Centro Evolutivo

Centro Evolutivo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Evolutivo, Psicologo, Via Flaminia 1757, Morlupo.

Specialisti dell’età evolutiva
Offriamo supporto personalizzato per bambini, ragazzi e famiglie:
Neuropsicologia
Psicoterapia e EMDR
Logopedia e psicomotricità
Valutazioni e tutoring DSA

Insieme per costruire un futuro sereno e consapevole.

13/03/2026

“Non sono capace” raramente significa davvero non riesco.

Spesso significa:
• ho paura di sbagliare
• non so da dove partire
• penso che l’errore dica qualcosa su chi sono

La metacognizione aiuta i bambini a cambiare prospettiva:
dall’errore ➝ al processo
dal giudizio ➝ alla strategia

E noi adulti possiamo fare una grande differenza…
semplicemente con le domande che scegliamo di fare.

Ti è mai capitato di sentire tuo figlio dire “non sono capace”?
Faccelo sapere nei commenti.

Nel lavoro con i bambini utilizziamo la metafora perché il cervello infantile apprende attraverso immagini, simboli e na...
03/03/2026

Nel lavoro con i bambini utilizziamo la metafora perché il cervello infantile apprende attraverso immagini, simboli e narrazione.
Quando parliamo di “fatina”, non stiamo soltanto giocando. Stiamo attivando:
• Sicurezza,
• Identificazione,
• Distanza simbolica dall'emozione,
• Integrazione cognitiva.
Il bambino può dire: “La rabbia è uscita dalla borsetta” invece di “Io sono cattivo”.
Questo passaggio è fondamentale.
In psicoterapia lavoriamo per separare identità ed emozione.
Il bambino non è la sua rabbia. Non è la sua paura. Non è la sua tristezza.
Quando un’emozione viene accolta e compresa:
• si riduce l’intensità
• aumenta la capacità riflessiva
• migliora la regolazione comportamentale
• si rafforza l’autostima
La vera magia non è far sparire l’emozione.
È imparare a starci dentro senza perdersi.

26/02/2026

Leggere una valutazione con gli occhi giusti
significa trasformarla in uno strumento di aiuto, non di giudizio.
Il vero obiettivo non è misurare un bambino;
è capire come permettergli di esprimersi al meglio attraverso la sua modalità di apprendimento.
Con rispetto, comprensione e fiducia.

17/02/2026

Ogni trigger è un filo invisibile che unisce il presente a una storia più antica.
Non reagiamo solo a ciò che accade oggi, ma a ciò che quel momento riattiva dentro di noi.
In terapia possiamo seguire quel filo con delicatezza, dare parole a emozioni rimaste sospese, riconoscere bisogni che allora non hanno trovato spazio.
È un lavoro sottile che richiede fiducia, ascolto e coraggio.
Ma quando iniziamo a farlo, non siamo più travolti dalle reazioni: diventiamo consapevoli delle nostre ferite e impariamo, finalmente, a prendercene cura.

10/02/2026

Non tutto il dolore nasce nel presente.
Alcune ferite arrivano da lontano, custodite dal corpo
anche quando la mente ha scelto di andare avanti.
Il corpo ricorda ciò che non è stato ascoltato.
E quando finalmente gli diamo spazio, il dolore smette di farsi sentire con forza.
Dare un nome a ciò che sentiamo è il primo passo verso una consapevolezza emotiva più profonda.

Un telefono acceso.Una stanza chiusa.Un adolescente che smette di parlare.Il cyberbullismo agisce in silenzio, ma il suo...
07/02/2026

Un telefono acceso.
Una stanza chiusa.
Un adolescente che smette di parlare.
Il cyberbullismo agisce in silenzio, ma il suo impatto sullo sviluppo emotivo è profondo.
Il documentario "Numero Sconosciuto" porta alla luce una realtà che spesso resta invisibile agli occhi degli adulti.
Come adulti abbiamo una responsabilità: creare spazi sicuri di ascolto.
Prima che il silenzio diventi solitudine.

05/02/2026

Dietro un compito evitato possono esserci difficoltà non riconosciute.
Errori frequenti nella lettura e nella scrittura, insieme a comportamenti di evitamento ed opposizione, sono segnali che meritano ascolto.
Osservarli e riconiscerli può guidarci verso una valutazione degli apprendimenti, per comprendere meglio i bisogni del bambino o ragazzo ed offrirgli il giusto supporto.

La Giornata della Memoria ci ricorda che la disumanizzazione inizia sempre allo stesso modo: facendo credere a qualcuno ...
27/01/2026

La Giornata della Memoria ci ricorda che la disumanizzazione inizia sempre allo stesso modo: facendo credere a qualcuno di valere meno. Ancora oggi chi è ritenuto “diverso” subisce umiliazioni silenziose e interiorizza l’idea di valere meno, di non essere abbastanza.
Ma se il passato serve a qualcosa, è a ricordarci che la Memoria non è solo ricordo, ma responsabilità.. Responsabilità di riconoscere che la diversità non è una colpa e che il rispetto non è un premio, ma un diritto!

