De Giovanni inventa cose

De Giovanni inventa cose Ci stavano un salernitano, un bergamasco ed un tedesco....

11/04/2026
Avremmo sicuramente più scudetti della Pro Vercelli
29/03/2026

Avremmo sicuramente più scudetti della Pro Vercelli

E SE GARIBALDI FOSSE STATO SCONFITTO?
Abbiamo chiesto all'Intelligenza Artificiale di ricostruire lo scenario storico in caso di una vittoria borbonica sul Volturno. Il risultato è incredibile, eppure straordinariamente sensato.

"Ricostruzione storica e geopolitica (1860 - 2026)
Se il Regno delle Due Sicilie avesse respinto l’invasione garibaldina e piemontese nel 1860, non avremmo assistito a una semplice sopravvivenza dinastica, ma alla nascita di una Potenza Mediterranea di primo livello. Ecco come i fatti storici si sarebbero intrecciati in questi 166 anni.

1. Il Bivio del 1860: La Resistenza e la Costituzione
Nel mondo reale, il Regno crollò per tradimenti interni e per l'appoggio inglese a Garibaldi. Nella nostra storia, Francesco II di Borbone ascolta i suoi generali fedeli e decide di non abbandonare Napoli.

La Battaglia del Volturno: Le truppe borboniche, superiori per numero e artiglieria, annientano le camicie rosse prima dell'arrivo dell'esercito sardo.

La Svolta diplomatica: la Francia di Napoleone III, timorosa di un'Italia unita troppo forte, interviene diplomaticamente. Viene siglato il Trattato di Gaeta (1861): il Sud resta indipendente, ma Francesco II firma la Costituzione, trasformando il Regno in una Monarchia Parlamentare.

Niente "Questione Meridionale": senza l'unificazione forzata, non esiste il brigantaggio (che fu una resistenza legittima contro l'invasore), non c'è lo stato d'assedio e, soprattutto, non c'è il drenaggio delle riserve auree del Banco delle Due Sicilie (oltre 440 milioni di lire-oro) verso le casse vuote di Torino.

2. Le Due Grandi Guerre: La Neutralità Armata
Il ruolo del Regno nel XX secolo sarebbe stato simile a quello della Spagna o della Svizzera, ma con una forza marittima immensa.

Grande Guerra (1914-1918): il Regno dichiara la Neutralità Perpetua. Mentre il Nord Italia e l'Europa si dissanguano nelle trincee, Napoli diventa il porto franco d'Europa. Il Banco delle Due Sicilie finanzia la ricostruzione post-bellica europea, accumulando un credito immenso verso le nazioni vicine.

Seconda Guerra Mondiale (1939-1945): grazie alla stabilità diplomatica, il Sud evita l'alleanza con la Germania nazista. Napoli non subisce i devastanti bombardamenti alleati (oltre 100 incursioni nella storia reale). Il patrimonio artistico rimane intatto: Santa Chiara, il Porto e i palazzi nobiliari non conoscono macerie. Napoli arriva al 1950 come la città più ricca e intatta del continente.

3. L'Evoluzione di Napoli Capitale
Napoli non sarebbe una città "di provincia", ma una Metropoli Imperiale al pari di Londra o Parigi.

Urbanistica: senza il "Risanamento" speculativo del post-unificazione, il centro storico (il più grande d'Europa) sarebbe stato restaurato con criteri conservativi d'avanguardia. La città si sarebbe espansa verso est con un distretto finanziario di grattacieli e vetro, la "City Partenopea", cuore del commercio di idrocarburi e merci.

Infrastrutture: la ferrovia Napoli-Portici (la prima in Italia) sarebbe stata l'inizio di una rete ad Alta Velocità completata già negli anni '50. Il Ponte sullo Stretto, inaugurato nel 1965, sarebbe oggi un'icona dell'ingegneria mondiale che unisce la Capitale alla Sicilia.

Cultura: il Teatro San Carlo non conoscerebbe crisi, finanziato da uno Stato che vede nell'Opera il suo principale strumento di soft power. Il Napoletano, lingua ufficiale, sarebbe studiato nelle università di tutto il mondo come lingua della musica e della diplomazia mediterranea.

4. Il Sud e le Province: oltre il Latifondo
L'indipendenza avrebbe permesso una riforma agraria interna gestita senza traumi coloniali.

