Dr.ssa Romina Gesa - Medico di Medicina Generale

Dr.ssa Romina Gesa - Medico di Medicina Generale Sono un Medico di Medicina Generale, convenzionata con il S.S.N. per l'Assistenza Primaria.

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23/04/2026

Sottoscrivo ogni parola.

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“Dottore, mi scrivi l’antibiotico e questi esami? Me li ha prescritti il pediatra privato.”

No.

Se la visita è stata svolta in regime privato, anche terapia, esami e controlli prescritti in quella sede sono privati!

Non possono essere semplicemente trascritti sul ricettario del SSN.

Il Servizio Sanitario Nazionale non è un passacarte delle prescrizioni private.

Gli esami richiesti dal professionista privato, se non rivalutati autonomamente da un medico del SSN dopo visita diretta, restano a carico del paziente.

Facile. Logico. Etico. E invece no. Bisogna spiegarlo.

Il medico del SSN può prescrivere solo ciò che ritiene necessario sotto la propria responsabilità clinica.

E nel rispetto di appropriatezza, pertinenza e urgenza.

Quindi:

Visita privata = prescrizioni private e responsabilità del privato

Ricetta SSN = valutazione autonoma e responsabilità del medico SSN

Chiedere la “trascrizione” automatica di farmaci o esami prescritti privatamente non è corretto, non è dovuto e non è previsto.

Fine della storia!

21/04/2026

AVVISO CHIUSURE 🗓️

Buongiorno, Assistiti e Caregivers.

Vi informo che, il 30/04 e il 01/05, lo studio medico osserverà la chiusura per prefestività e festività.

La guardia medica sopperirà in tali date alle richieste di visite e certificazioni di malattia.

Grazie per la vostra attenzione!

Oggi la figura del Caregiver si delinea e acquisisce un peso sempre più importante nel panorama sanitario nazionale. Tan...
20/04/2026

Oggi la figura del Caregiver si delinea e acquisisce un peso sempre più importante nel panorama sanitario nazionale.
Tant'è vero che il caregiver, ovvero colui che si occupa di un malato a tempo pieno, può ricevere bonus economici specifici da parte dell'INPS.
E tu lo sapevi?

🫂Quando arriva una diagnosi di , il caregiver diventa una presenza fondamentale nella quotidianità del paziente: un marito che accompagna alle visite e rassicura nei momenti più difficili, una sorella che ascolta e conforta o una figlia che dimostra il suo affetto con piccoli gesti quotidiani.

I caregiver, infatti, non si prendono cura solo degli aspetti pratici della malattia, come accompagnare il paziente alle visite o aiutarlo nella gestione delle terapie. Con la loro presenza costante offrono anche un grande supporto emotivo, aiutando i pazienti a superare paure, incertezze e momenti difficili.

Sentirsi compresi può davvero fare la differenza, aiutando chi affronta un tumore a sentirsi meno solo/a e vivere il percorso di cura con più forza.

💛Grazie a tutti i caregiver che ogni giorno sono accanto a chi ne ha bisogno.

✍🏻Se c’è una persona che ti ha aiutato nei momenti più difficili, raccontaci la tua storia nei commenti.

Vignetta di EKRA

14/04/2026

Informazioni importanti sui medicinali antivirali

Attualmente, è in corso un adeguamento dei nostri gestionali per la prescrizione dei medicinali a base di antivirali, regolamentati dalla nota AIFA numero 84.
Pertanto, le richieste inerenti questi medicinali non possono essere temporaneamente evase.

Non appena verrà risolta questa problematica tecnica, sarà possibile riprendere con le prescrizioni suddette.

14/04/2026

Per un corretto uso dei mezzi di comunicazione informo che
LE E-MAIL NON HANNO CARATTERE DI URGENZA.