20/01/2026

Un bambino silenzioso non sempre è un bambino sereno.
A volte, ciò che interpretiamo come calma, è in realtà una risposta ad un eccesso di stimoli.
Accompagnare i bambini verso un uso consapevole degli schermi, significa proteggere lo sviluppo emotivo e relazionale, non limitarlo.
E non si tratta di togliere la tecnologia, ma di accompagnarne l’uso.
Stabilire tempi, modalità e alternative è un atto di cura, non una rinuncia.

13/01/2026

Ci sono menti che non seguono linee dritte, ma traiettorie intense. Non sono difetti. Sono funzionamenti da comprendere. Per questo imparare a conoscersi può alleggerire il giudizio verso se stessi. 

Di fronte ad eventi catastrofici, nella mente del genitore si attiva la paura di perdere i propri figli. È un meccanismo...
09/01/2026

Di fronte ad eventi catastrofici, nella mente del genitore si attiva la paura di perdere i propri figli. È un meccanismo del tutto fisiologico, perché il cervello emotivo prende il sopravvento. Questo si trasforma in:
necessità di attuare maggior controllo,
si amplificano gli scenari peggiori e
il mondo viene percepito come improvvisamente più pericoloso.
Ma negare l autonomia per paura,
riduce l’autostima dei figli,
alimenta ansia e dipendenza,
ostacola la costruzione dell’identità adulta.
Ma il compito del genitore non è eliminare il pericolo,
ma aiutare il figlio a imparare a muoversi nel mondo.
La sicurezza non nasce dall’isolamento, ma da competenze emotive e relazionali solide.
Il mondo non diventa più sicuro se teniamo i figli fermi. Diventa più affrontabile se li aiutiamo a diventare in grado di camminare da soli.
Accompagnare nel percorso di crescita è camminare accanto, anche quando fa paura.

Noi adulti abbiamo il dovere di chiederci cosa sta accadendo e cosa non stiamo vedendo... Mi trova d'accordossimo con qu...
03/01/2026

Noi adulti abbiamo il dovere di chiederci cosa sta accadendo e cosa non stiamo vedendo... Mi trova d'accordossimo con queste parole...
"Quei ragazzi non sono “la società che va male”, sono il sintomo di una società che non ha insegnato a stare nel pericolo senza dissociarsi. E non servono prediche, ma adulti che insegnino presenza, contatto, regolazione, responsabilità reale.
Perché non si nasce capaci di “stare” dentro una tragedia, soprattutto a quell'età ed in un momento di festa. Lo si può imparare, ma solo se qualcuno ce lo mostra."
Cosa sta accadendo.. È la relazione che sta venendo meno.. Con tutte le conseguenze che porta

Questa immagine, e i testi che puntano il dito che ho letto in questi giorni tragici di quanto successo e sta accadendo al Crans-Montana, ci colpiscono perché sembrano raccontare quella che sembra essere una “scelta morale” di un giovane ragazzo. Ma dal punto di vista psicologico, racconta soprattutto di un riflesso che è neurobiologico. Quando un adolescente si trova davanti a un pericolo improvviso, il cervello non “ragiona”, non attiva il pensiero etico, non valuta le conseguenze. Si accende il sistema di sopravvivenza. L’amigdala prende il comando. Il corpo entra in modalità di allarme. Il tempo si deforma. La coscienza si restringe. E il gesto che emerge non è quello “giusto”, è quello automatico.
C'è da riconoscerlo, per molti ragazzi di oggi, il telefono non è solo un oggetto è una protesi di regolazione emotiva. È il modo con cui tengono insieme l’ansia, le tensioni, le emozioni forti. È lo strumento che crea distanza dal terrore. Filmando, il cervello crea uno schermo tra sé e l’evento. Non per cattiveria. Ma per non crollare. Questo non rende quel gesto “giusto”. Ma lo rende comprensibile e di sicuro più umano.
Il ragazzo che tenta di spegnere l’incendio e quello che riprende non sono due umanità diverse. Sono due sistemi nervosi che reagiscono in modo differente allo stesso trauma. Uno va verso, l'altro si protegge.
Ed è proprio qui che sta la responsabilità adulta. Non nel puntare il dito, ma nel chiederci che tipo di sicurezza stiamo insegnando? Che tipo di presenza? Che tipo di contatto con la realtà?
Il rischio di messaggi come questo è che trasformano una reazione traumatica in un atto etico, e così facendo spostano la colpa sulle persone invece che sul vuoto educativo, emotivo e relazionale in cui questi ragazzi sono cresciuti. Quei ragazzi non sono “la società che va male”, sono il sintomo di una società che non ha insegnato a stare nel pericolo senza dissociarsi. E non servono prediche, ma adulti che insegnino presenza, contatto, regolazione, responsabilità reale.
Perché non si nasce capaci di “stare” dentro una tragedia, soprattutto a quell'età ed in un momento di festa. Lo si può imparare, ma solo se qualcuno ce lo mostra.

Indirizzo

Via Flaminia 1757
Morlupo
00067

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 14:00

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