14/02/2026
Ci sono casi che ti mettono alla prova come medico e come uomo.
Un paziente di 68 anni è arrivato in condizioni gravissime, con una sepsi aggressiva e un’infezione devastante dell’arto inferiore che metteva a rischio la vita del paziente, probabilmente conseguente al morso di un ragno violino. In pochi giorni il rischio di amputazione è diventato concreto.
Dopo la prima gestione in emergenza con la dott.ssa Giovanna Guiotto e il supporto della Terapia Intensiva, il paziente è stato affidato alla nostra Unità di Chirurgia Plastica, diretta dal .alfredoborriello
È qui che si è giocata la partita più delicata.
Abbiamo affrontato una sequenza complessa di interventi: debridement ripetuti, terapia a pressione negativa, controllo meticoloso dei tessuti vitali, pianificazione ricostruttiva progressiva. In casi come questo, la chirurgia plastica non è solo “ricostruzione”, ma capacità di leggere i tessuti, decidere tempi e strategie, preservare ciò che può essere salvato.
L’esperienza maturata nella gestione dei traumi complessi e delle gravi perdite di sostanza, unita alla determinazione di un team che lavora con dedizione totale, ha fatto la differenza. In parallelo, il fondamentale supporto infettivologico della dott.ssa Marina Lugarà ha consentito il controllo della sepsi, permettendoci di procedere con matrici dermiche e innesti cutanei fino alla completa copertura.
Oggi quel paziente è tornato a casa. Cammina. Ha conservato il suo arto.
Questo è ciò che significa fare chirurgia plastica in un grande ospedale: competenza, strategia e una squadra che non si arrende.