25/11/2022
Per 14 anni mi sono occupata di violenza "Maschilista" Contro le donne.
Sin da subito fui portata a parlare di " Mostri". La formazione era mirata ad individuare un colpevole.
Il colpevole è colpevole ma non basta e questo l'ho capito in trincea.
Violenza e conflitto spesso vengono confuse, la differenza invece è sostanziale.
Nel conflitto si è " Pari". Nella violenza no. C'è sopruso. Con " Sopruso" intendo " Disparità di potere" , una differenza che fa la sostanza. La donna si sente schiacciata, impaurita, non ha energia per reagire. Offesa dopo offesa, un pò finisce per crederci e rimanda, lo fa nella convinzione ( conseguente al lavaggio del cervello) che non meriti qualcosa di meglio.
Tale convincimento però non può ritenersi correlato solo a quell'incontro tossico ma molto spesso è frutto di una vita intrisa di dolore che ha prodotto fragilità, necessità di stare sui bisogni dell'altro per distrarsi dai propri antichi ed urlanti( ma tenuti in silenzio, silenzio assordante).
Il lavoro sulle donne, su noi donne, è un lavoro lungo, accidentato e complesso ma va fatto tenendo conto di tutto questo, non basta individuare " Il mostro ". Lui, se vorrà, si farà aiutare ( avviene raramente) ma dovrà farlo altrove, da solo.
Salvarsi significa altra fatica, cadute e tentennamenti ma è possibile se si riesce ad andare al nucleo profondo di se stesse.