Psicologa Loredana Gimmelli

Psicologa Loredana Gimmelli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Psicologa Loredana Gimmelli, Psicoterapeuta, Via III TraVia Taverna Campanile, Monteforte Irpino.

09/01/2026
09/01/2026

"Un’ora di attività fisica al giorno per bambini e adolescenti è sufficiente per generare benefici fisici e psicologici significativi. Eppure, ancora oggi, molti bambini e ragazzi si muovono troppo poco o non praticano alcuna attività fisica".
(Jama Pediatrics)

👉 Il movimento è un vero e proprio carburante per corpo, mente, cervello: stimola attenzione, memoria, capacità di apprendimento, regolazione emotiva e gestione dello stress. Un cervello che si muove è un cervello che impara meglio.

🧠 Incide positivamente, infatti, anche sul rendimento scolastico, sulla motivazione e sulla capacità di affrontare le sfide quotidiane.

💡 Per bambini e adolescenti muoversi non significa solo “fare sport”, ma:
📌 allenare il pensiero
📌 imparare a gestire le emozioni
📌 sviluppare competenze relazionali
📌 costruire fiducia e autonomia

Lavoriamo ogni giorno proprio su questo: integriamo attività fisica, neuroscienze ed educazione in percorsi dedicati a scuole e associazioni sportive, per trasformare il movimento in uno strumento di crescita reale e duratura.

📩 Per informazioni sui nostri progetti e percorsi dedicati scrivici a: osservatorioadolescenza@gmail.com

09/01/2026

Presenza.
A volte è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
E vale ancora di più per i nostri figli.

Non una presenza distratta o di controllo, ma una presenza che ascolta, osserva, accompagna.
È da qui che nasce la sicurezza emotiva, la fiducia, la possibilità di crescere senza sentirsi soli.

È su questo che lavoriamo ogni giorno: aiutare gli adulti a essere punti di riferimento consapevoli, capaci di esserci davvero.

10/12/2025

Condividiamo l’articolo del prof. Vittorio Lingiardi pubblicato su la Repubblica che riporta e sostiene questi contenuti.

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a fonti immediate di conforto, compagnia, orientamento emotivo. È la risposta più rapida, meno costosa e più accessibile a una solitudine che aumenta, a un sistema sanitario che diminuisce, a una domanda di cura che esplode.”

“Ma l’IA non nasce per ascoltare davvero. Nasce per generare testi plausibili, ottimizzare diagnosi precoci e cure in medicina, risolvere problemi tecnici. Non nasce per dire di no; nasce per compiacere. Non apprezza il silenzio, non riflette, sentenzia. Non è programmata per ‘tenere’ dentro di sé un dolore, come fa un terapeuta”.

“Il chatbot non ha una storia emotiva e non conosce quella del soggetto, non riconosce i non-detti, non vede il corpo, protagonista silenzioso di ogni psicoterapia . Genera quindi una falsa relazione”.

“L’American Psychological Association (APA) interviene con un documento-guida (Use of generative AI chatbots and wellness applications for mental health. An APA health advisory) come gesto di cura collettiva: un invito a distinguere, finalmente, ciò che potrebbe aiutare da ciò che fa sicuramente male.”

Come Consiglio Nazionale siamo vigili e attenti a questi temi a cui abbiamo dedicato un gruppo di lavoro specifico, dedicato alla tutela della salute psicologica di ogni persona, soprattutto dei giovani.

20/11/2025

Oggi, 20 novembre, si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

“Proteggere i diritti dei più piccoli è proteggere la dignità dell’intera umanità.” — Organizzazione delle Nazioni Unite

20/11/2025

C. Mackesy,Ricorda sempre Il bambino, la talpa, la volpe, il cavallo e la tempesta.
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17/11/2025

La Danimarca ha appena compiuto un passo che sta facendo discutere tutta l’Europa: ha approvato una legge che vieta l’uso dei social network ai minori di 15 anni.
Una decisione forte, che punta a proteggere la salute mentale dei più giovani da un nemico silenzioso ma sempre più pervasivo: l’ansia, la depressione e la dipendenza digitale.

Secondo la nuova normativa, solo i ragazzi tra i 13 e i 14 anni potranno accedere ai social, ma esclusivamente con l’autorizzazione esplicita dei genitori.
L’obiettivo non è punire, ma proteggere.
Non è vietare per paura, ma creare spazi di crescita più sani, meno esposti alla pressione dell’immagine, all’ossessione del like, al confronto costante e spesso crudele.

I sostenitori della legge parlano di un atto di responsabilità.
Un modo per restituire ai bambini la possibilità di vivere un’infanzia autentica, lontana da schermi e algoritmi che plasmano pensieri ed emozioni.
I critici, invece, denunciano una limitazione della libertà individuale e dell’accesso al mondo digitale, oggi sempre più intrecciato alla vita reale.

Ma al di là del dibattito, una cosa è certa: la Danimarca ha acceso un faro.
E ora molti si chiedono se altri Paesi avranno il coraggio di seguire la stessa strada.

