Dott. Andrea de Lise - Psicologo Psicoterapeuta

Dott. Andrea de Lise - Psicologo Psicoterapeuta Sono uno psicologo e psicoterapeuta in formazione. Svolgo la mia attività professionale tanto dal vivo, a Napoli e a Boscoreale, quanto online.

Tutte le persone che si rivolgono a me vogliono stare meglio: è sempre mio interesse raggiungere questo risultato nel miglior modo possibile e nel minor tempo possibile. Sono disponibile eventualmente anche a dei colloqui domiciliari nella città di Napoli, da definire di volta in volta. Contattatemi per maggiori informazioni e per definire un appuntamento, anche serale in caso di consulenza online.

14/04/2026

Come mai controlliamo il telefono anche quando sappiamo che non c'è nulla di nuovo?

Principalmente per via della ricerca di dopamina: il cervello cerca costante stimoli e novità, e un sistema così potente come lo smartphone è perfettamente in grado di soddisfare tale compito. Il meccanismo è simile a quello delle dipendenze da sostanze.

A tutto ciò si uniscono altri fattori: la scarsa tolleranza della noia, vista come disagevole, o non voler rimanere "da soli" in contatto con le proprie sensazioni o pensieri.

Va inoltre considerata la e la (entrambi argomenti di cui ho parlato in dei post che trovate sul profilo), ma anche l'abitudine, strategie di fuga o evitamento, o il sempre più diffuso fenomeno della vibrazione fantasma (controllare il telefono perché convinti sensorialmente di averlo sentito squillare o vibrare).

12/04/2026

È possibile individuare dei fattori che rendono un individuo più predisposto alla limerenza?

La risposta a questa domanda non è semplice, perché indubbiamente esistono dei fattori chiave, ma non è quasi mai possibile individuare un solo fattore, o trovare un'unica causa che sia universale. Generalmente è sempre una combinazione di fattori, dovute alle differenze individuali e alle storie personali. In questo reel, comunque, riporto i 3 fattori che reputo generalmente più comuni in questa situazione.

1️⃣ Attaccamento insicuro, mancanza di continuità positiva nella propria vita: se temiamo che l'altro possa abbandonarci o rifiutarci, le relazioni sono vissute in modo molto intenso e insicuro. E, in questo caso, maggiore è l'incertezza, più cerchiamo di agganciarci.

2️⃣ Tendenza ai pensieri ossessivi, alla ruminazione, al disturbo ossessivo-compulsivo: in generale, una mente che "non molla" mai. L'oggetto di limerenza diventa un pensiero fisso, con idealizzazioni e scenari mentali continui.

3️⃣ Sensibilità del sistema dopaminergico: secondo me uno dei fattori più importanti in caso di limerenza, ed è il ciclo alla base di qualsiasi tipo di dipendenza. I segnali alterni e/o incostanti attivano il circuito della ricompensa.

Inoltre, momenti particolari della propria vita, solitudine, relazioni difficili, bassa autostima, ecc. possono amplificare il tutto.

Per un breve approfondimento sulla limerenza, trovi un altro post sul mio profilo.

08/04/2026

Quanto dura una seduta?

Parlo della mia esperienza e della mia pratica clinica, ma circa 50 minuti: tuttavia, è un tempo indicativo. A volte una seduta può durare anche di più (talvolta anche oltre l'ora), per i più svariati motivi, ed è una situazione non così rara nella mia pratica clinica, soprattutto nei primi incontri, in importanti momenti di consapevolezza e cambiamento o in momenti caratterizzati da una forte carica emotiva, positiva o negativa che sia.

L'importante non è comunque la durata di per sé, ma l'intensità di quel tempo e il sentire di essere accolti, di essere aiutati, ascoltati e visti, e di star lavorando con qualcuno su di sé per il proprio benessere.

07/04/2026

Come mai tendiamo a preoccuparci, a volte a spaventarci o andare in uno stato ansioso, quando la risposta a un messaggio non arriva subito?

