Emanuel Mian - Psicologo

Emanuel Mian - Psicologo Psicologo/Psicoterapeuta/Ricercatore-
Esperto in disturbi alimentari e dell'immagine corporea. Responsabile scientifico del centro Emotifood.

Psicologo – Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale. PhD in “NeuroScienze e Scienze Cognitive”, abilitato all’uso dell’ EMDR e perfezionato in “Diagnosi e Terapia” dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Responsabile e coordinatore di diverse Unità per i Disturbi Alimentari in Friuli Venezia Giulia e Lombardia, coordinatore del gruppo di ricerca Body Image. Già Docente presso il M

aster in “Dietetica e Nutrizione Clinica”- Università di Pavia. Consigliere Onorario presso la Corte d’Appello della sezione minorile del Tribunale di Trieste dal 2008 al 2016. Più di 5000 pazienti seguiti con successo e autore del bestseller MindFoodNess. Inoltre ho creato MINDFOODNESS Academy il programma di coaching online frutto della ricerca scientifica. Per cambiare, per iniziare a muoversi, per uscire dall’inerzia, basta qualche passo gentile nella direzione giusta.

Finalmente mi hanno invitato ad un podcast per parlare di immagine corporea! ☺️Ho detto molte cose che solitamente non d...
06/04/2026

Finalmente mi hanno invitato ad un podcast per parlare di immagine corporea! ☺️

Ho detto molte cose che solitamente non dico…almeno non ai congressi sul tema…

➡️https://youtu.be/QrRXl2F3RkY?is=R5zqIsz1alaboKP1

In questo ultimo episodio della prima stagione di StoryEla, insieme al dottor Emanuel Mian, PhD, parliamo di immagine corporea e dismorfismo corporeo.Il dism...

"Sparivo per farmi vedere… al punto che poi non mi sono vista neppure più io."Non lo disse con teatralità. Lo disse come...
03/04/2026

"Sparivo per farmi vedere… al punto che poi non mi sono vista neppure più io."

Non lo disse con teatralità. Lo disse come si dice una verità che pesa troppo per essere detta bene.
Se mi fossi comportato come fanno in tanti, avrei guardato subito le cose "serie": peso, BMI, esami, diario alimentare. I numeri sono una carezza per la mente clinica: ordinano il caos e ti fanno sentire competente.

Ma quella donna non era un numero. Era una persona che stava sparendo.

A un certo punto mi disse una cosa che ho sentito mille volte in vent'anni, ma che ogni volta fa male come la prima: "Io non ho un problema con il cibo. Ho un problema con l'idea di me stessa. Il cibo è solo quello che uso per non sentire."
Ed è qui che mi prendo la responsabilità di essere scomodo con i colleghi: se ti occupi di disturbi alimentari e ti fermi a peso, BMI e dieta, stai facendo la parte più misurabile. Non la parte più decisiva.

Perché il punto non è solo mangiare.

È chiedersi ad esempio cosa succede quando quella persona si guarda, cosa sente, che valore si attribuisce e soprattutto quanta vita si sta negando per paura di essere vista?

La distorsione dell'immagine corporea non è un dettaglio accessorio. È un fattore di mantenimento. È il motivo per cui il disturbo resta acceso anche quando il comportamento si "aggiusta". Puoi normalizzare tante cose, ma se la persona continua a giudicare il proprio valore in base a peso e forma, non hai tolto l'innesco.
La domanda che decide tutto non è quanto pesa.
È se stai costruendo una guarigione o solo una tregua...

Ho scritto di tutto questo qui: https://www.medicinaintegratanews.it/distorsione-dellimmagine-corporea-nei-disturbi-alimentari/

E se questo post ti ha dato fastidio… non è un problema ma un segnale.
Quasi sempre, dove dà fastidio, c'è il lavoro clinico vero.

Distorsione dell’immagine corporea: tra i principali fattori di mantenimento dei disturbi alimentari. Riconoscerla e trattarla è fondamentale

Abbiamo ascoltato Sofia raccontarci, con gli occhi bassi, di quella volta in cui ha deciso di "iniziare una dieta" dopo ...
15/03/2026

Abbiamo ascoltato Sofia raccontarci, con gli occhi bassi, di quella volta in cui ha deciso di "iniziare una dieta" dopo che un compagno le aveva detto: "Ma te non eri più magra prima?" Abbiamo visto una madre piangere chiedendoci: "Dottore, dove ho sbagliato? Perché mia figlia non mangia più?"

