07/02/2026
Grazie a tutti per questa sera. Questo è il libro da cui è tratto il passaggio che abbiamo letto dopo la meditazione e che trascrivo qui di seguito, dedicandolo ad Antonella e a Pasquale:
Al Plum Village, ogni volta che si tiene una cerimonia nuziale l’intera comunità fa festa e dà il suo sostegno alla coppia. Dopo la cerimonia una volta al mese – la sera del plenilunio – la coppia recita insieme le Cinque consapevolezze, ricordando che ci sono amici vicini e lontani che sostengono la relazione. Che la vostra relazione sia sancita o no dalla legge, sarà più solida e più duratura se verrà dichiarata in presenza di un Sangha, cioè di amici che vi vogliono bene e desiderano sostenervi in spirito di comprensione e di affetto.
Prima di sposarsi due persone dovrebbero praticare insieme la presenza mentale, una volta divenuti marito e moglie dovrebbero continuare a praticare le Cinque consapevolezze come manifestazione della loro pratica della presenza mentale:
“Siamo consapevoli che in noi sono presenti tutte le generazioni dei nostri antenati e tutte le generazioni future.
Siamo consapevoli delle aspettative che i nostri antenati, i nostri figli e i figli dei loro figli hanno nei nostri confronti.
Siamo consapevoli che la nostra gioia, la nostra pace, la nostra libertà e la nostra armonia sono la gioia, la pace, la libertà e l’armonia dei nostri antenati, dei nostri figli e dei figli dei nostri figli.
Siamo consapevoli che la comprensione è il reale fondamento dell’amore.
Siamo consapevoli che i rimproveri non servono mai a niente e non fanno che aumentare il distacco tra noi; sappiamo che solo la comprensione, la fiducia e l’amore ci possono aiutare a cambiare e a crescere”.
Nella prima consapevolezza, vediamo noi stessi come un elemento di continuità rispetto ai nostri antenati e di collegamento con le generazioni future. Quando consideriamo le cose sotto questa luce, sappiamo che prendendoci cura del nostro corpo e della nostra coscienza nel presente ci prendiamo cura di tutte le generazioni presenti e future.
La seconda consapevolezza ci ricorda che i nostri antenati si aspettano qualcosa da noi e lo stesso i nostri figli e i figli dei nostri figli. La nostra felicità è la loro felicità; la nostra sofferenza è la loro sofferenza. L’osservazione profonda ci aiuterà a capire cosa si aspettino da noi i nostri figli e i nostri nipoti. Magari non li vedremo ancora in persona, ma essi ci stanno già parlando: desiderano che noi viviamo in modo che quando essi si manifesteranno, la loro non sia un’esistenza miserabile. I buddhisti vietnamiti non si considerano individui separati dai propri antenati, ma elementi di una continuità in cui sono rappresentate tutte le generazioni precedenti. Le azioni di una coppia non hanno come unico scopo la soddisfazione dei bisogni spirituali e fisici dei due “sé” individuali, ma anche la realizzazione delle speranze e delle aspettative dei loro antenati e il compito di preparare il terreno alle generazioni future.
La terza consapevolezza ci spiega come la gioia, la pace, la libertà e l’armonia non siano questioni individuali. Dobbiamo vivere in un modo che permetta la liberazione dei nostri antenati presenti in noi, il che significa liberare noi stessi. Se non li liberiamo, noi stessi resteremo legati per tutta la vita e trasmetteremo questi legami ai nostri figli e nipoti. Ora è tempo di liberare i nostri genitori e i nostri avi che abbiamo dentro di noi. Possiamo offrire loro pace, gioia, libertà e armonia proprio mentre offriamo pace, gioia, libertà e armonia a noi stessi, ai nostri figli e ai nostri nipoti. […]
Anche la quarta consapevolezza è un insegnamento fondamentale del Buddha. Dove c’è comprensione c’è amore. Quando capiamo la sofferenza di una persona, siamo spinti ad aiutarla e liberiamo le energie dell’amore e della compassione. Qualsiasi cosa si faccia in questo spirito sarà nella direzione della felicità e della liberazione della persona che amiamo. […]
Quando ci si sposa si forma un Sangha di due persone, per praticare l’amore: prendersi cura l’uno dell’altro, far sbocciare il proprio partner come un fiore, fare della felicità qualcosa di reale. La felicità non è qualcosa di individuale. Dovresti praticare il sorriso almeno una volta al giorno, non solo per te stesso ma anche per lei. Dovresti praticare la meditazione camminata non solo per lei, ma anche per te stesso. Noi tutti siamo collegati a molte persone ed esseri: ogni passo, ogni sorriso che facciamo ha un effetto su tutti coloro che ci stanno vicini. La tua felicità è la felicità di tanta gente.
Thich Nhat Hanh, Insegnamenti sull’amore, Beat Bestseller, 2021.