19/08/2025
La saggezza del pene
Abbiamo una conoscenza antica, una conoscenza ancestrale, che va più indietro di qualsiasi altra conoscenza umana noi possiamo mai comprendere.
È la conoscenza che risiede nel nostro organo riproduttivo.
Non è banale. Non è una conoscenza che si può portare a galla in poco tempo.
Il corpo non mente.
E lì dentro c’è tutto.
Il pene ha una sua struttura, una sua fisiologia.
C’è chi lo studia dal punto di vista anatomico, strutturale: il corpo spugnoso. Corpi cavernosi.
C’è chi ha provato a dargli un legame con la struttura emotiva, c’è chi prova a forzare la sua natura con pillole blu o affini
La saggezza del pene è fondamentale per l’uomo, e anche per la donna.
Va conosciuto, va incontrato e amato.
Non è un giocattolo anche se un po’ tutti noi ci abbiamo fatto l’elicottero, non è staccato da noi.
Il pene ha una sua struttura ben definita.
Ed è parte integrante. Va conosciuto, ripeto.
Non è “lui”
Non è la principessa Sofia o Thor, come diceva quel film.
Non ha una testa a parte.
Anzi, la sua coscienza (e bada bene che ho detto sua) è strettamente collegata a quello che senti, a quello che vivi, perché è te, è una parte di te.
Forse è la parte che ti conosce meglio. È quella che non mente. È quella che dovresti ascoltare di più.
Tanta gente, per sottolineare il fatto che c’è magari un gran desiderio sessuale, ti dice che “ragioni con quello”.
Benvenga. Benvenga l’istinto.
Perché sappi che lui non è violento. Lui non è aggressivo. Lui non è cattivo.
È come dire che è violenta una mano che ti accarezza.
Chi è violento non è il pene, ma magari qualcuno che ce l’ha, certo.
Il pene è saggio.
Il pene sa quello che vuole e quello che non vuole.
Sa cosa funziona e cosa non funziona.
Sa stare sull’attenti o meno. Lui è pronto.
Ha una missione
E ha un suo processo di vita, una sua selezione.
Tocca a te integrarlo o meno.
Lui, secondo me, aspetta solo questo
che tu lo accetti così com’è.
Che tu ne vada fiero, o meno. Non posso saperlo.
Ma che lo comprendi e riconosci come parte di te, non speciale
Ma te. Non disperdere il tuo immenso potere che risiede alla sua base
Stai con la tua energia sessuale che li trova espansione
Perché è così
c’è bisogno di riconoscimento
e non di altare.
Non è il tuo Dio da venerare.
E non c’è da star lì a fare chi ce l’ha più grosso e chi ce l’ha più duro.
Non è una gara
Non è una sfida
Non c’è tacca né medaglia
C’è invece da proteggere e custodire quello che risiede in lui, dentro di lui, l’informazione che porta
Venerare, sì, la sua infinita saggezza.
Alessandro Catanzaro