E come mai spesso ci sentiamo obbligati a dover rispondere subito, o comunque non appena possibile?

Anche in questo caso, la risposta è complessa e sono numerosi i fattori da considerare: fra importanza del rapporto, senso di appartenenza e/o di esclusione dal gruppo, e così via.

Tuttavia, non si può non partire dal fatto che gli smartphone hanno cambiato notevolmente il modo di comunicare, rendendola più rapida e veloce.

È quindi venuta meno l'attesa, che ha sempre caratterizzato la comunicazione dell'era pre-messaggistica istantanea, tenendo tutti in uno stato di iperconnessione costante alla quale non è facile sfuggire.

Oggi viviamo in uno stato di connessione continua, in cui il nostro sistema cognitivo è costantemente impegnato a processare stimoli, notifiche, messaggi.

In più, nella comunicazione digitale manca gran parte del linguaggio non verbale: non vediamo espressioni, non sentiamo il tono.

E quindi il silenzio diventa più difficile da interpretare e, soprattutto, da tollerare.

Per questo un messaggio senza risposta può sembrare decisamente più “carico” e importante di quanto lo sia poi davvero.

Ma forse dobbiamo ripartire proprio da qui: una risposta che tarda ad arrivare non è un rifiuto, non rispondere subito non è scortesia.

Dobbiamo riprenderci l’attesa, la noia, il tempo non riempito, liberato dagli impegni reali e/o percepiti.

E concederci, e concedere agli altri, il diritto di non essere sempre immediatamente disponibili.

04/04/2026

Può esistere l'amicizia fra uomo e donna?

Certo! A differenza di possibili luoghi comuni, l'amicizia fra uomo e donna può esistere tranquillamente.

Il tema può essere complesso (anche qui, sarebbe bello in futuro parlarne in modo più strutturato), ma in questo reel provo elenco alcuni fra i fattori principali da considerare:
1️⃣ diverse aspettative: magari una delle due parti è interessata sessualmente o sentimentalmente, rendendo così difficile, se non impossibile, strutturare un rapporto paritario di amicizia
2️⃣ attrazione sessuale
3️⃣ differente percezione: gli uomini cercano nelle amicizie femminili perlopiù comprensione emotiva, che per dinamiche di genere e culturali non sempre è presente nelle amicizie maschili. Entrambi i sessi cercano inoltre nell'altro sesso diversi punti di vista. Tuttavia, gli uomini tendono a sovrastimare l'attrazione reciproca, mentre le donne tendono generalmente a sottostimarla

Generalmente ci si avvicina agli altri, e si diventa amici, perché quella persona è simpatica e piace, prima di tutto come persona.

Proprio per questo, a volte il confine fra amicizia e amore può essere molto flebile, soprattutto se le proprie emozioni sono in subbuglio o in momenti particolari della propria vita.

L'amicizia fra uomo e donna però non è assolutamente impossibile, ed è più comune di quanto si pensi. Richiede certamente una certa propria consistenza, e chiarezza relazionale.

E tu? Hai amicizie dell'altro sesso?

31/03/2026

Come mai preferiamo inviare messaggi invece che telefonare? 📱

Il motivo principale ruota attorno alla percezione di aver maggiore controllo della conversazione, dei propri stati emotivi e dei conflitti: si può rispondere con calma, quando si vuole, scegliendo con cura le parole e senza dover impegnare l'attenzione in una sola attività.

Inoltre, non c'è l'imbarazzo derivante da possibili silenzi o incomprensione tipici della telefonata, e la comunicazione non verbale, già ridotta in una chiamata, traspare ancora meno.

Le nuove generazioni native digitali, inoltre, sono molto più abituate a questo tipo di comunicazione piuttosto che alle telefonate, viste invece dalle vecchie generazioni come una forma profonda di intimità.

