14/12/2025
🚨 𝐎𝐌𝐎𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐅𝐎𝐁𝐈𝐀 𝐈𝐍 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀: 𝐔𝐍'𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐎𝐂𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐍𝐄𝐆𝐀𝐓𝐀 🚨
Il 2025 sta per concludersi e nei prossimi mesi saranno disponibili i dati ufficiali completi sull'andamento delle violenze omofobe e transomofobe in Italia.
Ma le cronache di questi mesi parlano già con chiarezza : 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲̀ 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 .
Quello che emerge giorno dopo giorno da notizie, segnalazioni e monitoraggi indipendenti non è un'eccezione statistica, ma un declino strutturale della sicurezza e della tutela dei diritti per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, q***r e intersex.
📊 𝐂𝐈𝐎̀ 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐀𝐏𝐏𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐆𝐈𝐀̀
Tra maggio 2024 e aprile 2025 , il progetto Cronache di Ordinaria Omotransfobia ha documentato 105 episodi di violenza , con 154 persone coinvolte .
Il 58% dei casi riguarda aggressioni fisiche , il 36% violenze non fisiche come insulti e minacce. In alcuni episodi il pregiudizio omotransfobico è stato associato anche a suicidi e omicidi .
Nei primi 20 giorni del 2025 sono state registrate almeno 5 aggressioni , mentre il numero complessivo delle vittime censite nel periodo di osservazione più ampio arriva a 157 persone . Numeri parziali, ma già indicativi di una tendenza preoccupante.
Nel corso del 2025 – così come nella parte finale del 2024 – si sono moltiplicati:
– pestaggi in strada o all'uscita da locali
– aggressioni a coppie visibilmente LGBT+
– violenze contro donne trans, incluse persone minorenni
– atti di vandalismo e intimidazione contro spazi e simboli LGBT+
– aggressioni verbali e fisiche amplificate attraverso i social media
Tra gli episodi più recenti:
– Roma, stazione Termini : una giovane coppia insultata, minacciata e colpita con calci per un chiaro movente transfobico
– Treviso : quattro giovani aggrediti da una gang di dieci persone; insulti omofobi seguiti da un pestaggio che ha causato fratture allo zigomo e alla mandibola
Nel solo 2024 , secondo monitoraggi civici e associativi, oltre 3.600 persone hanno subito violenze omofobe o transomofobe in Italia: una media di un'aggressione ogni due giorni . Il 2025, dai dati parziali e dalle cronache, non mostra segnali di inversione .
Le associazioni segnalano inoltre un forte aumento delle richieste di aiuto legate a discriminazioni, minacce online, stigma sociale e bullismo , soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
👥 𝐂𝐇𝐈 𝐕𝐈𝐄𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐈𝐓Ə
Le vittime sono spesso persone colpite per l'aspetto, l'espressione di genere o l'identità percepita.
Le persone trans e non binarie mostrano sproporzionatamente esposte alla violenza , con conseguenze gravi sulla sicurezza personale, sulla salute mentale e sulla possibilità di vivere liberamente lo spazio pubblico.
𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀𝐍𝐎
In attesa dei dati ufficiali del 2025, resta un fatto politico evidente:
l'Italia continua a non avere una legge specifica contro l'omotransfobia . Le tutele sono frammentarie e insufficienti, e questo pesa sulla prevenzione, sulla raccolta dei dati e sul riconoscimento del movimento d'odio.
Il clima culturale e politico dell'ultimo anno ha spesso delegittimato le istanze delle persone LGBT+ , limitato l'educazione alle differenze e contribuito a rendere l'odio più accettabile nello spazio pubblico.
𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐄𝐎
Secondo ILGA-Europe, l'Italia si colloca ancora tra i Paesi con le tutele più deboli in Europa , intorno alla 35ª–36ª posizione su 49 , con un livello di protezione legale di poco superiore al 24%, a fronte di una media europea superiore al 70%.
In attesa dei numeri ufficiali, le cronache raccontano già abbastanza :
una violenza che non è solo fisica, ma sociale, culturale e istituzionale .
Una violenza che colpisce le persone e le famiglie, e che non può essere minimizzata.
✊ 𝐍𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 “𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨”.
𝐄̀ 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐦𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐨𝐫𝐚 .
💙 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚.
Fonti:
Rapporto nazionale sui detenuti LGBTIQ 2025
ZetaLuiss - Italia e violenze omofobe 2025
Omofobia.org, cronache 2024-2025
Instagram - monitoraggio del 2024
Eurobarometro e rapporto ILGA-Europa 2025