Abbiamo parlato con un'insegnante che ci ha chiamato disperata: "Io lo vedo che c'è qualcosa che non va, ma non so cosa dire, ho paura di peggiorare le cose..."

E stamattina, prima di ricominciare a camminare con queste persone, con i loro genitori, famiglie, amici, partner, insegnanti, allenatori, con tutte le persone che stanno loro vicino o che vorrebbero esserlo ma non sanno cosa fare o come farlo, ci siamo fermati.

E abbiamo pensato: questa newsletter può essere un aiuto.

Può valere più di mille parole dette nel momento sbagliato e può fare la differenza tra un "ti vedo" e un "non so come dirtelo". Può essere quel ponte che manca tra chi soffre e chi vuole aiutare ma non sa da dove iniziare.

Continua qui➡️

Fiocchetto Lilla, un momento importante per capire meglio i disturbi alimentari ed aiutare chi è in difficoltà. Famiglie, Docenti, Amici, Partner e...chi lotta contro cibo, corpo ed emozioni.

CHE FAME!?!Se ti occupi di persone in lotta contro cibo, corpo ed emozioni, penso potrebbe interessarti questo evento ec...
14/01/2026

CHE FAME!?!

Se ti occupi di persone in lotta contro cibo, corpo ed emozioni, penso potrebbe interessarti questo evento eccezionale (ed è pure gratuito per gli addetti ai lavori)

La sezione Inter regionale SISDCA – Triveneto (Veneto – Trentino Alto Adige – Friuli Venezia Giulia) propone per la giornata di Venerdì 16 Gennaio 2026 dalle ore 17,30-19,00 un evento formativo ON LINE della serie "Clinical Pills on Eating Disorders" dal titolo : “Che fame!? Lavorare con le varie forme di fame nel paziente con DNA e Obesità”.
Interverranno:
- Dott. Emanuel Mian – Psicologo Psicoterapeuta
- Dott.ssa Emanuela Russo - Dietista
Istituto Nazionale Cura dell'Obesità e Fondatori di Emotifood

L’evento è gratuito ed è rivolto ai Soci SISDCA ed ai professionisti non soci interessati a queste tematiche, ma è necessario iscriversi mandando una mail all’indirizzo sisdca.triveneto@gmail.com indicando Nome, Cognome e affiliazione.

La SISDCA è una società scientifica no-profit a componente multidisciplinare: medici di differenti specializzazioni, psicologi, dietisti, infermieri, tecnici della riabilitazione, educatori sanitari ed operatori della nutrizione.

Sisdca

Ciao Stefania, ti accompagneremo con onore e gentilezza. Che la terra ti sia lieve come il tuo cuore.
14/11/2025

Ciao Stefania, ti accompagneremo con onore e gentilezza. Che la terra ti sia lieve come il tuo cuore.

Con profondo dolore comunichiamo la scomparsa della nostra socia fondatrice e amata collega del Centro MeP, Stefania Comerci
La sua presenza, discreta e luminosa, ha contribuito in modo essenziale alla nostra comunità terapeutica e allo spirito integrativo che muove il Centro. Lascia un vuoto silenzioso, ma anche un’eredità di cura, dedizione e umanità.

In queste ore ci stringiamo, con gratitudine per il tratto di strada condiviso e con la tristezza leggera di chi saluta una presenza preziosa.

Il Centro MeP oggi si ferma un istante.
Per ricordarla.
Per onorarla.
Per accompagnarla, ognuno a modo suo, con un pensiero di gentilezza.

Alla sua memoria, il nostro più sincero e affettuoso saluto.

🎂 Dicono che i compleanni siano solo “un altro giro intorno al sole”.Ma alcune orbite lasciano cicatrici. Altre lasciano...
23/10/2025

🎂 Dicono che i compleanni siano solo “un altro giro intorno al sole”.

Ma alcune orbite lasciano cicatrici. Altre lasciano segni. E poi ci sono quegli anni in cui ti ritrovi, all’improvviso, a sorridere davanti a un’immagine sullo schermo: la copertina del tuo libro… tradotta in russo.

🇷🇺 “Когда еда становится утешением” – “Quando il cibo diventa consolazione”.

Non è il titolo originale (“Fuga dalla Bilancia”). Ma lo rappresenta. Perché parla di quello che tante, troppe persone vivono: un rapporto con il cibo che diventa rifugio, conforto, compensazione.

