Dr.ssa Paola D'Avenia - Psicoterapeuta dell'età evolutiva

Dr.ssa Paola D'Avenia - Psicoterapeuta dell'età evolutiva dr.ssa Paola D'Avenia, Psicologa clinica (iscrizione all'albo n.7255), Psicoterapeuta Psicoanalitica

"Quante parole intorno ad una mamma che si addormenta mentre allatta e perde il suo bambino.Di fronte ad un dolore impen...
31/01/2023

"Quante parole intorno ad una mamma che si addormenta mentre allatta e perde il suo bambino.
Di fronte ad un dolore impensabile e indicibile sembra sia impossibile tacere.
La ricerca di un colpevole è immediata...
La mamma? Le infermiere? I medici?
[...] Una tragedia come questa grida più forte di tante altre che quotidianamente vivono tanti genitori e non solo. Deve essere un’occasione per affrontare e trovare soluzione alla grave carenza di sostegno professionale umano e psicologico negli ambienti di cura. Luoghi di nascita, di malattia e di morte nei quali l’attenzione alla persona spesso è affidata per lo più alla coscienza di operatori sensibili, preparati e spesso soli"

di Giuliana Bruno Una mamma si addormenta .. Quante parole intorno ad una mamma che si addormenta mentre allatta e perde il suo bambino.Di fronte ad un dolore impensabile e indicibile sembra sia impossibile tacere.La ricerca di un colpevole è immediata ..La mamma? Le infermiere? I medici? Ma se las...

12/10/2022

Non si può ingannare un bambino: percepisce tutto, riconosce il lato sincero dei discorsi, avverte, con un'intuizione formidabile, gli stati emotivi degli adulti.

F. Dolto, Liberare la parola.

10/10/2022

“I ragazzi sono consapevoli dell’importanza della psicologia per capire se stessi, gli altri e la realtà”. Lo rivelano la ricerca UNICEF “The future we want” e l’indagine del sito Studenti.it.
In vista della Giornata nazionale della Psicologia torniamo a parlare della svolta culturale dei giovani nei riguardi della figura dello psicologo e lo facciamo proponendovi l’articolo su questo tema scritto dal Presidente CNOP Lazzari.
“In Italia la Psicologia e la figura dello psicologo è stata tradizionalmente vista quasi esclusivamente come legata alla cura delle patologie mentali. Come sui temi ambientali i giovani scendono in campo sui diritti psicologici, rompendo un muro di vergogna che ci portiamo dietro da troppi anni”.
Per leggere l’articolo completo ▶️ https://www.huffingtonpost.it/blog/2022/10/08/news/psicologo_giovani-10368888/

20/07/2022
Ultimo tassello di un entusiasmante lavoro a cui ho preso parte realizzato grazie ad una solida rete di partenariato, al...
20/04/2022

Ultimo tassello di un entusiasmante lavoro a cui ho preso parte realizzato grazie ad una solida rete di partenariato, alla preziosa collaborazione delle scuole, dei ragazzi e degli insegnanti coinvolti e al contributo di validissimi colleghi psicologi, avvocati ed esperti di social media.

La conferenza si svolgerà questa mattina online dalle ore 9:30 alle 12:30.
Per partecipare basterà collegarsi al seguente link:
https://global.gotowebinar.com/.../4185488229511845382

Domani si terrà, online, la conferenza finale del progetto europeo "𝗖𝘁𝗿𝗹+𝗔𝗹𝘁+𝗗𝗲𝗹: 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹 𝘆𝗼𝘂𝗿 𝗶𝗺𝗮𝗴𝗲𝘀 𝗦𝗮𝘆 𝗮𝗹𝘁 𝗗𝗲𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗳𝗿𝗼𝗺 𝘁𝗵𝗲 𝘄𝗲𝗯"!