Puglia e Sicilia: diventerebbero i "Granai e Frutteti d'Europa" grazie a sistemi di irrigazione finanziati dalle royalty del petrolio lucano. Bari e Palermo sarebbero hub tecnologici per la desalinizzazione e l'agricoltura hi-tech.

Abruzzo e Calabria: sfrutterebbero il turismo montano e costiero d'élite, preservando l'ambiente grazie a leggi di tutela sovrane, senza le speculazioni edilizie degli anni '60 e '70 dettate dalla necessità di "sviluppo rapido" imposto da Roma.

5. Società e Popolazione: un Popolo di 40 Milioni
Il dato più impressionante è demografico. Senza l'emigrazione forzata (14 milioni di partenze dopo l'Unità), oggi il Regno avrebbe circa 40 milioni di abitanti.

Niente Fuga di Cervelli: i giovani meridionali non dovrebbero "salire al Nord" per lavorare. La Federico II e la Scuola Medica Salernitana attirerebbero studenti da tutta l'area MENA (Middle East & North Africa) e dall'Europa, rendendo il Sud il centro intellettuale del mondo.

Sicurezza: senza la disperazione sociale post-unitaria che alimentò le mafie come alternativa allo Stato assente, la Camorra e la Mafia sarebbero rimaste fenomeni marginali di delinquenza comune, prontamente stroncati da uno Stato forte, presente e legittimato dal popolo.

Verdetto Finale: Secessione o Consapevolezza?
Oggi, nel 2026, una secessione politica violenta incontrerebbe ostacoli burocratici e finanziari immensi (il debito pubblico italiano è un nodo difficile da sciogliere).

Tuttavia, questo elaborato dimostra che il Sud Italia non è una terra "maledetta" o destinata al declino. È una nazione compressa. La vera convenienza attuale non risiede necessariamente nel tracciare un confine fisico, ma nel reclamare una Indipendenza Economica e Culturale.

Il popolo meridionale deve agire con la mentalità della Capitale: gestire le proprie risorse (energia, sole, turismo e portualità) con l'orgoglio di chi sa che, se la storia non fosse stata scritta dai vincitori, oggi Napoli sarebbe la regina indiscussa del Mediterraneo.

Il futuro non è tornare al 1861, ma riprendersi il ruolo che quel 1861 ha interrotto",

Questa è l'AI. E voi cosa ne pensate?

02/03/2026

Quando tutto ebbe origine

Ci hanno fottuto a partita e pure o panino
22/02/2026

Ci hanno fottuto a partita e pure o panino

13/02/2026

Maledetti infiltrati! 😡

29/01/2026

All’arrivo della spedizione dei Mille l’11 maggio 1860, la presenza delle fregate inglesi davanti al porto di Marsala impedì la reazione della squadra borbonica che stava per intercettare e distruggere i due piroscafi garibaldini. Ma quali motivazioni portarono l’Inghilterra a decider di influenzare il processo unitario italiano? La risposta va cercata nei rapporti diplomatici tra Regno Unito e Regno delle Due Sicilie.

Tra il 1799 e il 1815 la gran Bretagna fu un alleato fondamentale per i Borboni. Dopo le due invasioni francesi i regnanti di Napoli fuggirono in Sicilia, protetti dalla flotta della Gran Bretagna, che stabilì un effettivo protettorato sull’isola. Come sottolineò Giovanni Aceto (nel volume del 1827 “De la Sicile et de ses rapports avec l’Angleterre”), “quest’isola non rappresenta per l’Inghilterra soltanto un importante avamposto strategico, da preservare ad ogni costo, da una possibile occupazione della Francia che la minaccia dalle sue coste, ma costituisce anche il centro di tutte le operazioni militari e politiche che il Regno Unito intende intraprendere nell’Italia e nel Mediterraneo”. Gli inglesi svilupparono ottimi rapporti commerciali con l’isola. Una quota rilevante della bilancia commerciale britannica era rappresentata dall’importazione di materie prime provenienti dalla Sicilia e soprattutto dallo zolfo. In Sicilia erano presenti vere e proprie dinastie di mercanti inglesi, le quali avevano ottenuto il monopolio per lo sfruttamento di questa importante risorsa.

