13/01/2026
Con le sirene che tagliano la notte.
Blu che lampeggia sull’asfalto, sui volti stanchi, sugli specchietti di chi guarda e non capisce subito.
Ti fai spazio tra le auto,
ma lo spazio non basta mai.
C’è chi frena tardi, chi esita, chi resta fermo.
Ogni metro conquistato è una lotta contro il tempo,
ogni secondo pesa come piombo.
Nel petto senti il cuore scattare in avanti,
come se volesse arrivare prima di te.
Il respiro si ferma un istante, poi diventa guida.
L’adrenalina stringe i muscoli, la mente si fa lucida.
Non c’è spazio per il rumore del mondo,
solo per ciò che conta.
Nell’anima convivono paura e dovere.
La paura di non farcela.
Il dovere di provarci comunque.
Davanti a te non c’è un incidente,
c’è una vita.
Un respiro da proteggere,
un battito da difendere.
In quei secondi il tempo cambia forma.
Le mani lavorano, il cuore spera, l’anima promette:
“Non ti conosco, ma non ti lascio.”
Essere soccorritore è questo:
farsi strada nel caos, nella notte,
portare il peso di una vita tra le mani
e continuare, sempre, a credere
che ogni secondo possa fare la differenza.