Saranno presentati i risultati, le esperienze, le metodologie di intervento, le ricerche e le testimonianze dei giovani protagonisti che insieme a noi e agli altri partner di progetto hanno lavorato, in questi ultimi due anni, per comprendere, approfondire e contrastare il fenomeno dell'𝙊𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚 𝙏𝙚𝙚𝙣 𝘿𝙖𝙩𝙞𝙣𝙜 𝙑𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙘𝙚 (𝘝𝘪𝘰𝘭𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘖𝘯𝘭𝘪𝘯𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘙𝘦𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘐𝘯𝘵𝘪𝘮𝘦 𝘵𝘳𝘢 𝘈𝘥𝘰𝘭𝘦𝘴𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪).

La conferenza è aperta a tutti e si svolgerà dalle ore 9:30 alle 12:30.
Per partecipare basterà collegarsi al seguente link:
https://global.gotowebinar.com/ojoin/651851388426820876/4185488229511845382

https://www.ctrl-alt-del.eu/wp/
European Commission Unina Federico II LUCA School of Arts Protom

"Bambini e adolescenti: in due anni covid e minaccia terza guerra mondiale. Che fare?", di Fabrizio Rocchetto  "L’attual...
20/04/2022

"Bambini e adolescenti: in due anni covid e minaccia terza guerra mondiale. Che fare?", di Fabrizio Rocchetto

"L’attuale generazione di giovani si trova quindi esposta a vivere un’esperienza drammatica che richiederà tempo e lavoro per la sua elaborazione dovendo convivere con l’angoscia di non poter disporre di prospettive rassicuranti. Può essere l’occasione per mantenere viva la capacità di giocare [...]"

https://www.spiweb.it/la-cura/bambini-e-adolescenti-in-due-anni-covid-e-minaccia-terza-guerra-mondiale-che-fare-f-rocchetto/

Bambini e adolescenti: in due anni covid e minaccia terza guerra mondiale. Che fare? Fabrizio Rocchetto  Una diciassettenne, lapidaria, commenta: “Che p***e! Negli ultimi due anni prima ho dovuto fare i conti con il covid e adesso pure l’invasione della Ucraina e la minaccia della terza guerra ...

08/04/2022

Il DISEGNO è una struttura del corpo che il bambino proietta e con la quale articola la propria RELAZIONE con il mondo.
(...) Un disegno è più dell'equivalente del sogno o, (...) un fantasma divenuto vivente.

F. Dolto, Il bambino dello specchio, 2011.

28/01/2022
11/01/2022

Avere dubbi non è indice di debolezza ma di amore e responsabilità!

Le condotte delle persone dello spettro autistico, per quanto incomprensibili, bizzarre, ripetitive possano sembrare, so...
30/09/2021

Le condotte delle persone dello spettro autistico, per quanto incomprensibili, bizzarre, ripetitive possano sembrare, sono sempre dei tentativi di comunicare qualcosa di sé (di come o cosa sentono e del modo in cui sperimentano se stessi e il mondo circostante). «Il bambino autistico - scrive Laurent Danon-Boileau - vorrebbe comunicare ma non può farlo» (o non può farlo adeguatamente) se non attraverso manovre con cui poter preservare la "giusta distanza" (quella che lo fa sentire più al sicuro).

Molto spesso, le persone dello spettro autistico sono considerate come espressione di una diversità preoccupante che attacca le nostre certezze e mina i nostri limiti per cui, al contrario di prendersi cura di loro e avvicinarsi al loro peculiare modo di essere, si tenta di "riabilitarli", per farli diventare "normali", secondo un modello che non prevede modi di essere differenti.
In un contesto terapeutico, piuttosto che cercare di correggere un comportamento "sbagliato", credo fermamente sia importante vedere ed accogliere il bambino, l'adolescente o il giovane adulto per ciò che è (e non per ciò che dovrebbe essere!). Ció significa predisporre uno spazio di condivisione e di accoglienza in cui permettere a poco a poco al bambino l'emergere delle SUE potenzialità, nel rispetto della sua personalità.