A tutto ciò si aggiunge una sorta di telefonofobia nei confronti di chiamate impreviste, viste come un'invasione dei propri spazi, modi e intimità. Non è raro infatti che qualcuno non risponda al telefono per poi iniziare la comunicazione via messaggio subito dopo.

In alcuni casi, tuttavia, questi comportamenti possono diventare dei limiti: alcune persone faticano a sostenere una chiamata, percependola come un’uscita impegnativa dalla propria zona di comfort. Questo può incidere negativamente sulla vita sociale, rendendo più complesse le interazioni con l’ambiente esterno.

E tu come preferisci comunicare?

29/03/2026

Se un paziente mi incontra può salutarmi? Certo. Posso tuttavia essere io a prendere l'iniziativa e salutare? No.

Per rispetto della privacy, del setting e per evitare imbarazzo nell'esporre in pubblico il nostro rapporto, soprattutto quando in presenza di altre conoscenze (mie o del paziente) o comunque in spazi pubblici frequentati.

Non si tratta di maleducazione, indifferenza o mancanza di rispetto, ma di una scelta volta a tutelare il paziente, evitando di esporre il nostro rapporto in modo che potrebbe risultare scomodo.

28/03/2026

Un breve estratto dal mio lavoro di tesi e dalla discussione di specializzazione dello scorso 27 febbraio.

Il lavoro completo è molto più approfondito, ma in questi pochi minuti analizzo velocemente il Diagramma Funzionale dell'organismo città Napoli, principalmente in alcune nelle disfunzioni emerse.

Per chiunque abbia curiosità chiedete nei commenti o in privato e approfondirò molto volentieri.

Presto aggiusterò un po' questo lavoro di ricerca, cercando poi di pubblicarlo. Ma mi auguro soprattutto, anche con l'ausilio delle tecniche del modello funzionale, di elaborare dei progetti mirati che possano agire sul benessere delle comunità.

La qualità del video non è eccellente, ma sono comunque entusiasta di poter condividere con voi una piccola parte di questo lavoro.

24/03/2026

Stralcio dell'intervista sostenuta questo weekend a Story Time di Radio Canale Italia.

Mi è stato spesso chiesto, anche su questi canali, di condividere qualcosa sul mio modello psicoterapico.

La psicoterapia funzionale si basa su di un concetto di unitarietà della persona: non è la mente a controllare il corpo, né il corpo a controllare la mente. La visione funzionale del Sé esprime un funzionamento globale dell’individuo nel quale tutti i piani psicocorporei concorrono con la medesima importanza, in una concezione che non è più piramidale ma sferica: tutti i piani e i processi funzionali contribuiscono infatti allo stesso modo all’organizzazione del Sé dell’individuo, attraverso l’interazione fra loro e i processi che vi si svolgono.

La psicoterapia funzionale individua le cause profonde di disturbi e patologie delle persone, vale a dire le alterazioni e le carenze che intervengono durante lo sviluppo dell’individuo (dall’infanzia all’età adulta) nei suoi funzionamenti vitali fondamentali; non si rifà, dunque, a tipologie, di qualsiasi tipo esse siano, ma individua una diagnosi calibrata esattamente sulla persona. Ne discende un intervento altamente specifico, una terapia integrata che, intervenendo su tutti i piani del Sé, è tesa a recuperare e ricostruire le antiche esperienze basilari del Sé dell’individuo.

Presto o tardi magari con qualche post approfondirò meglio l'argomento, che tanto nel reel quanto in questa descrizione rimane abbastanza sintetico.

Per quanto riguarda invece il resto dell'intervista, cercherò di proporvela (se mi sarà possibile) nei prossimi giorni nella sua interezza. Si è parlato, seppur molto brevemente, del mio lavoro, della mia esperienza e del mio lavoro di tesi sulla città come organismo vivente.

15/03/2026

Ma come mai i videogiochi ci piacciono così tanto? 🎮

Reel volutamente brevissimo per un argomento che meriterebbe ore di discussione.

