellazioni familiari ci possono accompagnare in questo passaggio nell’ accoglienza e nel rispetto di tutte le persone coinvolte. Incontriamo l’ altro e noi stessi nella personalità di ciascuno accettandone ogni aspetto e cercando di essere liberi da qualsiasi forma di giudizio. Tutto questo ci permette di vivere un sentimento d’ amore che libera tutti.
Con amore, gioia e gratitudine.
Marina Scarsi