Forse è arrivato il momento di chiederci non quanto controllo dare ai nostri figli, ma quanta infanzia gli stiamo lasciando.
Perché crescere non dovrebbe mai significare sopravvivere a uno schermo.

13/11/2025

La gentilezza è un linguaggio universale.
Non ha bisogno di spiegazioni: si riconosce in uno sguardo, in un gesto, in una parola detta con attenzione.

Oggi, nella Giornata Mondiale della Gentilezza, ricordiamo che essere gentili non è solo un gesto verso gli altri, ma anche verso noi stessi.

La gentilezza costruisce relazioni, veicola il rispetto reciproco, apre spazi di ascolto e rafforza la fiducia.

12/11/2025

Quando un bambino non può o non riesce a raccontare ciò che prova, lo mostra.
Ciò che agli occhi degli adulti appare come incomprensibile chiusura, aperta aggressività o inspiegabile disinteresse può, a volte, appartenere a una lingua peculiare: quella del sintomo.

Quando le emozioni non trovano spazio per essere accolte, diventano difese.
Il bambino non visto o non ascoltato costruisce armature rigide, ingombranti, ma necessarie per sopravvivere a qualcosa che non sa fronteggiare.
Così la paura diventa controllo ossessivo, la rabbia opposizione o provocazione, la tristezza si traveste da indifferenza o da sfiducia silenziosa.

Dietro ogni comportamento disfunzionale c’è sempre un tentativo, doloroso ma autentico, di proteggersi da qualcosa di ancora peggiore.
Per questo, più che correggere o punire, serve leggere.
Capire a chi è diretto quel gesto, cosa vuole comunicare, quale ferita lo muove.
Ogni sintomo ha un destinatario e una richiesta silenziosa: “Guardami, anche se non so come chiedertelo.”

Nel lavoro clinico, l’obiettivo non è combattere il sintomo, ma comprenderne la funzione. Perché dietro ogni difesa rigida c’è sempre una ferita viva.
E solo quando quella ferita viene vista, ascoltata, accolta, la difesa si allenta.

I bambini non nascono difficili.
Diventano complessi quando devono urlare in silenzio per essere ascoltati, quando le loro emozioni incontrano adulti che non sanno sostenerle, quando invece di un abbraccio in cui perdersi ricevono un'etichetta con cui identificarsi.

I bambini non nascono difficili.
Diventano complessi quando il mondo attorno a loro smette di guardarli per davvero.
E quel bisogno di essere visti, se non trova accoglienza da piccoli, torna a bussare per tutta la vita. A volte anche alle porte sbagliate.

Dott.ssa Annarita Arso

07/11/2025

👁Le dipendenze rappresentano oggi una delle sfide più complesse per la clinica contemporanea.�Non parliamo più soltanto di sostanze, ma anche di addictions comportamentali — dal gioco d’azzardo all’uso compulsivo del digitale, dai videogiochi agli psicofarmaci.
Come sottolinea il recente contributo presentato dal gruppo nazionale della Società Psicoanalitica Italiana “Laboratorio Dipendenze” dal titolo “Una finestra psicoanalitica sulle dipendenze”, il termine addiction è preferibile a “dipendenza”: esso sposta il focus dall’oggetto del dipendere ai processi psichici che sostengono il funzionamento additivo.
L’approccio psicoanalitico evidenzia come, dietro la ripetizione del gesto compulsivo, si nascondano difficoltà profonde nel vivere l’alterità e nel tollerare la separazione.�L’oggetto additivo — la sostanza o il comportamento — diventa un modo di regolare il vuoto, una risposta concreta a un disagio mentale non simbolizzato.
Riflettere sulle dipendenze in chiave psicoanalitica significa andare oltre il sintomo per comprendere il mondo interno che lo genera, aprendo la strada a forme di cura più profonde e integrate.

🖋Articolo completo a cura del gruppo di ricerca “Laboratorio Dipendenze” su Spiweb al seguente link⬇
🔗https://www.spiweb.it/la-cura/una-finestra-psicoanalitica-sulle-dipendenze-a-cura-del-gruppo-nazionale-della-spi-laboratorio-dipendenze/

29/10/2025

Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona porta l’altra a mettere in dubbio le proprie percezioni, emozioni o ricordi.
È un processo relazionale graduale, che può manifestarsi in ambito affettivo, familiare, amicale o professionale.

Le principali conseguenze del gaslighting includono:
• confusione e perdita di fiducia in sé
• senso di colpa e vergogna immotivati
• dipendenza emotiva
• isolamento e difficoltà nel chiedere supporto

Comprendere queste dinamiche è fondamentale per riconoscere la portata psicologica del fenomeno e superare la visione riduttiva della manipolazione come semplice conflitto relazionale.
Interventi psicologici mirati, orientati alla consapevolezza e al rafforzamento dell’autonomia personale, sono efficaci per ristabilire fiducia e benessere.

Indirizzo

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Monteforte Irpino
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