24/03/2026
Spesso siamo i giudici più severi di noi stessi: ci rimproveriamo per scelte fatte, parole dette o occasioni mancate. Ma la verità è che ogni versione di noi ha agito con le risorse, le consapevolezze e la maturità disponibile in quel preciso momento.
Nel mio lavoro, così come nella vita, incontro spesso persone che portano con sé un senso profondo di colpa per ciò che “avrebbero dovuto capire prima “. Ma la consapevolezza non è immediata, né anticipabile: è un processo che richiede esperienza, tempo e attraversamento.
Ogni scelta, anche quella che giudichiamo con durezza, è nata da ciò che eravamo in quel momento: dalle nostre risorse, dalle nostre ferite, dal nostro livello di comprensione.
Perdonarsi non significa giustificare tutto, ma riconoscere il proprio percorso di vita. Significa smettere di combattere contro il passato e iniziare a integrarlo.
Il tempo non restituisce ciò che è stato, ma ci offre la possibilità di attribuirgli un senso nuovo.
E in questo spazio può nascere qualcosa di trasformativo: una forma più autentica di comprensione verso se stessi.
Sii gentile con chi eri. E’ da lì che inizia il cambiamento. 💌
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