Al di là del fatto che sono assolutamente coinvolgenti - e l'industria videoludica è in grado costantemente di proporre titoli che mantengono l'attenzione del giocatore - nei videogiochi si ha una progressione chiara.

Le azioni producono feedback immediati, portano a ricompense e risultati tangibili. In altre parole, ciò che facciamo ha conseguenze comprensibili e questo aumenta la sensazione di controllo, cosa che nel mondo reale spesso è molto meno evidente.

Nei giochi, inoltre, si può sbagliare senza conseguenze catastrofiche: si può ricominciare, imparare e migliorarsi. In tal senso, rappresentano quindi uno spazio sicuro in cui esprimere le proprie emozioni, anche quelle di frustrazione e rabbia.

I videogiochi attivano il sistema dopaminergico, aumentano la sensazione di competenza e l'autostima, e portano il videogiocatore in uno stato di flow, di intensa concentrazione in cui il piacere è elevato e il tempo sembra scorrere diversamente.

Spesso e volentieri, inoltre, i giochi offrono una concreta possibilità sociale con la creazione di community, dal vivo e online, che soddisfano il bisogno di interazione sociale dell'essere umano ma senza necessariamente muoversi dalla propria comfort zone o sfidare le proprie paure.

Tuttavia, i videogiochi, proprio per questi stessi motivi, possono anche causare dipendenza, soprattutto se la persona vi si rifugia come alternativa al mondo esterno.

Se l'attività è vissuta in modo sano, non dovremmo certo smettere di videogiocare.

Forse la domanda più interessante è un’altra: come possiamo costruire una società più “a misura d’uomo”, in cui sia possibile sbagliare, imparare e migliorarsi senza essere schiacciati dal giudizio o dalla richiesta di una costante perfezione?

Da venerdì 27 febbraio sono psicoterapeuta funzionale.Sono molto orgoglioso del mio lavoro di tesi: sin dall'adolescenza...
07/03/2026

Da venerdì 27 febbraio sono psicoterapeuta funzionale.

Sono molto orgoglioso del mio lavoro di tesi: sin dall'adolescenza sono stato affascinato dall'idea di considerare i gruppi sociali - le coppie, le città, interi paesi - come organismi viventi complessi. È stato un piacere per me scoprire che Luciano Rispoli aveva svolto un lavoro simile sulla città di Napoli trent'anni fa. Nella mia ricerca ho provato ad ampliarlo e aggiornarlo per la Napoli di oggi, ma non mi sono limitato a questo: ho prima di tutto voluto definire un quadro teorico e storico più ampio, arrivando poi a definire e usare gli strumenti del funzionalismo. Ho anche voluto portare, per quanto brevemente, esempi emblematici di organismi nazione con le letture funzionali di Russia e Giappone.

Mi auguro davvero di riuscire a pubblicare questo lavoro, che nei prossimi mesi conto di rifinire ulteriormente; al contempo, mi auguro anche che ci sia la possibilità di approntare, anche e soprattutto con l'ausilio dell'ottica funzionale, progetti capaci di intervenire concretamente su alcune delle disfunzionalità individuate nella città.

Nel frattempo, per curiosi e interessati, posso eventualmente provare a condividere alcuni estratti del lavoro su questi canali in futuro.

04/03/2026

Che cos'è il controtransfert?

Oggi Bijoux ci racconta molto brevemente che è l'insieme delle reazioni fisiologiche, emotive, cognitive e comportamentali del terapeuta al transfert del paziente. Visto inizialmente come un ostacolo alla terapia, sappiamo oggi che è una reazione empatica necessaria per creare un miglior legame con il paziente, sviluppare la diagnosi e aiutarlo efficacemente. Questo fin quando però il terapeuta è in grado di riconoscerlo, anche in seguito a una propria terapia personale e a costante supervisione.

Indirizzo

Via San Cosmo Fuori Porta Nolana, 137
Naples
80142

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