Grazie per l'attenzione.

https://www.facebook.com/share/1bJh1wYm4E/
12/04/2026

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The Guardian

“Sono tutti spazzatura e dovrebbero essere vietati”: il problema dei test per intolleranze alimentari fatti a casa

Negli ultimi anni si è sviluppato un mercato multimilionario attorno ai test per le intolleranze alimentari fai-da-te. Promettono risposte rapide, personalizzate, scientifiche. Basta una puntura sul dito, qualche goccia di sangue. Nel giro di pochi giorni arriva un report dettagliato con elenchi di alimenti “da evitare”. Sembra medicina di precisione. In realtà, molto spesso, è qualcos’altro.

L’articolo del The Guardian da cui partiamo racconta proprio questo scarto tra promessa e realtà. Da un lato i kit commerciali, acquistabili online per poco più di 230 euro. Dall’altro un test allergologico molecolare di riferimento, come l’ALEX2 allergy test, eseguito in ambito specialistico, con un costo simile o leggermente superiore, intorno ai 340 euro. Apparentemente due strumenti comparabili. In realtà, due mondi completamente diversi.

Il punto centrale è metodologico, prima ancora che clinico. I test domestici per “intolleranze” si basano quasi sempre sulla misurazione delle IgG alimentari. Il problema è che la presenza di IgG non indica una reazione patologica. Indica, semplicemente, esposizione. È il segno che quel cibo lo mangiamo. In molti casi, più è presente nella dieta, più è probabile trovare livelli elevati. È, paradossalmente, un marcatore di tolleranza, non di intolleranza.

Questo non è un dettaglio tecnico. È il cuore del problema. Perché da un presupposto biologico fragile si generano conseguenze molto concrete. Il paziente riceve una lista di alimenti “positivi” e viene portato a eliminarli. Spesso si tratta di cibi comuni: latte, grano, uova. Alimenti che costituiscono una parte significativa della dieta quotidiana. Il risultato è una restrizione dietetica ampia, non necessaria, talvolta squilibrata.

Nel racconto riportato nell’articolo, la discrepanza tra test è evidente. Il kit domestico identifica numerose “intolleranze”. Il test specialistico, basato su allergologia molecolare, non conferma quelle indicazioni. Questo non sorprende chi lavora in ambito clinico. Le società scientifiche di allergologia da anni sottolineano che i test IgG per alimenti non hanno valore diagnostico per allergie o intolleranze. Eppure continuano a essere venduti, spesso con un linguaggio che richiama la medicina personalizzata, la prevenzione, l’ottimizzazione della salute.

C’è poi un altro aspetto, più sottile ma altrettanto rilevante. Questi test intercettano un bisogno reale: sintomi aspecifici, cronici, difficili da inquadrare. Gonfiore, stanchezza, cefalea, disturbi gastrointestinali. In assenza di una diagnosi chiara, il paziente cerca spiegazioni. Il test offre una narrativa immediata, semplice, rassicurante nella sua apparente oggettività. “È questo che ti fa stare male”. Anche quando non è vero.

Il rischio non è solo quello di eliminare cibi inutilmente. È anche quello di ritardare una diagnosi corretta. Se un paziente attribuisce i sintomi a una “intolleranza” non validata, può trascurare altre cause, talvolta più rilevanti. Oppure entrare in un ciclo di restrizioni progressive, sempre più ampie, senza reale beneficio clinico.

Il confronto con un percorso allergologico appropriato chiarisce bene la differenza. Nella pratica specialistica, il test è solo una parte del processo. Si parte dalla storia clinica, si valuta la coerenza tra sintomi ed esposizione, si utilizzano test validati, e soprattutto si interpretano i risultati nel contesto. Non esiste un referto che, da solo, faccia diagnosi. Esiste un ragionamento clinico.

Il successo commerciale di questi kit non deriva dalla loro accuratezza, ma dalla loro semplicità. Sono accessibili, rapidi, apparentemente definitivi. Rispondono a una domanda crescente di autonomia diagnostica. Ma semplificano eccessivamente un ambito, quello delle reazioni avverse agli alimenti, che è intrinsecamente complesso.

