15/10/2022
LA PARETE VUOTA.
Pochi chilometri mi separano da Napoli e dal benessere che proverò distesa sulla moquette beige che tappezza la stanza di Antiginnastica.
Due giorni da dedicare alla mia formazione professionale.
Ma oggi quanti chilometri mi separano da me stessa, dopo questi mesi estivi così estenuanti?
La porta è socchiusa. La apro come ho fatto tante volte in questi ultimi sei anni, ma la parete bianca fa un triplo carpiato nei miei occhi, mi colpisce, quasi mi destabilizza. È vuota, completamente vuota come Thérèse Bertherat ci ha insegnato; conosco bene questa stanza eppure è come se vedessi la sua parete per la prima volta.
Mi appare enorme, vasta, sconfinata tanto è vuota.
Cosa sta ingombrando la mia vita - mi chiedo - tanto da provare una vertigine dinanzi a questa vastità? Cosa non sto tirando fuori dal cassetto, cosa non sto appendendo alla parete della mia vita di unico, personale, singolare?
È possibile che in questo momento stia dando spazio a ciò che non desidero?
E se questa vertigine che sento fosse voglia di abbandonare l'indesiderato?
Ogni volta che torno in questa stanza incontro e mi confronto con nuove parti di me: vengo per formarmi professionalmente, per acquisire nuovo materiale attinto dal patrimonio immenso lasciato da Thérèse, ma allo stesso tempo dentro, qualcosa di nuovo si forma, mi plasma.
È una formazione "continua" quella con l'Antiginnastica, come continuo è il cammino verso me.
I CONFINI corporei che ci definiscono, separano ed allo stesso tempo mettono in contatto con ciò che è "altro da noi" è stato il cuore di questa formazione dalle tinte morbide, sensibili, intime, a tratti malinconiche. Non è facile definire i propri confini, farlo prima di tutto nel corpo seguendone i contorni attentamente, risvegliandoli.
Ma è assolutamente possibile con un lavoro attento, minuzioso, trasformativo come quello dell'Antiginnastica a me sempre cara.
Sensazioni dalla Formazione continua "Lato corte, lato giardino", 8/9 ottobre 2022, Napoli.
P.s: oggi, ad una settimana di distanza dalla formazione, scelgo di appendere alla parete della mia vita un fiore.
Un fiore che spanda nella stanza il mio nome,
che odori di me.