04/02/2026
📌Giornata Mondiale contro il Cancro
Chi vive il cancro nel proprio corpo attraversa cure, attese, effetti collaterali, cambiamenti profondi. Ma attraversa anche una trasformazione identitaria: non è “il malato”, è una persona che continua a essere figlio, partner, genitore, amico, professionista — mentre affronta qualcosa che invade tempo, pensieri, relazioni.
In una prospettiva sistemico-dialogica, la malattia non definisce la persona, ma entra nel sistema di significati che la circonda. I dialoghi cambiano:
alcuni diventano più difficili, altri più autentici.
A volte il silenzio protegge, altre volte isola.
💙 Accanto a chi vive le cure in prima persona, ci sono i caregiver, che sostengono, accompagnano, reggono. Anche loro vengono coinvolti nel processo di cura, spesso senza avere parole o spazi per raccontare ciò che provano.
Come psiconcologa, sento importante ricordare che prendersi cura significa tenere insieme entrambe le dimensioni:
– il vissuto profondo di chi affronta la malattia nel proprio corpo
– e quello di chi cammina accanto, condividendo la fatica emotiva.
Curare non è solo intervenire sul sintomo.
È dare dignità alle emozioni, riconoscere la paura, la rabbia, la speranza, la stanchezza.
È creare spazi di dialogo in cui nessuno debba “proteggere” l’altro tacendo sé stesso.
In questa giornata celebriamo la ricerca, le cure, la prevenzione.
Ma ricordiamo soprattutto questo:
👉 la persona non coincide con la malattia
👉 e nessuno dovrebbe attraversarla da solo
🌱 Prendersi cura del sistema è prendersi cura di chi si ammala, e di chi ama.