Kinesis SRL

Kinesis SRL Dal 1999 servizi di Fisioterapia manuale/strumentale e Attività Fisica Adattata Rieducativa e Preventiva

VALUTARE-RIEDUCARE-PREVENIRE

La nostra filosofia di lavoro, riassunta in queste tre semplici parole, prevede una precisa sequenza operativa attraverso la quale il cliente/paziente viene avviato ad un percorso riabilitativo solo dopo che sono state valutate attentamente in fase iniziale le sue individuali limitazioni fisiche . Questo permetterà di predisporre con maggior precisione il programma di

lavoro e alle diverse figure professionali (Fisioterapista e Chinesiologo) di interagire nel modo più armonico.

Recupero biologico dei tessuti . Concetto che rimane difficile da  accettare per molti pazienti .Lettura straconsigliata
01/05/2026

Recupero biologico dei tessuti . Concetto che rimane difficile da accettare per molti pazienti .

Lettura straconsigliata

🦴 “Dottore, ma posso già usare il braccio?”

È la domanda più pericolosa dopo una riparazione artroscopica della cuffia dei rotatori.

La risposta vera è questa:
👉 il tendine non è ancora guarito, anche se tu ti senti meglio.



⏳ Il punto chiave (che molti sottovalutano)

Quando noi chirurghi riattacchiamo il tendine all’osso,
non “incolliamo” qualcosa di già pronto.

👉 Creiamo le condizioni perché il corpo ricostruisca un nuovo legame biologico.

E questo processo è lento.

* Il tendine inizia ad aderire all’osso nelle prime settimane
* Ma una guarigione strutturalmente valida richiede almeno 3–4 mesi (≈120 giorni)
* Il recupero completo può arrivare anche a 6 mesi o più 



⚠️ Il problema vero: ti senti meglio prima di essere guarito

Ed è qui che si sbaglia.

* Il dolore diminuisce
* Il movimento migliora
* Ti sembra “di poter fare”

👉 Ma il tendine non è ancora biologicamente forte



📚 Cosa dice la letteratura

* La maggior parte dei pazienti recupera funzione tra 3 e 6 mesi 
* Il periodo più critico per fallimenti (re-rotture) è proprio tra 3 e 6 mesi 
* Una riabilitazione troppo aggressiva può aumentare il rischio di re-tear 
* Protocoli più “protettivi” favoriscono una migliore guarigione tendinea 



🧠 Tradotto in modo semplice

👉 Nei primi 120 giorni
stai costruendo una cicatrice biologica che deve diventare forte.

Se la stressi troppo presto:

* si allunga
* si indebolisce
* o si rompe di nuovo



🎯 Il concetto fondamentale

Non devi pensare:

❌ “Mi sento bene → posso fare”

Devi pensare:

✅ “Sto guarendo → devo proteggere”



🧩 La verità che pochi dicono

La chirurgia è solo metà del lavoro.

L’altra metà è:
👉 disciplina nei 4–6 mesi dopo l’intervento



💬 Messaggio finale

Se hai fatto una cuffia dei rotatori:

👉 i primi mesi decidono il risultato finale

Non è il dolore che devi ascoltare.
È la biologia del tendine.

24/04/2026
PRENDERE NOTA
17/04/2026

PRENDERE NOTA

"Sollevare pesi è meglio del cardio per perdere grasso."

Sembra quasi una grossa bufala...ma se si guardano i dati, c'è una buona ragione per cui molti professionisti competenti lo dicono.

Cominciamo a dire che non esiste il bianco e il nero, quindi hanno entrambi torto sia quelli che dicono che l'aerobica non serve o al contrario che i pesi sono inferiori nella perdita di grasso

✅Un nuovo studio ha confermato in modo molto chiaro (PMID: 41625248) un aspetto importante.

🔎I ricercatori hanno infatti sottoposto i soggetti a:

→ Un deficit calorico di circa 500 kcal al giorno

→ Un'assunzione di circa 1,5 g/kg di proteine

→ Divisi in 3 gruppi:

• Nessun esercizio fisico

• Allenamento aerobico AR (150-250 min/settimana)

• Allenamento contro resistenza RT (2-3 volte a settimana)

🔬Ecco cosa hanno scoperto:

tutti i gruppi hanno perso peso❗

🗣️Ma la composizione di quella perdita di peso era molto diversa:

📌Gruppo allenamento contro resistenza

→ Ha perso la maggior quantità di massa grassa

→ Ha conservato (e in alcuni casi leggermente aumentato) la massa magra

📌Gruppo aerobico

→ Ha perso grasso, ma anche parte della massa magra

📌Gruppo di Nessun esercizio

→ Ha perso un po' di grasso, ma ha perso la maggior quantità di massa magra in rapporto alla perdita di peso totale rispetto agli altri gruppi

🔎Perché è importante:
Non tutta la perdita di peso è uguale.