Per chi lavora in medicina generale, il tema è quotidiano. Pazienti che arrivano con referti già in mano, liste di alimenti vietati, aspettative costruite su un test. Il lavoro non è solo clinico, ma anche comunicativo. Spiegare perché quel risultato non è affidabile senza invalidare l’esperienza del paziente. Riportare la discussione su basi fisiopatologiche, senza perdere l’alleanza terapeutica.

In questo senso, questi test raccontano qualcosa di più ampio. Non solo un problema di accuratezza diagnostica, ma un cambiamento nel modo in cui le persone si rapportano alla salute. Più informate, più autonome, ma anche più esposte a strumenti che utilizzano il linguaggio della medicina senza condividerne il rigore.

E alla fine, la questione non è se questi test funzionino o meno. La letteratura su questo è piuttosto chiara. La questione è perché continuino a essere così diffusi. E la risposta, probabilmente, non sta nella biologia, ma nella domanda di spiegazioni semplici per problemi complessi.

https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2026/apr/12/at-home-food-intolerance-blood-tests?CMP=Share_iOSApp_Other&fbclid=IwdGRleARINnhleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeVLleZOMEW-u-4CEWjyZgYL0CnIdxjy1HmhutWmbfYFbyvSMZ3fx9zI-6x8o_aem_u9rZvcFigj7isE0s1p140A

Sabato formativo per la gestione integrata di rinite e patologie allergiche delle vie aeree: importanti aggiornamenti pe...
11/04/2026

Sabato formativo per la gestione integrata di rinite e patologie allergiche delle vie aeree: importanti aggiornamenti per tutti i soggetti affetti da rinopatie croniche.

🤧 Se soffri di rinite perenne, parlane col tuo medico di fiducia!

Uno scatto dalla serata formativa di ieri: l'AFT Monteforte Irpino quasi al completo! Buon fine settimana a tutti!
11/04/2026

Uno scatto dalla serata formativa di ieri: l'AFT Monteforte Irpino quasi al completo!
Buon fine settimana a tutti!

https://www.facebook.com/share/p/1HzUVxGUxj/
08/04/2026

https://www.facebook.com/share/p/1HzUVxGUxj/

Da questo momento, due squadre sono impegnate nella ricerca di Gianfranco De Simone, noto fornaio del nostro comune, scomparso da ieri.
Chiunque abbia notizie o informazioni utili è pregato di contattare il numero 347 9066241.
Condividete il più possibile 🙏

07/04/2026

In questi giorni si sta parlando di una importante novità per quanto riguarda la lotta contro il fumo: la Citisina, un farmaco che aiuta a smettere di fumare, verrà offerto gratuitamente tramite il Servizio Sanitario Nazionale.

🌿 La citisina è una sostanza di origine vegetale che agisce sul cervello, “imitando” in parte l'azione della nicotina: va infatti ad occupare gli stessi recettori, riducendo di conseguenza il desiderio di fumare e la dipendenza da nicotina, rendendo più facile interrompere l’abitudine al fumo.

💊 Il farmaco non è distribuito liberamente ma è fornito in maniera gratuita per chi segue un percorso nei centri antifumo. Richiede comunque una valutazione medica e solitamente è affiancato da un supporto psicologico.
Questo approccio multidisciplinare sottolinea un punto chiave della terapia: non si tratta di una “pillola magica”, ma di uno strumento che funziona in maniera più efficace all'interno di un percorso strutturato.

🚭 Smettere di fumare ha un impatto enorme: basti pensare che chi fuma può perdere circa 10 anni di vita e dire stop alle si*****te permette di recuperarne una parte significativa.
Più persone smettono, più aumenta l’aspettativa di vita e ancor più migliora la salute pubblica. E ne guadagniamo tutti.

📖 Fonti e approfondimenti nel primo commento.

Indirizzo

Via Alvanella 69
Monteforte Irpino
83024

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
Martedì 15:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 15:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 12:30

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