11/05/2026
Diabete tipo 2: la glicemia dopo un pasto dice più di quanto si pensi
Siamo felici di condividere i risultati della nostra ultima ricerca, svolta in collaborazione con la Chalmers University of Technology di Göteborg e pubblicata su una delle più importanti riviste internazionali di diabetologia e metabolismo.
Il diabete di tipo 2, spesso definito “diabete alimentare”, si sviluppa quando il corpo diventa resistente all’insulina, spesso a causa di sovrappeso e sedentarietà. Di conseguenza, il pancreas è costretto a produrne quantità maggiori per mantenere stabile la glicemia.
Oggi, la maggior parte dei pazienti riceve trattamenti simili, sia dal punto di vista farmacologico che nutrizionale. Tuttavia, sappiamo che ogni individuo è diverso: il grado di insulino-resistenza e la capacità del pancreas di compensare variano notevolmente da persona a persona.
👉 Ma è possibile distinguere questi diversi “tipi” di diabete tipo 2 in modo semplice?
Questo è stato l’obiettivo del nostro studio.
Abbiamo monitorato in continuo la glicemia di 100 pazienti dopo una colazione standard (un panino farcito e una mela). I risultati hanno mostrato che la velocità e l’intensità dell’aumento della glicemia variano in base alla risposta insulinica individuale.
Sono emersi tre profili principali:
🔶 Profilo arancione
Picco glicemico elevato e prolungato → minore produzione di insulina e maggiore insulino-resistenza.
🔵 Profilo blu
Aumento più contenuto ma lento ritorno ai valori normali → risposta insulinica intermedia.
🟢 Profilo verde
Aumento rapido ma moderato, con ritorno veloce alla normalità → migliore sensibilità insulinica e risposta precoce efficace.
Un dato sorprendente?
Tutti questi pazienti avevano valori clinici molto simili (emoglobina glicata, età, BMI, durata della malattia). Con i metodi tradizionali, queste differenze sarebbero rimaste invisibili.
👉 Cosa significa tutto questo?
Che anche nel diabete tipo 2 non esiste un’unica forma di malattia.
E soprattutto:
un semplice monitoraggio glicemico dopo un pasto, anche a casa, potrebbe aiutare a personalizzare la terapia e l’alimentazione.
Questo rappresenta un passo importante verso una medicina sempre più personalizzata e precisa.
https://www.metabolismjournal.com/article/S0026-0495(26)00136-8/fulltext