⛔Se perdi più massa magra:

→ Il tuo metabolismo rallenta maggiormente (PMID: 3592619) ed esteticamente sarai meno in forma.
→ Apparirai più "morbido" a parità di peso corporeo

→ Potresti essere più incline a riprendere grasso in seguito (PMID: 29559726)

✅Se preservi la massa magra:

→ Mantieni meglio il tuo metabolismo (PMID: 2243122)

→ Apparirai più snello a parità di peso

→ Migliorerai i risultati a lungo termine (PMID: 7632212 e 12609816)

Quindi no, l'attività cardio non è inutile❗

Ma se il tuo obiettivo è una perdita di peso di alta qualità (massimizzare la perdita di grasso, minimizzare la perdita di massa muscolare) allora
🧠l'allenamento con i pesi dovrebbe essere la base del tuo allenamento e il cardio uno strumento che puoi aggiungere per creare un deficit energetico idoneo alla perdita di grasso.

🏃🏻‍♂️Il cardio risulta molto importante per varie ragioni , non da ultimo per la maggiore salute dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule collegate sempre di più alla longevità e alla durata di vita di qualità ....ma questo è un altro discorso.

Pesi+aerobica = 🔑

Marco Di Ruscio Nutrizionista, Trainer 🇮🇹

24/03/2026

Martedì 24 Marzo , ore 20.30 Sala Civica Corte delle Filande .

Ringraziamo il Comune di Montecchio Maggiore e in particolare il suo Ufficio Cultura per averci coinvolto all'interno di un ciclo di serate a carattere divulgativo .

Vi aspettiamo

Repetita iuvant dicevano dalle parti di Roma  duemila anni fa . E allora dai , proviamo anche noi ad insistere .Le evide...
30/01/2026

Repetita iuvant dicevano dalle parti di Roma duemila anni fa .

E allora dai , proviamo anche noi ad insistere .

Le evidenze scientifiche lo confermano da tempo : L'esercizio fisico È UN FARMACO !

Non è uno slogan motivazionale, ma un risultato misurato con gli stessi strumenti usati per valutare farmaci e terapie. L’esercizio fisico è una vera e propria terapia per cuore, cervello e gli altri organi, a supporto di quelle farmacologiche. Ciò è ormai dimostrato anche in malattie particolarmente insidiose come quelle psichiatriche. Muoversi riduce i sintomi psichici in modo clinicamente significativo, consentendo a volte anche una precoce sospensione dei trattamenti.

Se ne è parlato al XXVII congresso nazionale della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf). La Sinpf, che vede tra i suoi membri psichiatri, farmacologi, neurologi e psicologi, lancia un appello agli specialisti: prescrivere l’attività fisica con la stessa sistematicità di un farmaco per contrastare i disturbi d’ansia e la depressione, sia tra i giovani che tra i meno giovani.

L’articolo completo di Nicla Panciera su Salute

21/01/2026

Questo è un articolo vecchio.. ma

🚨Oggi in Italia

❗️ Circa 88.000 morti all’anno in Italia sono attribuibili alla sedentarietà/fisica insufficiente (circa il 14,6 % di tutti i decessi nel paese)
❗️ A livello globale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa 3,2 milioni di persone muoiono ogni anno per insufficiente attività fisica

⚕️La Sanità del Futuro è Esercizio Fisico 🫀

Cortisone e  PRP non come terapie infiltrative  isolate ma da integrare sempre a fisioterapia ed esercizio .Buona lettur...
21/01/2026

Cortisone e PRP non come terapie infiltrative isolate ma da integrare sempre a fisioterapia ed esercizio .
Buona lettura

Spalla: perché dopo 2–3 infiltrazioni di cortisone spesso conviene cambiare strategia

Quando c’è dolore di spalla da borsite/subacromiale, tendinopatia o lesione parziale del sovraspinato, le infiltrazioni di cortisone possono dare un beneficio rapido sul dolore, soprattutto nelle fasi più infiammatorie.
Il punto è che, se dopo 2–3 infiltrazioni il miglioramento è scarso o dura poco, insistere con lo stesso farmaco spesso non è la scelta migliore: non solo perché l’effetto tende a “calare”, ma anche perché il cortisone può avere effetti sfavorevoli sul tendine (soprattutto se ripetuto/dose dipendente).

Cosa può fare il cortisone al tendine (effetti “collaterali” sulla qualità tendinea)

La letteratura descrive che i corticosteroidi, a livello del tessuto tendineo della cuffia, possono:
• Ridurre la vitalità delle cellule del tendine (tenociti)
• Aumentare processi di apoptosi (cioè “morte cellulare programmata”)
• Ridurre la produzione/organizzazione del collagene (la “struttura portante” del tendine)
• Peggiorare alcune proprietà meccaniche del tendine (resistenza)
• Effetti che risultano dipendenti da dose e frequenza (più ripeti, più aumenta il rischio biologico) 

In più, alcuni studi osservazionali su grandi numeri hanno trovato un’associazione tra infiltrazioni cortisoniche e maggiore rischio di lesioni/rotture della cuffia nel tempo (associazione ≠ certezza di causa, ma è un segnale da non ignorare nella pratica clinica). 

