Associazione Sabine

Associazione Sabine L'Associazione Sabine ha sede a Montignoso, in Via Carlo Sforza n. 58.

Il nostro numero di telefono attivo h. 24 é 329.1286257
Orario di apertura: lun 10:30-16:30/ mar 10:30-19:00, mer 10:30-16;30/ giov 10:30-19:30, ven 10:30- 16:30 Associazione Sabine è principalmente uno sportello d’ascolto e un punto di accoglienza per donne e minori vittime di soprusi e abusi. L’attività delle nostre volontarie avviene in stretta collaborazione con i servizi psico-socio-sanitari

ed educativi del territorio che sono coordinati da psicologhe, professioniste, legali, assistenti sociali, una ginecologa e una nutrizionista. Offriamo consulenze psicologiche e legali, ascolto telefonico, colloqui su appuntamento, campagne di sensibilizzazione, formazione e aggiornamento, gruppi di aiuto, mediazione linguistica.

1* edizione del torneo solidale "Sabine Beach Cup".... sport, aperitivi, divertimento ... Iscrizioni presso Bagno Gallia...
11/05/2026

1* edizione del torneo solidale
"Sabine Beach Cup"....
sport, aperitivi, divertimento ...
Iscrizioni presso Bagno Galliano.
Info +39 339 3807435.
Insieme contro la violenza...
vi aspettiamo!

Ci hanno sempre raccontato la maternità come se fosse un luogo naturale, come se bastasse un corpo capace di generare pe...
10/05/2026

Ci hanno sempre raccontato la maternità come se fosse un luogo naturale, come se bastasse un corpo capace di generare per sapere automaticamente accudire, comprendere, reggere.
E invece no.
La maternità non scende dal cielo dentro il sangue delle donne.
Non arriva insieme a un test positivo.
Non compare magicamente nel momento in cui un bambino nasce.
La maternità si attraversa. Si impara.
A volte si desidera. A volte no.
A volte arriva insieme all’amore più feroce mai conosciuto e, nello stesso istante, insieme alla paura, alla rabbia, alla stanchezza, alla perdita di sé.
A volte non arriva mai.
Oggi gli auguri voglio farli a tutte le madri reali, non a quelle perfette.
Alle madri che crescono figli sotto le bombe e trasformano il proprio corpo in rifugio.
A quelle che lavorano mentre rispondono a un messaggio della scuola con il senso di colpa infilato tra le costole.
A quelle che si sentono inadeguate.
A quelle che amano i propri figli immensamente ma non vogliono smettere di essere donne, professioniste, compagne, persone.
A quelle che crescono figli da sole.
A quelle che avrebbero voluto esserlo e non hanno potuto.
A quelle che hanno scelto di non esserlo e continuano a essere giudicate per questo..... E gli auguri voglio farli anche alle figlie e ai figli, perché crescere non significa avere genitori perfetti.
Significa imparare insieme.
Per troppo tempo la società ha chiamato “istinto materno” ciò che in realtà era distribuzione diseguale del sacrificio.
Era comodo pensare che la cura appartenesse naturalmente alle donne.
Comodo per le istituzioni.
Comodo per il lavoro.
Comodo per gli uomini cresciuti dentro un’educazione che li teneva lontani dalla responsabilità emotiva e quotidiana della cura.
Così le donne hanno portato tutto.
Il carico mentale.
La rinuncia economica.
La doppia presenza.
La colpa.
L’idea di dover sapere sempre cosa fare solo perché madri.
Ma la cura non è femminile.
La cura è umana.
Per questo continuiamo a parlare di diritti, welfare, asili nido, reti sociali, sostegno psicologico, libertà riproduttiva, autodeterminazione.
Per questo parliamo di congedi parentali paritari, perché un padre che cura non “aiuta”, esercita semplicemente la propria responsabilità.
Per questo diciamo che nessuna donna deve essere lasciata sola dentro la maternità.
Essere madre non è un destino biologico, è una relazione complessa, fragile, potentissima e come tutte le relazioni deve essere nutrita, imparata, ripensata, talvolta anche riparata.
La vera rivoluzione oggi deve essere questa: smettere di chiedere alle donne di essere naturalmente perfette
e iniziare finalmente a costruire una società capace di prendersi cura di chi cura.

