04/01/2026
L'anno nuovo é iniziato e a gennaio co saranno due eventi ai quali tengo molto.
Il primo é il webinar organizzato con Cenon salute, grazie sempre a Giuseppe Spinelli ed alla fiducia che mi da sempre: parlerò di 5 grandi rimedi omeopatici in una visione più ampia, valutando le influenze delle dinamiche relazionali sulla strutturazione di un rimedio. Quindi, ripartiamo dalle origini e dalla fisica, non dalla chimica. Primo incontro il 15 gennaio.
Il secondo è il primo fine settimana del corso sul trauma e le conseguenze sulla strutturazione dei meccanismi adattativi dell'individuo e, quindi, sull'isorgenza di alterazioni fisiologiche che portano a malattia.
Due temi i apparenza diversi ma in realtà strettamente collegati.
E visto che, come ogni anno, il 31 dicembre ho lasciato mollando vecchio elementi che non servivano o erano addirittura tossici ed ho portato con me quelli invece ancora importanti, ho deciso di riportare una pagina del libro "omeopatia: la scienza dell'uomo" scritto a 4 mani con mio padre e pubblicato poco prima della sua morte. Parla di cicli, di chiusure, di limiti ed esperienze.
Ed è proprio da qui che io ho deciso di iniziare il nuovo anno.
Per chi volesse seguire o avere informazioni sia sul webinar che sul corso sul trauma, potete contattarmi su messanger o via email(studiomartadelgiudice@gmail.com).
In ogni caso, buona lettura, se riuscite a leggere un post lungo.
Da Nicola Del Giudice/ Marta Del Giudice, Omeopatia: la scienza dell'uomo, edizioni libreria cortina verona pag. 118
"I rimedi Natrum Muriaticum e Silicea identificano due possibili direzioni evolutive che si autorganizzano sulla base delle dinamiche relazionali che si realizzano nel corso del periodo evolutivo.
Tale fase costituisce un periodo di fondamentale importanza nella maturazione dell'uomo. Infatti il bambino impara a legarsi alla sua figura di riferimento o attaccamento, come dice bowlby, a ricevere da essa tutto l'amore e l'affetto fondamentali per la sua crescita (questo é l'amore formativo). In un secondo momento, quando il processo maturato ha condotto all'emergenza della qualità della rappresentazione, il bambino può staccarsi dalla figura di attaccamento ed iniziare la fase di esplorazione dell'ambiente.
Con il termine di perdita si fa riferimento non solo al distacco dalla figura di attaccamento ma anche all'apprendimento del concetto di termine, di limite. Il bambino impara che tutto ha un limite, che non esiste nulla che duri in eterno. Ogni esperienza, bella o br**ta che sia, ha un inizio ma anche una fine. É una fase importante perché essa oo e termine al periodo del narcisismo, tipico dei bambini, per i quali tutto ruota intorno a loro; imparano che ogni cosa ha dei confini ben precisi, che ogni essere umano costituisce solo una piccola parte del mondo.
Il concetto di limite costituisce il prerequisito per una propria identità.
Se il bambino non supera in maniera adeguata tale fase, svilupperà una notevole difficoltà a chiudere le proprie esperienze, a farle proprie: perché un evento diventi un'esperienza é necessario che esso abbia un inizio ma anche una fine. Solo le esperienze concluse possono essere interiorizzate e, come tali, divenire parte del bagaglio di una persona: viceversa, le esperienze non concluse che, mantenendo un legame con l'oggetto non possono essere dogerite e codificate come linguaggio e quindi diventare suscettibili di passare alla valutazione critica dellal coscienza, possono costituire un ostacolo al corretto funzionamento dellal dimensione mentale."