E nel contesto chirurgico, revisioni sistematiche riportano che le infiltrazioni cortisoniche (in particolari finestre temporali/contesti) possono associarsi a peggiori esiti come tassi di re-tear o revisioni dopo riparazione della cuffia. 

Messaggio pratico: se il cortisone “non sta cambiando davvero la storia” dopo 2–3 tentativi, spesso ha senso non continuare a ripetere la stessa infiltra, ma passare a un’opzione che non abbia quel potenziale impatto negativo sulla biologia del tendine.



Perché il PRP è un’alternativa interessante quando il cortisone non basta

Il PRP (Platelet-Rich Plasma) è un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue del paziente. Le piastrine rilasciano mediatori (fattori di crescita e molecole segnale) che possono:
• Supportare i processi di riparazione tissutale
• Modulare l’infiammazione senza “spegnere” la biologia del tendine come può fare il cortisone
• Favorire un ambiente più “pro-rigenerativo” (in modo variabile, perché dipende anche dal tipo di PRP usato)

Perché il PRP non ha gli stessi effetti di “indebolimento tendineo” del cortisone

In termini semplici:
• Il cortisone è potentissimo nel ridurre l’infiammazione e il dolore a breve, ma può interferire con cellule e collagene del tendine (soprattutto se ripetuto). 
• Il PRP, invece, mira a stimolare riparazione e “qualità biologica” del tessuto. In studi sperimentali, viene descritto anche un possibile effetto citoprotettivo/anabolico sui tenociti rispetto agli effetti negativi dei corticosteroidi. 

Cosa dice la ricerca clinica (PRP vs cortisone) su tendinopatia/lesioni parziali
• Un trial randomizzato su tendinopatia/lesioni parziali della cuffia ha confrontato PRP e cortisone, mostrando differenze a favore del PRP su alcuni esiti (dolore/funzione) in determinati follow-up. 
• Studi più recenti riportano risultati superiori e più sostenuti del PRP rispetto al cortisone in pazienti con tendinopatia della cuffia (con follow-up fino a 12 mesi). 
• Una meta-analisi ha confrontato PRP e corticosteroidi nella malattia della cuffia, trovando differenze che in vari endpoint favoriscono il PRP, pur con eterogeneità tra protocolli. 
• Revisioni più ampie sulle lesioni parziali indicano che il PRP può ridurre il dolore anche nel medio-lungo periodo, ma con risultati funzionali variabili e forte dipendenza da tecnica/composizione del PRP. 



In pratica: quando “ha senso” pensare al cambio

📌 In modo ragionevole (e personalizzato sul singolo caso), si può considerare:
• Se dopo 2–3 infiltrazioni di cortisone non c’è un miglioramento significativo e duraturo, oppure il dolore torna rapidamente
→ valutare di cambiare tipo di infiltrazione (es. PRP), soprattutto in presenza di tendinopatia o lesione parziale.

E ricordiamolo: l’infiltrazione (cortisone o PRP) funziona molto meglio se è dentro un piano completo con:
• esercizi mirati (cuffia scapola postura)
• gestione dei carichi (pesi, overhead, lavoro)
• correzione dei fattori che mantengono l’irritazione (impingement funzionale, rigidità, ecc.)



Nota (importante)

Il PRP non è “magia”: i risultati variano perché non esiste un PRP unico (composizione, attivazione, numero di infiltrazioni, sede intralesionale o subacromiale,, ecc.). Per questo la letteratura è promettente ma non sempre uniforme. 



Riferimenti (PubMed)
• Puzzitiello RN et al. Adverse Impact of Corticosteroids on Rotator Cuff Tendon Health… 2020. 
• Lin CY et al. A Positive Correlation between Steroid Injections and Cuff Tendon Tears… 2022. 
• Cimino AM et al. Corticosteroid Injections May Increase Retear and Revision Rates of Rotator Cuff Repair: A Systematic Review. 2020. 
• Kwong CA et al. RCT PRP vs corticosteroide in tendinopatia/lesioni parziali cuffia. 2021. 
• Rossi LA et al. Subacromial PRP… superior and sustained improvements vs corticosteroid… 2024. 
• Adra M et al. Meta-analisi PRP vs corticosteroidi nella rotator cuff disease. 2022. 
• Desouza C et al. Review su PRP nelle lesioni parziali: dolore ↓ short e long term, funzione più variabile. 2024. 
• Jo CH et al. PRP con effetti proliferativi/anabolici e citoprotettivi sui tenociti vs corticosteroidi (dati biologici). 2017. 

Informiamo che dal 2 al 5 Gennaio PALESTRA  e SEGRETERIA rimangono CHIUSE .                            IMPORTANTE !!!Dur...
02/01/2026

Informiamo che dal 2 al 5 Gennaio PALESTRA e SEGRETERIA rimangono CHIUSE .

IMPORTANTE !!!

Durante lo stesso periodo il SERVIZIO di FISIOTERAPIA rimane ATTIVO come sempre solo su appuntamento.

Per appuntamenti telefonare allo 0444492251 lasciando messaggio in segreteria oppure kinesis99@gmail.com

19/12/2025

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