Buona Festa della Mamma.

Oggi e domani, presso il Bagno Galliano al Cinquale, troverete le gerbere e le begonie per la festa della mamma... In qu...
09/05/2026

Oggi e domani, presso il Bagno Galliano al Cinquale, troverete le gerbere e le begonie per la festa della mamma... In questo modo ricorderete a chi amate l'importanza che hanno per voi e aiuterete anche il Centro Antiviolenza "Sabine" a realizzare i suoi progetti contro la violenza di genere.... Ringraziamo con tutto il ❤️ La Beppina di Bondielli Ernesto, Deborah Guzzo, L' Orto del Gallo e Angela Argilla per il prezioso aiuto...

02/05/2026
01/05/2026
Stanotte a Massa, un uomo è morto davanti agli occhi di suo figlio di 11 anni.Aveva 47 anni. Solo 47.Secondo le prime ri...
12/04/2026

Stanotte a Massa, un uomo è morto davanti agli occhi di suo figlio di 11 anni.
Aveva 47 anni. Solo 47.
Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovanissimi dopo aver chiesto una cosa semplice: smettere di lanciare bottiglie contro una vetrina.
Non stava cercando lo scontro.
Stava solo facendo l’adulto.
Ed è proprio questa parola, oggi, che ci resta tra le mani come qualcosa di fragile, quasi fuori posto.
Perché ieri sera è morto un uomo che ha provato a mettere un limite.
Quel limite che dovrebbe appartenere agli adulti e che invece è stato travolto.
Non è solo un fatto di cronaca.
Non è solo un problema di sicurezza.
È qualcosa che riguarda tutte e tutti noi.
Riguarda il modo in cui crescono i ragazzi.
Riguarda i modelli che offriamo.
Riguarda gli spazi che lasciamo vuoti e quelli che, per stanchezza o paura, smettiamo di presidiare.
Ieri sera un gruppo di adolescenti, forse alcuni minorenni, probabilmente alterati, è diventato un “branco”.
E quando questo accade, la violenza smette di essere un incidente. Diventa linguaggio.
La domanda più difficile che oggi dobbiamo porci non è chi è stato, né da dove venisse.
È: cosa è successo prima.
Prima di quella piazza.
Prima di questa notte.
Prima di quel gesto che ha trasformato una richiesta di rispetto in una condanna a morte.
Come centro antiviolenza sentiamo il bisogno di dirlo con chiarezza: la violenza non nasce all’improvviso.
Si costruisce nel tempo, nelle relazioni, nei modelli, nelle parole che passano inosservate, nelle responsabilità che si spostano sempre un po’ più in là.
E si costruisce anche nell’assenza.
Di adulti credibili.
Di comunità presenti.
Di limiti riconosciuti.
Di una reale educazione alla gestione delle emozioni, del conflitto, del rifiuto e del rispetto.
Oggi il nostro pensiero va a quel figlio.
A ciò che ha visto.
A ciò che porterà dentro.
Ma va anche ai ragazzi.
A tutti i ragazzi di una società che rischia di smarrirsi.
Perché non esistono mostri isolati.
Esistono storie, contesti, responsabilità diffuse.
Non basta indignarsi.
Non basta chiedere più controlli.
Serve tornare a essere comunità.
Serve tornare a essere adulti.
Serve tornare a educare. I ragazzi, certo. Ma anche noi stessi.
Davvero.

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Via Carlo Sforza N. 58
Montignoso
54038

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 16:30
Martedì 10:30 - 15:00
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Mercoledì 10:30 - 17:00
Giovedì 10:30 - 14:30
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