La situazione cambiò nel 1830, quando salì al potere Ferdinando II. Egli si pose l’obbiettivo di rendere il Regno delle Due Sicilie una potenza di media grandezza, autonoma da ingerenze esterne all’interno dello scacchiere europeo. Prima occasione di scontro fu la questione dell’isola Fernandea, un lembo di terra di circa quattro chilometri quadrati emerso dal mare tra Sciacca e Pantelleria all’inizio del 1831. A causa della sua posizione strategica, le varie potenze si contesero il dominio dell’isola. Il primo a rivendicarne la sovranità fu il capitano inglese Humphrey Fleming Jenhouse battezzandola ‘Isola Graham’. In seguito si fece avanti anche la Francia, che inoltrò sul luogo una spedizione scientifica, che si concluse con il posizionamento di una nuova bandiera e di un nuovo nome, ‘Iulia’. Poco dopo, Ferdinando II inviò una spedizione che ribattezzò l’isola in Ferdinandea, informando successivamente francesi e inglesi dell’accaduto sottolineando che la nuova isola era emersa in acque siciliane e che, quindi, apparteneva al Regno del sud. Ma prima che si rischiasse di giungere ad un conflitto, l’isola sprofondò nuovamente l’8 dicembre 1831. Un altro motivo di attrito fu la decisione di Ferdinando II di non appoggiare nel 1834 Isabella II nelle guerre carliste per la successione di Ferdinando VII. La regina era appoggiata da Francia e GB, che presero la decisione come un atto di insubordinazione.

Per ristabilire una forte influenza sulla Sicilia, quando nel 1848 da Palermo cominciarono i moti che infiammarono il continente per i due anni successivi, l’Inghilterra sostenne il governo separatista siciliano, allo scopo di farne uno Stato autonomo retto da un principe di Casa Savoia. Ma la sconfitta di Carlo Alberto nella prima guerra d’indipendenza permise a Ferdinando II di intervenire in Sicilia e ristabilire la propria egemonia sull’isola. Il Regno Unito accusò il governo di Napoli di essere causa del malgoverno che scatenò le proteste e in una nota inviata al governo di Napoli minacciò che “qualora Ferdinando II avesse violato i termini della capitolazione e perseverato nella sua politica di oppressione, il Regno Unito non avrebbe assistito passivamente a una nuova crisi tra il governo di Napoli e il popolo siciliano”. A inasprire le relazioni contribuirono le due lettere di Gladstone a lord Aberdeen (premier in carica), pubblicate su tutti i maggiori giornali europei durante il 1851. L’esponente liberale denunciò le dure condizioni delle carceri napoletane, scrivendo che il governo delle Due Sicilie era “la negazione di Dio eretta a sistema di governo”.

I rapporti furono sul punto di rottura definitivo a causa dello scoppio della guerra di Crimea. Ferdinando II decise di non appoggiare Francia e Gran Bretagna durante il conflitto (a differenza del Piemonte) poiché riteneva probabile una vittoria russa. Palmerston, primo ministro inglese, accusò la corona borbonica di essere divenuto vassallo della Russia. Si stava addirittura preparando una dimostrazione navale nel golfo di Napoli allo scopo di favorire un’insurrezione contro la dinastia in carica per sostituirla con una monarchia costituzionale, ma fu annullata per decisone della Regina Vittoria. Un editoriale del “Times” sosteneva che questa iniziativa raccogliesse il favore dell’opinione pubblica e che dovesse avere un effetto simile della spedizione dell’ammiraglio Perry in Giappone che provocò il crollo del dello shogunato Tokugawa.

Con il Regno del Sud isolato diplomaticamente, quando Garibaldi decise di intraprendere l’impresa dei Mille il Regno Unito decise di agevolarne la riuscita. Impedì alla flotta francese di affondare i garibaldini che attraversavano lo stretto per dirigersi in Calabria e favorì l’alleanza tra la malavita napoletana e gli insorti. In questo modo la Gran Bretagna riuscì ad avere una forte influenza sul nuovo Stato unitario. Come scrisse Palmerston in una lettera alla regina Vittoria, “considerando la generale bilancia dei poteri in Europa, uno Stato italiano unito, posto sotto l’influenza della Gran Bretagna ed esposto al ricatto della sua superiorità navale, risultava il miglior adattamento possibile(…)l’Italia non parteggerà mai con la Francia contro di noi, e più forte diventerà questa nazione più sarà in grado di resistere alle imposizioni di qualsiasi Potenza che si dimostrerà ostile al Vostro Regno”.

E ferita d'ammore nun se sana!
28/01/2026

E ferita d'ammore nun se sana!

Napoli e Katania!
22/01/2026

Napoli e Katania!