📘 Quel libro l’ho scritto in una delle estati più difficili della mia vita. Ogni giorno era una lotta tra il lavoro clinico, i corsi per i colleghi, le urgenze, le aspettative. E io che continuavo a rimandare la scrittura perché “non avevo tempo”. Poi un giorno ho smesso di complicarmi la vita.

Ho preso un quaderno e ho scritto solo questo:
👉 Conoscere il problema
👉 Risolvere il problema

E da lì ho iniziato. Ho scelto la semplicità.
Il linguaggio diretto. Quello che uso con le persone che mi affidano le loro storie, ogni giorno.

Non c’erano filtri. Non c’erano teorie astratte. Solo parole per spiegare che la fame nervosa non è un nemico da combattere, ma un messaggio da decifrare.
Che dietro ogni “mi abbuffo” c’è un “non so come altro fare”.

Oggi, 23 ottobre, proprio il giorno del mio compleanno, ricevo questo regalo:
la versione russa del libro è pronta. E mi emoziona sapere che anche dall’altra parte del mondo, qualcuno leggerà queste parole e, forse, si sentirà un po’ meno solo.

💬 Non è autoreferenzialità. È gratitudine.
Per chi mi ha dato fiducia: Feltrinelli, il mio editore italiano.
E ora Bombora, che ha scelto di portare questo messaggio in un altro Paese, in un’altra lingua, in un’altra cultura.

Per me scrivere è questo: creare ponti. Connettere silenzi. Dare voce a chi non trova le parole.

✍️ Se anche tu stai scrivendo qualcosa fosse un libro, un articolo, un diario o qualsiasi altra cosa, ricordati che non devi per forza essere perfetto. Solo vero.

🎁 Buon compleanno a me. E a tutte le parole che, nel loro piccolo, aiutano a guarire.

PREMESSA: Nessun bambino nasce odiando il proprio corpo.“Cicciona, fai schifo. Susciti repulsione in me e in chi ti guar...
24/09/2025

PREMESSA: Nessun bambino nasce odiando il proprio corpo.

“Cicciona, fai schifo. Susciti repulsione in me e in chi ti guarda.”

Per sette mesi l’ha denigrata sul corpo, sull’aspetto fisico, sulle capacità relazionali. Quando non bastavano le parole, è arrivato anche alle mani.
Il 15 settembre la Cassazione lo ha condannato, confermando la gravità di questi atti. È una sentenza che segna un passaggio culturale importante: il body shaming in famiglia può costituire a tutti gli effetti un reato.
Come psicologo clinico che lavora con disturbi alimentari e con adolescenti che portano cicatrici profonde lasciate da queste dinamiche, voglio chiarire un equivoco che purtroppo è ancora diffuso: umiliare un figlio sul corpo non è educazione. È maltrattamento. È violenza psicologica.

➡️Le ricerche lo dicono chiaramente: tra i 9 e i 14 anni il corpo diventa lo specchio attraverso cui i bambini costruiscono la propria autostima. In questa fase le parole dei genitori hanno un peso enorme: incidono sull’immagine di sé e possono lasciare ferite che durano anni, spesso tutta la vita.
Diversi studi mostrano come il body shaming genitoriale sia tra i fattori di rischio più rilevanti per lo sviluppo di disturbi alimentari, depressione, dismorfofobia, comportamenti autolesivi e persino suicidalità in adolescenza.

Non sono semplici “frasi dette per rabbia”.

Sono messaggi ripetuti che insegnano a un bambino un’idea tossica: che il suo valore dipende dal corpo, dalla bilancia, dalla capacità di rispondere a standard imposti. Così si pianta il seme dell’odio verso sé stessi.

Questa sentenza della Cassazione non è solo una condanna individuale.
È un segnale chiaro: la violenza psicologica e verbale in famiglia ha effetti reali e devastanti, e la società non può più considerarla “solo parole”.
Nessun bambino nasce odiando il proprio corpo. Qualcuno glielo insegna. E quando quel qualcuno è un genitore, non è sufficiente un “non lo farò più”. Servono giustizia, consapevolezza culturale e la voce forte dei professionisti che lavorano con minori e famiglie.
Umiliare un figlio sul corpo non è un’opinione educativa. È abuso.
E va fermato.

Emanuel Mian

Confermata dalla Cassazione la sentenza della Corte d'appello di Venezia (ANSA)

02/09/2025

𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢 "𝗕𝗔𝗟𝗔𝗡𝗖𝗘": 𝗩𝗜𝗘𝗡𝗜 𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗥𝗜𝗥𝗟𝗢 𝗔 𝗠𝗜𝗟𝗔𝗡𝗢
🟠 Il non è una questione di “linea”, ma di salute.
📍 Quando in eccesso, può aprire la strada a diverse patologie come , etc … ed è per questo che non va sottovalutato.

🗣 Chiedere aiuto non è MAI una debolezza, ma il primo passo verso uno stile di vita più sano.

🌈 Per questo nasce il : un programma multidisciplinare che unisce medicina, nutrizione e psicologia per accompagnarti in un percorso davvero su misura. Perché non esiste un’unica strada, ma esiste la tua strada verso il benessere.

🔴 𝗣𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗔𝗺𝗯𝘂𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗥𝗔𝗙 𝗥𝗲𝘀𝗽𝗶𝗴𝗵𝗶 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼
𝟰 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 / 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗢𝗧𝗔 𝗤𝗨𝗜 📞𝟬𝟮 𝟱𝟴𝟭𝟴𝟳𝟴𝟭𝟴
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Emanuela Russo - Dietista Emanuel Mian - Psicologo

“Una mia paziente mi regalò un barattolo di biscotti. I biscotti sono finiti… ma il barattolo è diventato qualcosa di mo...
23/07/2025

“Una mia paziente mi regalò un barattolo di biscotti. I biscotti sono finiti… ma il barattolo è diventato qualcosa di molto più importante: il Vasetto dei Complimenti.”
Siamo così abituati a ricordare le critiche, da dimenticare tutto il bene che ci viene detto.
💬 10 complimenti? Ce li scordiamo.
❌ 1 critica? Ce la tatuano nell’anima.
➡️ Da oggi, fai questo esercizio semplice ma potentissimo (e scientificamente fondato):
🫙 Ogni giorno, per una settimana, scrivi in un barattolo:
• Un complimento ricevuto (anche piccolo)
• Un auto-complimento (oggi mi sta bene la camicia, ho gestito bene quella call, ho avuto pazienza…)
📍 Non solo sull’aspetto fisico, ma su chi sei davvero: la tua pazienza, la tua ironia, la tua determinazione.
🧠 Rieduchiamo la mente a notare il bene tanto quanto nota il difetto.
Perché ogni pensiero nero, se lo guardi bene, può diventare grigio. O persino bianco.
📌 Questo esercizio si basa su ricerche di psicologia positiva tratte dall’ultimo libro dal titolo Fuga dallo Specchio edito da e sulla ricostruzione cognitiva: il modo in cui alleni la tua attenzione modifica la tua autopercezione.
💡Provalo. Ti sorprenderà.
🎧 Link all’intervista

Obiettivo salute in tavola · Episode

Ricordo una giovane atleta che, con voce tremante, mi confidò: “Dottore, più mi alleno, meno mi sento adeguata. Ho inizi...
31/03/2025

Ricordo una giovane atleta che, con voce tremante, mi confidò: “Dottore, più mi alleno, meno mi sento adeguata. Ho iniziato a controllare ogni boccone, sperando di migliorare le mie performance, ma ora il cibo è diventato il mio avversario più temuto.”

Queste parole risuonano profondamente nel mondo dello sport, dove la ricerca della perfezione può talvolta sfociare in comportamenti alimentari disfunzionali. Atleti di alto livello, come la ginnasta russa Aleksandra Soldatova, hanno reso pubbliche le loro battaglie contro disturbi alimentari, evidenziando quanto sia sottile il confine tra dedizione e autodistruzione.

Nel percorso terapeutico con questa giovane atleta, abbiamo lavorato insieme per riconoscere e affrontare le sue paure legate all’alimentazione, ristabilendo un rapporto sano con il cibo e con il proprio corpo. Questo processo ha richiesto tempo, empatia e strategie personalizzate, ma alla fine ha permesso di riportare l’equilibrio nella sua vita sportiva e personale.

Recentemente, ho avuto l’opportunità di approfondire queste tematiche in un’intervista con La Gazzetta dello Sport, dove ho discusso dei rischi legati all’ossessione per l’allenamento e dell’importanza di riconoscere e affrontare i disturbi alimentari negli sportivi. Nell’articolo, esploro come il contesto sportivo possa, talvolta, diventare terreno fertile per disfunzioni nel rapporto con il cibo e l’immagine corporea, e sottolineo l’importanza di un supporto psicologico adeguato per gli atleti.

Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco il link all’articolo completo: Disturbi alimentari negli sportivi: come riconoscerli e affrontarli

È fondamentale che nel mondo dello sport si presti maggiore attenzione alla salute mentale degli atleti, riconoscendo i segnali di allarme e intervenendo tempestivamente. Solo così possiamo garantire che la passione per lo sport rimanga una fonte di benessere e non diventi una prigione.

Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta, spiega quali sono i rischi dell'ossessione per l'allenamento con disturbi alimentari negli sportivi.

“Tutti abbiamo delle vette da scalare nella vita, solo che per chi soffre di obesità sono più difficili.” 🏔️Lo dico spes...
04/03/2025

“Tutti abbiamo delle vette da scalare nella vita, solo che per chi soffre di obesità sono più difficili.” 🏔️

Lo dico spesso nei miei convegni, nei miei libri, nei miei percorsi.

Non perché voglia fare retorica, ma perché è la verità.
Se porti con te un peso – fisico, emotivo, mentale – ogni salita è più ripida, ogni passo più faticoso.
• Perché il tuo corpo ti mette alla prova.
• Perché la società ti fa sentire fuori posto.
• Perché la tua stessa mente ti ripete che non ce la farai.

Eppure, guardati. Sei ancora qui.

Hai già scalato montagne che gli altri nemmeno vedono.
Le scale strette, le sedie piccole, gli sguardi della gente, i commenti non richiesti, le rinunce a uscire, a comprare certi vestiti, a sentirti libero.

Chi lotta con il peso sa che il mondo non è costruito per lui.
Eppure continua a camminare.

💡 Ma la domanda è: per chi stai scalando questa vetta?
• Per gli altri?
• Per la società?
• Per dimostrare qualcosa?

O per te?

La risposta cambierà ogni cosa.

📖 In MindFoodNess (Feltrinelli, 2025) e Fuga dalla Bilancia (Feltrinelli, 2022) parlo proprio di questo.
Di come il peso non sia solo fisico, ma anche emotivo.
Di come il cibo diventi un rifugio, una gabbia, una prigione.
Di come si può smettere di vivere come se fossimo un corpo da correggere, invece che una persona da ascoltare.

🔥 Se queste parole ti risuonano, scrivimi nei commenti: qual è la tua vetta?
♻️ Condividilo con chi ha bisogno di sentirlo.

Il "FOOD NOISE": il brusio che non ti lascia in paceIl food noise – o "rumore del cibo" – è stato descritto in uno studi...
26/02/2025

Il "FOOD NOISE": il brusio che non ti lascia in pace

Il food noise – o "rumore del cibo" – è stato descritto in uno studio del 2023 su Nutrients come una "reazione persistente agli stimoli alimentari" che porta a pensieri intrusivi e ossessivi sul mangiare. Non è solo pensare a cosa cucinare per cena: è quel dialogo interno che ti tormenta con domande come "Avrò mangiato troppo?", "Posso permettermi quel dolce?" o "Quando sarà il prossimo pasto?".
È un sottofondo che può diventare assordante, soprattutto se stai cercando di cambiare il tuo rapporto col cibo. Io stesso, anni fa, mi sono ritrovato a fissare una ciotola di patatine durante una serata tra amici, non perché avessi fame, ma perché la mia mente continuava a dirmi: "Se non le prendi ora, te ne pentirai".

Non era fame fisica, era il food noise che amplificava un bisogno emotivo.

La scienza ci dice che questo fenomeno è legato alla nostra reattività agli stimoli alimentari (food cue reactivity). Uno studio del 2023 pubblicato su Nutrients (Hayashi et al.) ha proposto il modello CIRO (Cue–Influencer–Reactivity–Outcome), spiegando come fattori interni (come lo stress o la fame emotiva) ed esterni (pubblicità, odori, immagini di cibo) possano intensificare il food noise. Hanno scoperto che chi è più sensibile a questi stimoli – magari perché sovrappeso o con una storia di alimentazione disregolata – tende a ruminare di più sul cibo, con pensieri che possono portare a mangiare impulsivamente. È come se il cervello, davanti a un’immagine di pizza o al profumo di biscotti, accendesse un interruttore che non riesci a spegnere.

Continua nella mia Newsletter gratuita a questo link: ➡️https://emanuelmian.mykajabi.com/newsletters/23-la-newsletter-del-dott-mian

Indirizzo

Via Palestro, 12
Monza

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