Nella presa in carico di bambini, adolescenti o adulti in condizioni dello spettro autistico, riteniamo sia assolutamente fondamentale predisporre interventi che si focalizzino sulla dimensione emotivo-relazionale mediante tecniche fondate sulla creatività e sul gioco spontaneo (impiegate, ad esempio, nella psicoterapia e la musicoterapia psicoanaliticamente orientate).
Un piano terapeutico che contempli esclusivamente approcci comportamentisti o cognitivisti (ad esempio ABA, TEACCH e affini) può rivelarsi, a nostro avviso, inadeguato ma soprattutto rischioso per uno sviluppo sano e armonioso della persona nello spettro autistico.

«Quando si gioca con un bambino che presenta dei tratti autistici, si presenta costantemente uno scoglio: la sua risposta può organizzarsi come l'effetto di un addestramento. Se questo è il caso, la condivisione è mancata. Perché possa veramente stabilirsi, è necessario all'inizio che l'adulto abdichi a qualsiasi prospettiva di figurazione. [...]
Se sono favorevole alla condivisione dei giochi non rappresentazionali è perché sono convinto che qualsiasi forzatura comporti un rischio. [...] Quello che qui dico a proposito dei giochi rappresentazionali è rigorosamente parallelo a quello che penso dei metodi che mirano a inculcare nel bambino dei comportamenti sociali. [...] in qualsiasi tipo di apprendimento, se si vuole che l'allievo assimili quello che gli si propone, se si vuole che le acquisizioni che può fare in superficie non rimangano in lui come un corpo estraneo, è necessario che si senta parte integrante del processo [...] è necessario che il bambino provi gusto ad avere uno scambio con la persona da cui impara. Il ricorso esclusivo ai metodi comportamentisti comporta il rischio di un adattamento di facciata. In un primo momento, permette di stabilire un'indispensabile comunicazione di sopravvivenza. D'altra parte è rassicurante per l'apparato medico-sociale, perché questa dà rapidamente un'impressione di riuscita e di efficacia. A lungo termine, il rischio è di bloccare il bambino in una pseudo-normalità e di scinderlo dalla sua personalità profonda. Come quando s'impara una lingua straniera con un metodo audiovisivo senza mai andare nel paese dove la si parla. [...] non bisogna più pensare che il bambino autistico non abbia niente nella testa né nel cuore e che si debba semplicemente addestrarlo. [...]
Il lavoro di un [terapeuta "sufficientemente buono"] consiste dunque nell'aiutare il bambino a sganciarsi dal fascino ripetitivo della stereotipia che il bambino pratica nei confronti del mondo, senza affrettarne l'ingresso nello scambio. Si tratta, infatti, di portarlo lentamente al piacere della condivisione dei giochi sensomotori, poi di favorire l'insorgere della figurazione e del gioco simbolico.»
(da "L'autismo: un altro modo di comunicare" ~ L. Danon-Boileau, 2012)

[nella foto: ritratto del piccolo Pierre realizzato dal padre, Henri Matisse, nel 1909]

06/09/2021

La prevenzione non sta nell'evitare ad un bambino di soffrire, ma di poter parlare di ciò che lo fa soffrire e riconoscere con compassione che egli ne soffre.
Volergli risparmiare la sua sofferenza è ricoprirla di una zona d'ombra che produrrá un trauma. [...] perché la sofferenza è umanizzata quando viene comunicata e quando l'altro non crolla per il fatto che gliela comunichiamo.

F. Dolto, I dialoghi di Quebec, 1996.

Qui sono raccolte alcune tra le domande più frequenti dei genitori sulla psicoterapia infantile. Clicca sul link per sap...
03/05/2021

Qui sono raccolte alcune tra le domande più frequenti dei genitori sulla psicoterapia infantile.
Clicca sul link per saperne di più 👇

“A che età un bambino può andare in psicoterapia?

Cosa fanno i bambini in psicoterapia?”

Alcune delle domande a cui la nostra collega Giuliana Bruno risponde all’interno della sezione “Domande e risposte” sul sito della SIPSIA!

https://sipsia.org/bambini-in-psicoterapia/

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