14/01/2026

Ferdinando II di Borbone legiferò e si adoperò per garantire l'assoluta indipendenza della Magistratura dagli altri poteri dello Stato. Si bandivano concorsi e si garantiva la discussione pubblica di tutte le cause “mirando anche al motivo della gloria del foro, affinché non scemasse il pregio dell'eloquenza degli avvocati con lasciar trasandata la perorazione delle cause”.

Campioni in Europa! 😎
09/01/2026

Campioni in Europa! 😎

Campioni in Italia!
05/12/2025

Campioni in Italia!

LA CLASSIFICA DELLA (VERA) QUALITÀ DELLA VITA
di Gennaro De Crescenzo


Sono stati utilizzati i seguenti indicatori:
- clima, sole e mare, assenza di smog, nebbia e pioggia frequente;
- sorrisi e abbracci per le strade;
- caffè e pizze come riti;
- gastronomia, ricchezza e varietà del cibo;
- tavolate per parlare mangiando senza fretta;
- "agorazein", dal greco "andare in piazza, passeggiare per incontrarsi, partecipare, condividere";
- importanza della musica e del teatro;
- tracce di storia nelle città;
- testimonianze culturali eccellenti nel corso dei secoli;
- attitudine all'inclusione, alla tolleranza e alla solidarietà cristiana;
- velocità di pensiero nel superamento di ostacoli e difficoltà;
- capacità di sopportare classi dirigenti incapaci da oltre un secolo e mezzo;
- ironia...

Questa la classifica per il 2025.
Prime 5 città:

1) NAPOLI
2) PALERMO
3) BARI
4) CATANZARO
5) POTENZA

Ultime 5 città:
103) MILANO
104) TORINO
105) GENOVA
106) VENEZIA
107) TRENTO

Appuntamento al 2026 per la nuova classifica (si accettano suggerimenti e indicazioni).

FONTE E INDAGINI a cura di Il Sole Veramente 24 Ore

Gennaro De Crescenzo

'O mare 'o sole (24 ore) 'a pizza
01/12/2025

'O mare 'o sole (24 ore) 'a pizza

LETTERA APERTA A QUELLI CHE (DA 36 ANNI) FANNO LE CLASSIFICHE DELLA QUALITÀ DELLA VITA. Per la trentaseiesima (!) classifica della Qualità della Vita ai primi posti, ovviamente, il Nord; Trento, Bolzano e Udine sul podio, in basso tutto il Sud con le ultime 24 posizioni tutte meridionali; Reggio Calabria ultima, Palermo al posto 97; Napoli 98.
Sei le categorie: ricchezza e consumi, affari e lavoro (e quindi parametri economici), demografia, società, salute o sportività (e quindi conseguenze dei parametri economici) con vari indici e tra essi la criminalità (strano indice, se i dati ministeriali mettono il Nord, invece, ai primi posti), qualità dell'aria (Milano al posto 8 con tutti i record anche mondiali di inquinamento?), clima (Bolzano, Udine o Trento?) o un fragilissimo e "soggettivissimo" indice della "percezione della sicurezza" (con i media e queste stesse classifiche da anni sulla linea del Sud "brutto e pericoloso").
PREMESSE
- Al di là della NOIA di classifiche sempre UGUALI addirittura fin da 1989 (!),
- al di là del fatto che certi parametri della qualità di una vita (la gastronomia, il carattere degli abitanti, il sole, il mare ecc.ecc.) non sono inclusi e non possono essere quantificati,
- al di là del fatto che evidentemente, vista anche la fonte (il quotidiano economico Sole24Ore), prevalgono i parametri economici e le loro conseguenze (pare che -lo avete saputo?- la questione meridionale non sia stata ancora risolta),
UNA DOMANDA resta sospesa nel rispetto massimo delle vittime coinvolte: se la vita al Nord è così bella, come mai le statistiche relative ai drammi dei suicidi sono così "basse" al Sud e così "alte" al Nord con numeri doppi o anche tripli?
Non sarebbe il caso di smettere di fare queste classifiche, di auto-esaltarsi o di mortificare sempre e inutilmente il Sud?
Se invece siete convinti e insisterete, per voi è pronto un...
REGALO: risparmiate soldi e lavoro e vi invieremo le classifiche degli anni 2026, 2027, 2028, 2029, 2030... 2126, 2127 ecc. ecc.
Gennaro De Crescenzo

Indirizzo

Naples

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando De Giovanni inventa cose pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare